Magazine Martedì 1 luglio 2014

Addio a Maria Luisa Spaziani, ultima poeta

Magazine - Se n'è andata a 90 anni Maria Luisa Spaziani, ultima esponente di un Novecento letterario ormai perduto nelle secche della storia.
Dal rapporto con Montale al matrimonio con Elémire Zolla, dalle corrispondenze con Borges, Pound e Picasso alle feroci polemiche con Edoardo Sanguineti, la poetessa ha attraversato il Secolo breve incrociando la propria strada con i suoi protagonisti. Tracciando con la sua opera - da poco raccolta in un Meridiano curato da Paolo Lagazzi - una parte non indifferente di quel percorso.

Borghese, figlia di industriali, Spaziani nasce a Torino nel 1924. Ancora studentessa di Lingue, appena diciannovenne, dirige «Il Girasole». Grazia al carisma e all'intraprendenza, riesce a far pubblicare sulla rivista componimenti di Umberto Saba,Sandro Penna, Leonardo Sinisgalli, conquistando la loro fiducia.

A guerra finita, nel 1949, incontra Eugenio Montale. Lei è già legata a Zolla, lui a Mosca, Drusilla Tanzi: il rapporto tra Spaziani e il poeta diventa stretto, mai inquadrato ufficialmente, ma si ripercuote sulla produzione di Montale e nelle rispettive relazioni private. Fino a che lei non sceglie di trasferirsi a Roma al fianco del marito. Dalla Capitale, non se ne andrà più.

Fuori dal gossip letterario dell'epoca - comunque molto florido - il rapporto con Montale ha effetti notevoli sulla maturazione poetica di Maria Luisa Spaziani, che nei primi anni Cinquanta passa dall'attività editoriale e di studiosa a quella attiva di scrittrice di versi: grazie alla sensibilità di Scheiwiller, nel 1954 dà alle stampa Primavera a Parigi, per quelle edizioni All'insegna del pesce d'oro che affianco a una ricerca poetica militante una cura editoriali che andava ormai perdendosi nei primi anni del boom.

Seguono altre raccolte poetiche, ma anche le prime polemiche: Spaziani si scontra con alcuni esponenti del Gruppo 63, in particolare con Edoardo Sanguineti. Sono due concezioni antitetiche della poesia, quelle che si fronteggiano nel dibattito pubblico e nelle considerazioni private: da un lato una poetessa inserita nel solco della tradizione, dall'altro una neo avanguardia in cerca di fratture.
Giudicato da Spaziani un grande studioso, ma poeta di scarso valore, in una polemica mai sopita appena due anni fa Sanguineti verrà definito dalla poetessa «Un pagliaccio, intellettualmente», animatore di un movimento sopravvaluto.

Non soltanto poetessa, ma anche drammaturga, Maria Luisa Spaziani ha anche scritto una Giovanna d'Arco recentemente rappresentata a Milano.

A lungo protagonista del simposio di Casa Bellonci, Maria Luisa Spaziani verrà probabilmente ricordata nell'ormai imminente serata finale del Premio Strega.

di Matteo Paoletti

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