Magazine Mercoledì 11 giugno 2014

Incubo premonitore, di Marcello Tropea. La recensione

Magazine - Interessante novità Incubo premonitore (Todaro 2014, 213 pp., 15.50 Eur), primo giallo di Marcello Tropea, scrittore che dice di sé: «La passione della scrittura è arrivata prima con piccole storie. Qualche anno fa ho deciso di passare ai romanzi…».

Per darvi un assaggino, ecco un brano che descrive l’incubo che dà il titolo al libro e guasta il sonno al protagonista: Era notte e lui si trovava chiuso in un posto che poteva essere una cantina o una cella sotterranea. Era prigioniero e legato con una catena che gli impediva la maggior parte dei movimenti. Addosso aveva una coperta lurida che lo proteggeva dall’aria fredda che entrava da una finestrella sopra la sua testa. Aveva molto freddo e il puzzo di feci che riempiva la cella era insopportabile. Fuori doveva nevicare perché i topi che entravano dalla finestrella, passandogli sulla testa e sulle spalle per andare nella loro tana, portavano dentro della neve…

Un brutto sogno sgradevole che lo costringe a vagare nottetempo per casa per esorcizzarne il ricordo. È un qualcosa di terribile che gli toccherà? O toccherà a qualcun altro? E comunque si direbbe proprio un incubo premonitore.

La quarta di copertina recita: «In una fredda mattina d’inverno un extracomunitario trova un cadavere ai piedi di un albero. L’uomo, vestito da jogging e senza documenti, è stato ucciso con un solo colpo di pistola al cuore. L’inchiesta viene affidata a Giovanni Orsi, tenente dei Carabinieri, da poco trasferito a Gallarate dopo anni di servizio nel ROS. Durante le indagini, si scopre che la vittima è un affermato fotografo milanese che trascorre i suoi fine settimana nel paese di provincia, apparentemente per motivi romantici. Il caso si complica quando entrano in scena: un probabile camorrista, un magnate egiziano, un ex collega del ROS e una bella ragazza dai capelli rossi. Ma Orsi, seguendo una sua tenue intuizione, riuscirà a risolvere brillantemente il caso, anche con l’aiuto di un antico Dio Egizio».

E quindi c’è un delitto con un morto. Si fruga nell’ambiente nottambulo modaiolo della vittima. Ma cosa nascondeva veramente quel delitto? Quali erano gli errori commessi in passato da Francesco Pera, il famoso fotografo che viveva e lavorava a Milano?

Narrazione sciolta al presente. Un po’ fuori fase e con incipienti problemi di pancetta ma pronto a rimettersi in marcia l’ex ROS, Giovanni Orsi, innestato nell’anormale normalità di una routine di caserma.

Un avvio lento, attento, anzi meticoloso per quella che si trasformerà da una scrupolosa indagine tradizionale in una girandola di colpi di scena.

di Patrizia Debicke van der Noot

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