Concerti Magazine Giovedì 19 settembre 2002

Il lato triste del pop

Magazine - Il paragone più ricorrente è con i Radiohead dell'album The Bends, con le canzoni struggenti, la voce quasi paranoica e i riff di chitarra che, una volta ascoltati, non te li togli più dalla testa.
Neesuno ha ancora trovato un nome per quello che potrebbe ormai essere considerato un genere musicale a sé, ma esistono e sono facilmente riconoscibili gli interpreti di un pop triste e melodico, e vendono milioni di album, soprattutto nella loro terra di provenienza, la Gran Bretagna. In principio erano i Travis, gli Unbelievable Truth capitanati, ma guarda un po', da Andy York, fratello di Tom, la voce dei Radiohead. Poi vennero i Coldplay, con il primo album Parachutes e singoli heavy rotation come Yellow e Trouble.

E proprio i Coldplay ci riprovano ora con un altro album, A rush of blood to the head. Tra le undici tracce non ci sono potenziali singoli che possono dominare nuovamente radio e TV, a parte In my place, che ha anticipato l'intero album di qualche settimana. Le canzoni sembrano assomigliarsi tutte, e tutte sembrano riprendere un motivo già sentito da qualche parte. Niente di originale quindi. Eppure già da un primo ascolto le melodie fanno presa, ad un secondo ascolto potremmo ritrovarci sotto la doccia a canticchiarne una, al terzo o al quarto la voce di Chris Martin è ormai parte integrante dei nostri pensieri quotidiani.

A rush of blood to the head agisce proprio in questo modo, come una droga, come un caffè particolarmente delizioso che vorremmo gustare direttamente con una flebo, pur sapendo che abusarne ci farebbe male. Perché ascoltando questo disco non puoi fare a meno di pensare di essere di fronte al solito album che non porta niente di nuovo, eppure quasi gridi al miracolo quando ascolti la canzone che dà il titolo all'intero lavoro, che da sola vale il prezzo del compact disc (per quei pochi che ancora si recano in un negozio di dischi…). Non a caso, già prima dell'uscita di A rush of blood to the head, la stampa musicale si era lanciata in lodi e critiche superlative, ben sapendo che prima o poi ci saremmo ritrovati tutti sotto una doccia, o di fronte ad uno specchio, a canticchiare una delle nuove canzoni dei Coldplay.

Nicola Calabria

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