Magazine Martedì 24 settembre 2002

Estate di relax

Magazine - Alla fine scelsero il mare: infinite distese di sabbia incorniciate da soffici disegni delle onde marine, sorsi di una bibita fresca ai piedi di una palma… il programma ideale per sfuggire allo stress quotidiano.
Luglio, sole cocente che non lasciava tregua, auto carica fino ad esplodere e via, pronti per andare in villeggiatura. Il viaggio durò sette ore, ma ne sarebbero bastate quattro se non si fossero fermati per una breve pausa in uno spiazzo a lato dell'autostrada. È lì che Marco ebbe la grandiosa idea di avvicinarsi ad uno di quegli apparecchi diabolici per chiamare soccorso e di annunciare alla polizia che una navicella d'alieni aveva appena rapito un pullman di scolaretti. In pochi istanti si trovarono circondati di forze dell'ordine e mancava poco per incontrare qualche agente della NASA. L'unico problema fu spiegare alle famiglie degli alunni che si trattava solo di uno scherzo, indubbiamente di pessimo gusto, quando erano già accorse quasi tutte sul posto.
Ripartirono decidendo di non fermarsi più, nemmeno quando Sara, la sorellina più giovane di Marco cominciò a vomitare tutte le patatine che il fratello le aveva rifilato raccontandole che l'avrebbero trasformata in una fatina volante. Giorgia, l'adolescente della situazione, non ci vide più dalla rabbia quando si accorse che la sua super mini di tendenza era macchiata di quell'orribile disgustoso impiastro giallastro e non esitò a tirare una bella sberla al fratello. Fu circa da quel momento che qualcosa sul soffitto della loro fidata Panda non funzionò più.
Gianni aveva impiegato un'ora e mezza ad imbragare le brandine, eppure le videro scivolare in mezzo alla corsia una dopo l'altra in pochi istanti... sdleng... patapum... sdleng... patapum... sdleng...
Sarebbe stato da pazzi andare a recuperarli e stavolta nessuno di quella gabbia di matti ebbe il coraggio di farlo. In fondo a cosa sarebbero servite? Forse ad impedire che ogni mattina poi la signora Rossi si svegliasse con un paralizzante mal di schiena.
Per lo meno non rimasero senza benzina, e non forarono nessuna gomma: fu proprio un inizio fortunato.
La mattina seguente, al risveglio già sentivano il profumo del mare e non vedevano l'ora di poterci sguazzare, raggiunsero la spiaggia in dieci minuti, solo che prima di loro altre centinaia di persone li avevano preceduti, cosicché l'unico spazio libero era un misero scoglio appuntito.
Finalmente Gianni potette godersi un po’ del tanto sognato relax, sfogliando le pagine della sua rivista preferita, almeno fino a quando non fu travolto dall'entusiasmo di Marco che si gettò rapidamente in mare annacquando tutto il giornale con gli spruzzi.
Giorgia, che per farsi notare al più presto dal bagnino dalla spiaggia si era ricoperta di un'untissima lozione supermegastrabbronzante, si tramutò nel giro di qualche ora in un'appetitosa aragosta. Dovette di conseguenza trascorrere le tre giornate seguenti all'ombra in campeggio per poi tornare all'attacco e vedere il suo bel Mister Muscolo tra i tentacoli di quell'insopportabile piovra bionda mozzafiato della roulotte accanto.
La signora Marta aveva ben presto individuato un paio di donne oziosamente distese al sole, alle quali avrebbe raccontato fino alla nausea di quanto erano belli e colorati i geranei del terrazzo della sua lussuosa villa o di quanto era stato emozionante schivare i coccodrilli nella sua avventurosa spedizione sulle rive del Mississipi, mostrando un accuratissimo album di foto. Falso, tutto rigorosamente falso, come la bigiotteria che mostrava in giro con molto orgoglio.

di Donald Datti

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