Magazine Martedì 15 luglio 2014

«Non lo amo più, ma lui non vuole capirlo». La Posta del Cuore

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Magazine - Ciao Antonella,
ti scrivo perchè ho davvero bisogno di aiuto. Sono fidanzata da otto anni con un uomo, che da qualche anno non amo più. Quando ci siamo fidanzati ero molto innamorata, avevo solo 16 anni e col tempo tutto è andato svanendo, anche perchè più crescevamo più capivo di avere meno interessi in comune con lui.

Lui è perfetto con me, non mi fa mancare nulla, mi rispetta e mi ama follemente, e me lo dimostra ogni giorno.
L'anno scorso dopo mesi di sofferenze e sensi di colpa sono riuscita a lasciarlo, ma lui continuava a chiamarmi, a scrivermi, e così siamo tornati assieme.

Questo mi ha fatto rendere conto di una cosa terribile: io non so stare con lui ma neanche senza di lui. Non lo amo ma è la persona più importante della mia vita, gli voglio un bene immenso, c'è sempre stato per me in tutti i momenti più importanti della mia vita.
Perderlo per me sarebbe come un lutto, idem per lui, che sa tutto, sa di non essere amato perchè non glielo dico più da anni, nonostante lui continui a dirmelo ogni giorno, lo sa perché anche sessualmente sono completamente assente, ma continua a fare finta di niente.

Io in alcuni momenti sono più rassegnata, nel senso che mi sento comunque amata e a volte penso che può bastare, ma a volte mi dispero perchè ho voglia di stare con un uomo che amo, non con un uomo che vedo come amico. E mi dispero anche perchè stiamo costruendo una casa, alla quale lui si dedica anima e corpo, e tra qualche mese potremo andare ad abitarci insieme. Ma non sono sicura di continuare con questa "farsa" da entrambe le parti.
Non vorrei mai fargli del male. Questa è la cosa più importante per me.
Spero di essere stata abbastanza chiara. Ti ringrazio per l'attenzione.

Cara Anonima me,
sai benissimo quello che devi fare, ma vuoi che sia io a dirtelo. Occhei. Lo dico e lo motivo: devi lasciarlo al più presto, infliggendo dolore a entrambi.

Ecco perché devi farlo: perché alla vostra età non potete condannarvi a un'esistenza da coniugi senza amore, avete diritto entrambi a fare esperienze diverse che probabilmente si riveleranno più appaganti; perché devi del rispetto a questo ragazzo che accetta ogni umiliazione pur di rimanere con te, tieni conto di questo aspetto che sicuramente non avevi considerato: oggi sembra che lui non ne risenta, più avanti ti presenterà il conto (forse) e avrà ragione; perché non è detto che il suo sia amore, così come non lo è il tuo, ma un attaccamento un tantino morboso, magari legato al fatto che proprio non è in grado di accettare le perdite; perché andate incontro alla catastrofe se, dopo la casa, finirete per fare figli, che sconteranno la vostra relazione squilibrata.

E concludo: per piacere, come dico ormai quasi sempre, rileggiti. Ti accorgerai che non sono solo sentimenti nobili a tenerti legata a lui: la paura di infliggere dolore è anche -a volte soprattutto- paura del senso di colpa che ne deriverebbe; il tuo bisogno di avere accanto una persona che ha vissuto con te i momenti importanti è un tantino egoista.

E vedi, se ti capitasse di innamorarti, questi scrupoli verrebbero spazzati via. Allora ti consiglio di evitargli quest'ultima umiliazione e di lasciarlo perché è giusto, non per un altro.
Perderete molto entrambi, ma guadagnerete in maturità e vi aprirete prospettive di vita più serena (o più avventurosa).
Coraggio Anonima me, fai ciò che sai di dover fare.
Ciao,

di Antonella Viale

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