Magazine Sabato 31 maggio 2014

«Odio tutti. E mi faccio terra bruciata»

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Magazine - Buonasera.
Scusi se mi servo della sua rubrica, ma volevo rivolgere alcune parole a Gori, che le ha scritto il Mercoledi 16 ottobre 2013...
Dio mio, quello che hai scritto avrei potuto scriverlo io, perché sento esattamente le stesse cose: se la mia rabbia si potesse materializzare sarebbe un vulcano in piena esplosione!

Solo che io a differenza di te sono un uomo di 40 anni e neanch'io sorrido mai... Io però mi ribello. Cavolo se mi ribello!
Non mi tengo nulla... travolgo tutto e tutti come uno schiacciasassi.

Ovviamente lo faccio con chi se lo merita. Impara a fare questo, Gori: a non tenerti nulla. Liberala la tua rabbia, come faccio io. So che mi sto facendo terra bruciata attorno, ma non me ne importa nulla!

Credimi, dopo ci si sente meglio. Si resta soli, ma non è un gran danno, si perché l'unica persona di cui puoi fidarti la vedi solo quando ti trovi d'avanti ad uno specchio.
Forse nessuno ci capirà mai, ma ti stringo idealmente la mano, serio in volto, come te. Augurandoti di restare sempre quella che sei.
Saluti,
Tom

Buongiorno Tommaso.
Non c'è motivo per scusarsi. Questa rubrica è aperta a tutti. Di sicuro a tutti quelli che vogliono portare la loro esperienza e il loro contributo.

Mi dispiace leggere che vi sia cosi tanta rabbia dentro di lei, anche se non mi è dato saperne il motivo.
E la rabbia è una pessima compagnia, spesso inopportuna. Ma di questo, se vorrà, ne potremmo parlare meglio se avesse voglia di raccontare un po di più della sua storia.
In ogni caso è già  interessante avere la possibilità di poter considerare punti di vista diversi sul modo di affrontare questa cosa complicata che si chiama vita.

E forse, proprio perché si tratta di una vita complicata e preziosa, mi permetto di ricordare, un po a tutti, che le cose preziose vanno trattate con cura. E che non esistono soluzioni semplici a situazioni complesse.

Dunque mi permetto di dire che "tirare fuori tutto" (e farsi terra bruciata attorno), potrebbe essere tanto improprio quanto "tenersi tutto dentro" e vivere una condizione di scissione.

Credo che il problema, come spesso succede, stia nella parola "tutto".
Sì, lo so, fare di "tutt'erba un fascio" è (o meglio sembra) più facile... in fondo si tratta solo di dire  "tutto" dentro o "tutto" fuori senza perdere tanto tempo a fare dei lunghi "distinguo".

Ma "facile" non sempre vuol dire giusto. E "tutto" è "troppo". Non credo dia più tempo di mostrarsi così presuntuosi da essere convinti di sapere davvero come dividere, noi stessi ed  il mondo, in due sole categorie: il buono ed il cattivo. Specie oggi che, grazie al moltiplicarsi delle possibilità di conoscenza e di confronto è inevitabile prendere atto di come, tra questi due estremi esistano una infinità di intrecci.

Allora a Gori, cosi come a Tommaso e a tutti noi, vorrei ricordare che la vita, le nostre esistenze e le nostre relazioni con gli altri vanno considerate ed affrontate, con un approccio ed una visione molto più globale e con interventi e soluzioni molto più calibrati ed adattati, di volta in volta, ai differenti contesti.

Credo che qualcuno lo abbia definito  un approccio "ecologico" riferendosi  non solo al territorio, ma anche alla mente. Certo è molto più difficile! Ma come dicevo prima, può essere che, proprio perche difficile, sia anche l'approccio più adatto. Adatto e finalizzato  a rispettare le persone ed il mondo, di relazioni, in cui viviamo.
Saluti

di Marco Ventura

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