Weekend Magazine Mercoledì 25 settembre 2002

Il lago di Val Noci

Magazine - Non tutta l’acqua che beviamo viene dal . Una parte arriva direttamente dal Lago di Val Noci, formatosi negli anni '20 grazie all’imponente diga e circondato da boschi e montagne.
L’attrattiva maggiore per chi non è un pescatore consiste nel fare il giro dell'invaso. Una bella passeggiata, tutta in piano e per nulla faticosa, con scorci inattesi e di un certo fascino.

Consiglio la foresta sulla sinistra: può sembrare fitta e impenetrabile ma ci sono passaggi abbastanza ampi ed un sentiero ben tracciato. Per trovarlo dovrete risalire un poco la strada asfaltata subito dopo lo slargo di fronte al lago. In prossimità della prima curva a gomito in salita, trovate un sentiero che scende nella macchia.
Un primo tratto pieno di sterpi svela di seguito una bella foresta di castagni, ontani e carpini che lambiscono le sponde. Alcuni passaggi richiedono un po’ di prudenza soprattutto quando si attraversano alcuni pittoreschi ponticelli o la zona più esposta: una parete a picco che precipita in acqua dopo un salto di venti metri.
Da qui però si gode uno dei panorami migliori della zona, seppure un po’ deturpato dalla diga, unica traccia dell'uomo. Dall’alto, se la giornata è soleggiata, è facile scorgere in trasparenza i pesci nuotare nelle acqua del lago. Un po’ più avanti, quando l’impluvio si stringe, non è invece difficile vedere le tartarughe. Può sembrare insolito, infatti non sono nostrane: si tratta di una specie americana, di quelle che si vendono nei negozi di animali e al luna park ma, a quanto pare, si sono trovate benissimo e in molti casi hanno purtroppo rimpiazzato la nostra specie. Un paio di binocoli consentono di vederle bene mentre prendono il sole o nuotano nelle acque sottostanti.

Più avanti il sentiero si stringe e in pochi minuti si raggiunge il Rio Noci, che alimenta costantemente il lago. Scende pigramente formando vasti meandri pieni di detrito ma, se risalite un po’ e poi scendete lungo il corso del fiume, troverete qualcosa di più simile ad un torrente montano, con pozze di acqua pulita ed ampi massi levigati. I più coraggiosi, vista la temperatura dell’acqua, potranno anche fare il bagno.

Un avvertimento finale: non pensate di chiudere il giro ad anello. La diga che vedete non è più accessibile al pubblico, quindi se volete fare tutto il periplo sarete costretti tornare indietro ad appena duecento metri dall’auto... È quindi consigliabile rimanere sul lato sinistro.

Arrivare è piuttosto rapido. Si entra in Val Bisagno, andando verso Prato, per poi svoltare a sinistra in direzione Creto. È necessario superare il paese, verso Montoggio, ma, poco dopo, si attraversa un ponticello sulla destra (il lago è segnalato) che in meno di 1 km conduce sul posto passando su una stretta strada asfaltata.

Oggi al cinema

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