Magazine Sabato 21 giugno 2014

Venduto all'asta 'L'infinito' di Giacomo Leopardi

Il manoscritto dell'Infinito di Giacomo Leopardi che sarà battuto all'asta a Roma
© MinervaAuctions.com

Magazine - Lunedì 23 giugno, a Roma, sarà possibile portarsi a casa un pezzo di storia: presso la casa d'aste Minerva Auctions di Roma verrà battuto all'asta il manoscritto de L'infinito di Giacomo Leopardi. Una copia vergata di proprio pugno dal poeta di quello che è con ogni probabilità il componimento più celebre della Letteratura italiana.

La base d'asta è stata fissata a 150mila Euro, per una vendita all'incanto che promette di far lievitare il prezzo finale a cui verrà venduto un pezzo di storia.
Nella stessa asta, verrà venduto un altro autografo leopardiano, una lettera di Giacomo del 14 giugno 1831 indirizzata al cugino Matteo Antici di Roma.

I manoscritti appartengono a un anonimo collezionista privato e sono emersi durante le ricerche nell'archivio dei conti Servanzi Collio di San Severino Marche.
Per quanto riguarda l'autografo dell'Infinito, si tratta della terza copia conosciuta, redatta da Leopardi nel 1821-1822 prima del suo viaggio a Roma. Allontanandosi da Recanati alla volta della capitale, il poeta aveva infatti scelto di portare con sé il quaderno con tutti gli Idilli, ma probabilmente consapevole dei rischi del viaggio aveva scelto di trascrivere una copia di quella che sarebbe diventata la poesia più celebre della nostra letteratura.

Le altre due copie conosciute dell'Infinito sono conservate in istituzioni pubbliche, presso l'Archivio Comunale di Visso e presso il fondo manoscritti della Biblioteca Nazionale di Napoli (che custodisce anche larga parte dei Canti, tra cui Alla luna, A Silvia e Il sabato del villaggio, Canto notturno, nonché le oltre 4mila pagine dello Zibaldone).
Ma la possibilità che il terzo esemplare dell'Infinito possa continuare a restare nelle mani di qualche privato ha spinto la Regione Marche a rivolgersi al Ministero affinché acquisti il manoscritto affidandolo a delle istituzioni pubbliche.

Appena due anni fa aveva suscitato grande clamore la scelta degli eredi di Arturo Toscanini di vendere all'asta i documenti del direttore d'orchestra. Allora intervenne il Ministero, che presso Bolaffi si aggiudicò i pezzi culturalmente più rilevanti (60 lotti sui 73 in vendita) versandoli presso l'Archivio di Stato di Milano.

di Matteo Paoletti

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