Magazine Domenica 22 giugno 2014

Un'estate con Montaigne di Antoine Compagnon. La recensione

Magazine - Un piccolo libro per l'estate dal titolo giusto Un’estate con Montaigne di Antoine Compagnon, edito da Adelphi (2014, pp. 136, euro 12), è il mio consiglio di lettura sotto l'ombrellone.

Il testo del libro è composto dalle registrazioni di 40 puntate radiofoniche, dalla durata di pochi minuti, tenute dall'autore per commentare l'opera del filosofo francese Michel Montaigne, noto autore dei Saggi. Infatti quasi tutti i lettori di saggistica si sono qualche volta imbattuti in qualche aforisma o frase estratta dal suo libro Essais; per cui si è battezzato la saggistica così proprio per i suoi Saggi. Il termine francese Essai significava all'epoca esperimento, tentativo o prova.

Antoine Compagnon, professore del Collège de France, riscosse per quelle trasmissioni un inaspettato successo radiofonico. Era l'inizio di luglio e si arrivò alla fine di agosto del 2012; le puntate per parlare di Montaigne si svolgevano intorno a mezzogiorno: un periodo più adatto alla spiaggia e ai bagni di mare che non all’ascolto di lezioni su un classico della letteratura e del pensiero. Il risultato fu clamoroso. Anche il libro, pubblicato in Francia un anno più tardi, risultò tra i più venduti dalla stagione. Ora approda in Italia e c'è da augurarsi un eguale successo.

Le riflessioni di Compagnon, questi micro commenti sui Saggi di Montaigne, spaziano con ampiezza e leggerezza sul pensiero del filosofo francese. Tutto ciò risulta una piacevole maniera per conoscere molti aspetti dei ragionamenti ironici, privati, profondi e a volte contraddittori di Montaigne. La filosofia che si può dedurre dalle variegate note raccolte nei Saggi ci porta a un relativismo molto moderno che conduce allo scetticismo, allo stoicismo e spesso si contraddice con visioni pessimiste. Vede la corruzione dell'Occidente e chiama barbari i conquistatori del Nuovo Mondo. Vede bene la Natura, diffida dei medici e di un’educazione troppo scolastica.

Un aspetto che ho trovato interessante in Un’estate con Montaigne è quello di illustrare, con le frasi tratte dai Saggi, il rapporto di Montaigne con il proprio libro: «Io non ho fatto il mio libro più di quanto esso mi abbia fatto, libro consustanziale al suo autore, membro stesso della mia vita.(...) Per poter dar corso alla mia fantasia di sbizzarrirsi seguendo un qualche ordine e progetto, evitando di lasciarla dissiparsi al vento, non c'è altro modo che dar corpo e mettere per scritto la multiforme minuzia di pensieri che si presentano a essa. Presto ascolto ai miei fantasmi perché debbo registrarli. (...) La scrittura è carne viva del nostro essere, poiché i pensieri s'imprimono ancor meglio nella carta che sulla carne viva».
Un libro che parla degli altri per meglio conoscere se stesso. Già: «la frequentazione dell’altro permette di andare incontro a se stessi e la conoscenza di sé di andare verso l’altro».

I Saggi di Michel de Montaigne potrebbero essere interpretati come un moderno blog. Ecco la sua modernità: saltare da una nota all'altra senza un senso logico, credendo nella superiorità della penna sulla spada...salvo poi parteggiare per Sparta contro Atene. Per Montaigne la contraddizione in fondo è parte dell'umanità, nella sua complessità, dove la condizione umana ideale è per Montaigne l'accettazione di se stessi e degli altri con tutti i difetti e con tutti gli errori che la natura umana comporta. Contro il fanatismo oppone lo scetticismo e pur affidandosi alla Rivelazione per l'esistenza di Dio, per Montaigne il Dubbio dovrebbe prevalere sulla Fede.

Una ulteriore prova che la filosofia può entrare nella vita quotidiana in maniera utile e senza seriosità in momenti vacanzieri dove ci si impone la spensieratezza. Il libro di Compagnon riesce a conciliare tutto ciò.

di Giorgio Boratto

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