Magazine Mercoledì 25 giugno 2014

«I miei vogliono che studi, ma io voglio la mia indipendenza»

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Magazine - Cara Antonella,
è la prima volta che scrivo ma ho proprio tanto bisogno di sfogarmi con qualcuno ed ecco che quindi le voglio un po' raccontare la mia storia.
I miei genitori sono sempre stati molto apprensivi e soprattutto molto protezionisti nei miei confronti, a causa di due malattie molto gravi che ho avuto da bambina. Mi hanno sempre trattato da principessina e tenuta sempre al sicuro cercando di proteggermi sempre, per paura di non prendere malattie. Da come può immaginare non ho avuto un'infanzia felicissima, proprio a causa dei miei che sono rimasti fermi nel periodo delle malattie ho maturato molta timidezza, poca autostima nei miei confronti e di fronte a loro mi sento sempre una bambina di 5 anni, incapace di prendere decisioni proprie.

Quattro anni fa ho conosciuto l'amore della mia vita, mi sono diplomata al liceo sociopsicopedagogico e ho deciso di frequentare l'università di scienze della formazione primaria in quanto mi piacciono molto i bambini. Ho superato il test d'ingresso e cominciato il corso di studio con grinta... Tutto fino a quando non ho dovuto cominciare a studiare per gli esami.

Il mio problema è sempre stato quello di perdermi molto nello studio. Ho principalmente un rifiuto verso i libri, preferisco fare altro piuttosto che mettermi a studiare, ed ecco che a gennaio ho superato un solo esame che riguardava una materia già affrontata al liceo superandola a pieni voti. Ora mi ritrovo a giugno ad affrontare tutti gli altri esami e a non riuscire a stare sui libri a studiare.

Sono soprattutto stanca di dover dipendere dai miei genitori, sentirmi una piccola bambina immatura: ormai ho 20 anni e credo sia giusto voler avere un indipendenza propria.

Vorrei trovare un lavoro e cominciare una nuova vita insieme al mio fidanzato. a me va bene qualsiasi lavoro, soprattutto nel sociale come assistente di disabili e anziani e so che con la mia personalità molto generosa e disponibile e con il diploma ottenuto potrei farcela, ma il problema sono i miei sempre.
Ho provato a raccontargli e spiegargli che mi piacerebbe lavorare, che trovo molta fatica e difficoltà nello studio ma loro non ne vogliono sapere. Mi hanno risposto: «prima lo studio e poi pensi al lavoro. Noi non ti aiuteremo mai nella ricerca di un tuo lavoro. Noi vogliamo che ti laurei» e cosi dicendo e non ammettendo repliche sembra che preferiscano una laurea piuttosto che la mia felicità a lungo cercata.

Inoltre pensano che sia per colpa del mio ragazzo che io voglio lasciare l'università, cosa assolutamente non vera perché al contrario lui mi ha sempre appoggiato, e che voglio trovare un lavoro solo per andare a convivere e sposarmi, come se il fatto di sposarmi fosse una cosa orribile e terribile e non capiscono che invece sarebbe finalmente il mio punto di svolta felice.

Sono molto stanca di dovermi sentire una povera bambina immatura, e sono stanca di dover fare come vogliono i miei genitori, e sentirmi protetta da loro. Ormai sono grande abbastanza per poter avere indipendenza e non dipendere da nessuno. Voglio crescere e diventare donna. Non chiedo altro.

Come posso fare per fargli capire che lo studio non fa per me e che preferirei lavorare piuttosto di fargli spendere milioni di soldi inutilmente?
Grazie e cordiali saluti.

Cara anonima,
credo che abbiano ragione i tuoi genitori. O, se preferisci che ti indori la pillola, credo che il tuo processo di maturazione richieda tempi più lunghi di quelli che ti aspetti.

Sono sicura che i tuoi siano iperprotettivi, ma temo che se usassi la parola «protezionisti» in un colloquio per un lavoro nel sociale, ti caccerebbero. Perché non conosci nemmeno il lessico di base. Ma capisco che tu pensi a qualcosa di pratico.
Allora andiamo subito al sodo e vediamo perché penso che tu debba crescere ancora un po'.

La frase chiave è: «noi non ti aiuteremo mai nella ricerca di un tuo lavoro». Perché dovrebbero? Una donna che si vuole indipendente il lavoro se lo cerca da sola, anche se è difficile da trovare.

Hai ben chiaro in mente che tipo di lavoro potresti fare con il diploma? Hai ben presente che cosa comporta l'assistenza agli anziani o ai disabili in temini di fatica fisica, di pazienza infinita di azioni assai pratiche tipo la cura dell'igiene personale? Ti senti pronta?
Ehai idea di quanto guadagneresti? Informati bene. Per lavori un po' più alti ci vuole la laurea.

Quello che consiglio sempre in questi casi -mi è capitato spesso di rispondere a mail come la tua- è di cercare un lavoro estivo. Spero che non sia già tardi. Dovresti convincere i tuoi che il modo più ragionevole per arrivare a un compromesso sia proprio un lavoro a termine, che ti aiuterà capire se la tua scelta sia quella giusta o se convenga proseguire almeno il primo ciclo di studi.

L'altro consiglio che do sempre è: dimostrate in casa la vostra maturità, comportandovi da persone mature, cioè collaborando. Fate la vostra parte nelle pulizie, nel tenere ordine, nell'andare a fare la spesa e cucinare: i figli imparano dall'esempio, a volte anche i genitori. Non permettergli più di viziarti. Cerca di capire quanta paura devono avere avuto per te e sii meno severa, ma prova essere inflessibile con te stessa e con loro quanto all'autonomia. Che dovrai dimostrare di aver raggiunto a partire dalle piccole cose.

Sai, quello che mi dà da pensare è che spesso i genitori insistono sul valore degli studi per un motivo solo: la posizione economica e sociale che permetterebbero di raggiungere.
Ma ce n'è un altro che, per me, è più importante: si studia per imparare. A esprimersi, per esempio, a leggere e capire un testo, a pensare.

Chi non studia sarà sempre una preda facile per chi parla meglio e sa qualcosina in più. Questo è pericolosissimo per la propria autonomia di persona, che è un diritto molto più ampio rispetto al problema della famiglia.
Chi non studia, specie in un campo delicato come quello che hai scelto, come può aiutare davvero se non conosce in profondità le problematiche che dovrà affrontare?

Coraggio, prova per un'estate e poi decidi. Ma mettiti subito alla ricerca di un lavoro temporaneo.

Ciao,

di Antonella Viale

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