Magazine Giovedì 3 luglio 2014

«Come affronto una pausa di riflessione?». Lo psicologo risponde

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Magazine - Caro dottore,
sono una ragazza di 17 anni. Io e il mio ragazzo (17 anni anche lui) stiamo insieme da un anno e passa.
Andava tutto bene. A volte c'erano momenti bui ma li abbiamo sempre superati.

La relazione con il mio ragazzo ora non va molto bene. Ne sono capitate di simili ma per me ogni volta sembra peggio e ci sto male. Dice di amarmi e di questo non ne ho dubbi.
Io avevo già notato che qualcosa non andava già da un mesetto. E avevo ragione.

Ora è distaccato, non riesce più a essere dolce con me, cambia spesso umore, dice che a volte mi odia e non mi sopporta più e poi di nuovo sbalzi d'umore e mi ama e gli manco. Vorrebbe che tra noi finisse, ma perché non mi lascia?
Vorrebbe che lo facessi io, ma io non voglio lasciarlo. Che senso ha?

Ora ci siamo presi una pausa. Proprio ieri, perché dice che non gli va bene come mi sta trattando, che mi sta trattando male, che prova piacere nel vedermi soffrire, che non mi sopporta.
Vuole sentirsi libero, ma non mette fine a questa relazione.
Mi sembra confuso e spaventato. Sembra che paragoni tutta la sua negatività a me, ma io non ho fatto un bel niente!

È lui che se la crea illudendosi che sia colpa mia. O così mi sembra. Mi ha detto che io penso che le sue idee o pensieri su questa cosa siano stupide. Beh, ci credo!
Se non fa le cose che pensa, vuol dire che è confuso? Non lo so.

La nostra pausa è iniziata da un giorno ma già oggi io gli ho già scritto tremila volte e dopo che ho "insistito" lui mi ha detto che ho rotto, che non ci parleremo per un po', di non cercarlo e che se dice che ha bisogno di una pausa, basta di non rompergli più.

Ha detto che gli ho rovinato la giornata, che oggi senza di me si sentiva libero e stava da dio. Mi ha pregato di sparire per un po' perché lo innervosisco e di non scrivergli perché mi risponderebbe male facendomi soffrire e lui non vuole farmi soffrire

Quindi io mi chiedo: ma che cavolo ha? Tornerà? Si chiarirà le idee? Insieme abbiamo un rapporto davvero fantastico, ben fondato e abbastanza maturo per la nostra età, ma essendo una ragazza non posso capire la mentalità maschile. Che devo fare? Non voglio che finisca e a quanto pare anche se lui dice che vorrebbe non la fa finire.
Perché insieme stiamo bene a parte questi momenti che io non capisco e vorrei capire.
Mi aiuti, io non so davvero che fare!
Hope

Buongiorno Hope,
capisco che lei si senta sconcertata ma ma temo che le cose siano ancora più complicate di come le descrive lei. Non fosse altro perché, nel riassumere un anno e passa in poche righe, tante sfumature si perdono.
Ed a volte le piccole cose contano più delle grandi.

Sì, probabilmente il suo lui è confuso, ma presumo che, nella sua vita, ci possano essere anche altri motivi personali, che si intrecciano con il vostro rapporto e che lo rendono complicato da affrontare.
Perché anche se un rapporto sentimentale ha una grande importanza non può essere avulso dalla restante realtà che lo circonda e che, inevitabilmente, lo condiziona.

Sì, lo so, è un discorso complicato. Vediamo se riesco a spiegarlo cosi: io vado pazzo per i «bigné al cioccolato», mi fanno impazzire e ne mangerei sempre. Poi, un giorno, per altri motivi, faccio le analisi del sangue, e scopro che ho i valori sballati e devo smettere di mangiare bigné (acc...). Ovviamente io non ho niente contro le paste, anzi, solo che devo mangiarne di meno e se qualcuno continua ad offrirmele (credendo di farmi un piacere) in realtà mi mette fortemente in crisi. E vorrei che non lo facesse più.

Morale: vorrei che i bigné sparissero, così non avrei più la tentazione di mangiarli e rischiare di peggiorare il mio stato di salute. Ma allo stesso tempo soffro all'idea di essere io a farli sparire perché mi piacciono e mi mancano.

Come la definiremmo questa situazione? Confusione? No, non credo, piuttosto sarebbe un «conflitto» tra opposte richieste tra loro inconciliabili (nevrotico).
Ma lei ovviamente non è un bigné. E questa "metafora" era solo per dire che potrebbero esserci altri motivi che rendono il suo beneamato lui cosi scontroso nei suoi confronti. Motivi che lei non conosce o ha scordato di riportare. E questi motivi potrebbero essere dovuti a molti aspetti sia riguardanti il vostro rapporto sia relativi ad "altre componenti" che però lui non le fa sapere.

E quindi, mi permetto di farle notare che forse è un po troppo ottimistico che lei scriva «Insieme abbiamo un rapporto davvero fantastico, ben fondato e abbastanza maturo per la nostra età». Perché, evidentemente, così non è. O meglio, forse lo è soltanto in parte e in alcuni momenti.
O forse una parte della crisi è dovuta proprio il fatto che il vostro rapporto è davvero un po' troppo maturo per la vostra età (ammesso che sappiamo tutti cosa stiamo dicendo, davvero, con la parola maturo).

E questo mi riporta ad un altro punto, lei ha 17 anni e ha conosciuto il suo lui a circa 15 anni e passa. Credo che sia ormai accettato da tutti, che vi troviate entrambi in un momento di grandi cambiamenti, sia personali, sia relazionali che spesso mettono in crisi non solo la propria identità, ma anche il proprio essere nel mondo e il modo di affrontare la vita.

Quindi girola domanda a lei: a questo punto cosa pensa di fare? Quanto tempo pensa di concedergli per chiarirsi le idee? Perché le pause hanno un senso se sono contenute in uno spazio temporale ben definito e in ultima analisi, pensa di continuare così o di guardare a un altro futuro?

P.S. A proposito del suo riferimento alla mentalità maschile può essere che, a volte, le scelte, anche nei rapporti, risultino da una valutazione e un equilibrio tra quello che piace (ci attira) e quello che non piace (ci infastidisce). In altre parole potrebbe essere che, dal punto di vista del suo lui, i sentimenti verso di lei ci sono, certo, ma non sono abbastanza per compensare altri aspetti, meno entusiasmanti, del vostro rapporto.
Ma essendo, appunto, un "pensiero maschile" c'è una forte possibilità che non sia per niente condiviso dal "pensiero femminile".
Bisognerà parlarne ancora (possibilmente senza scatenare la terza guerra mondiale).

di Marco Ventura

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