Magazine Sabato 14 settembre 2002

Etere e voci lontane

Nei giorni nostri i Tg si susseguono a tambur battente e quasi ci aggrediscono dalle varie emittenti televisive con stacchi musicali di apertura sempre piu aggressivi e la radio attraverso le varie emittenti, private e non, trasmette notiziari nell’ordine di uno ogni ora.
La prima società di Broadcasting italiana nasceva nel 1924 da un’amicizia e da un’intuizione politica di e Costanzo Ciano che durante la guerra avevano stretto legami che si erano rinsaldati grazie a Marconi e al suo apporto alla navigazione per mezzo della radiotelegrafia. Nel 1924 la nascita del Ministero delle Comunicazioni è pertanto il risultato di pressioni fatte a dal suo consigliere Solari e dallo stesso Marconi, per ragioni economiche e di sfruttamento dei diritti e delle concessioni. Ma la propaganda politica e di regime divenne poi la vera intuizione vincente.
Risale al 25 marzo 1924 il primo tentativo di fare udire la voce di Mussolini attraverso i microfoni durante un suo discorso al .

In questo periodo le trasmissioni erano riservate a notizie governative, e l'EIAR(Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) preparava i suoi notiziari radiofonici che allora riguardavano facilitazioni tariffarie, servizi ferroviari e attività turistiche. Radio Roma iniziava una serie di rubriche fisse tra le quali l’eco del mondo.
È del 10 ottobre 1926 il di Mussolini, il primo esempio di trasmissione destinata all’ascolto collettivo. Per mezzo di un ingegnoso collegamento delle stazioni di Roma e di Milano tramite una linea telefonica interurbana di Stato e nei Teatri di tutto il Paese, la campagna lanciata dal regime in favore della ruralità raggiunse l’intera popolazione e fu quindi una prova generale d’ascolto.
Nel 1927 in seguito ad accordi con il , quotidiano del partito, dalla stazione di Milano iniziava un programma serale che anticipava le notizie più importanti che si sarebbero lette sul quotidiano il giorno dopo.
Possiamo forse affermare che le odierne rassegne stampa hanno preso lo spunto da una trasmissione di 75 anni fa?

In quegli anni vi era pertanto un’informazione giornalistica di regime, condita da musica lirica per rendere più appetibili i discorsi di Mussolini alla popolazione.
Un brano di Donizzetti ed un discorso alla Nazione erano un cocktail per quei tempi davvero irresistibile. Ma la pratica dell’ascolto individuale è la vera esperienza dell’ascolto radiofonico, ed i risultati voluti dal Regime portarono a inaspettate conseguenze. Infatti con lo scoppio della Guerra le edizioni del Giornale radio furono aumentate e portate ad 8 nei giorni feriale ed a 5 nei festivi, a discapito della musica da ballo e leggera in genere, al fine di dare spazio ai militari al fronte ed alle loro famiglie. Le 902 ore di trasmissione per il Giornale Radio ebbe come conseguenza anche l’aumento di vendite di apparecchi radiofonici con picchi sino ad allora solo sperati, e questo aspetto commerciale diede il via ad una maggiore richiesta di apparecchi con tecnologie più avanzate. I bollettini di guerra e i notiziari di netta impronta propagandistica facevano sorgere il desiderio alle famiglie di avere notizie piu attendibili sulla sorte dei loro cari impegnati a combattere al fronte. Pertanto molti italiani si dedicarono all’ascolto di notiziari emessi da radio definite sovversive dal regime ponendo le basi di quello che fu definito il fenomeno di ascolto clandestino di massa. Radio Londra rappresentò il primo vero notiziario bellico e politico indipendente diffusamente ascoltato in Italia negli anni della . Chi non ricorda infatti il cadenzato segnale che ne annunciava le trasmissioni? A nulla valsero i provvedimenti punitivi adottati dal regime, poichè ormai dopo vent’anni di dittatura le coscienze avevano sete di informazioni, e fu proprio la Radio con un suo celebre comunicato letto da Titta Arista a segnare la fine della dittatura.
Tutte voci, che hanno scritto nell'etere una parte della nostra Storia.

Matteo Rolleri
di Donald Datti

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