Magazine Lunedì 9 settembre 2002

Non ti amo più

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Magazine - Mi ha lasciata.... dopo 2 anni...
La storia non è iniziata facilmente. Usciva da una tossicodipendenza, io ho accettato e l'ho aiutato. Non era facile, chi ha questi problemi ha il cuore congelato. Lui 29 anni io 19. Tutti i giorni insieme tra risate e litigate, con lui che andava a caccia il week-end e mi lasciava sola. Con lui che se si dormiva insieme si alzava e mi portava la colazione a letto. Tanti litigi, mai per la differenza d'età, solo perché io lo volevo più vicino e lui, a 30 anni, si sentiva piccino e pauroso verso i legami.

Per non parlare del lavaggio di cervello che gli avevano fatto in comunità. Io sempre accanto, anche se lui era nervoso o in depressione senza motivo. Poi, tre settimane fa, dopo 2 anni mi dice: «Io non ti amo più». E abbiamo pianto insieme. Sono impazzita, non ho fatto altro che piangere e disperarmi, mi sono sentita morire, speravo di non svegliarmi al mattino. Solo lui nei pensieri, non mangiavo non dormivo, a ogni squillo del cellulare un sussulto.

Sono perfino andata a suonargli a casa, all'una del mattino, in preda a una crisi isterica dopo che lui aveva detto a un mio amico che era tanto che mi voleva lasciare. Ha negato fino alla morte e io gli ho urlato: «vigliacco, senza palle, tu hai fatto un errore a stare con me senza amarmi, e non è giusto che paghi io il tuo sbaglio. Vedi cos'hai fatto a una ragazza di 21 anni? A me, che ti sono rimasta accanto anche quando ti sei ribucato e sei tornato in comunità. Io dovevo scappare, mi sono presa un problema più grande di me e l'ho fatto perché ti amavo». E poi s'è fatto l'amore. Mi doveva richiamare il giorno dopo ma non l'ha fatto. E a quel punto nemmeno io, avevo preso coscienza, quell'attacco isterico m'aveva sfogata e tutte l'energie che dedicavo a lui erano tornate dentro me, da utilizzare in qualcos'altro. Per una settimana sono stata bene, pensavo di avere superato la cosa. Invece, oggi, sono di nuovo a piangere, perché lo penso ogni istante, ogni cosa mi ricorda lui. E soprattutto perché dentro il mio cuore sento che gli manco anch'io. Ma non lo chiamerò, lo devo dimenticare. Spero che nemmeno lui mi ricerchi perché se me lo trovassi davanti mi scioglierei come un gelato al sole. E lo amerò ancora, senza razionalità. Ma ditemi voi., come posso dimenticare una persona che amo tantissimo? Forse è ancora presto per dimenticare, ma io non ce la faccio più. Non sono più io.
Aiutatemi

Alessia 81

Cara Alessia, hai un gran coraggio per essere così giovane. Sei riuscita a stare accanto a una persona decisamente più vecchia di te, ma molto più fragile. Sei riuscita a non farti coinvolgere quando si è rimbucato e lo hai aiutato a rientrare in comunità. Per questo sono ottimista sul tuo futuro, anche se ti aspetta ancora parecchia sofferenza.

Due anni tanto intensi non si eliminano con il classico colpo di spugna, c’è un lutto da elaborare, perché la fine di ogni amore è una piccola morte. La tua lettera dipinge un ritratto alquanto cupo del tuo ex, dà l’impressione che si sia liberato dalla tossicodipendenza ma non dall’egoismo e dal vittimismo che l’eroina porta inevitabilmente con sé, eppure sono sicura che – magari solo per la differenza d’età - anche lui abbia saputo darti qualcosa. E se non fosse così, non sono comunque anni sprecati, perché ti hanno fatto crescere, ti hanno messa in contatto con la realtà, per quanto spiacevole.

Adesso ritorna alle ultime righe della tua lettera, quelle che precedono l’appello disperato in chiusura, quando parli di energie da utilizzare. Bene, fallo, ritrova queste energie, utilizzale per te, ma senza dimenticare gli altri, altrimenti a che cosa sarebbero serviti due anni di dedizione? Hai una riserva d’amore inesauribile, anche se lo hai temporaneamente dimenticato, riposati da quell’amore vampiro e poi sfruttala, non necessariamente per buttarti in un’altra storia, ci sono tante altre possibilità.

Ti chiedi: «Ho aiutato tanto, chi aiuterà me?» Amici ne hai, mi pare, e mi pare anche che tu sia quel tipo di donna autosufficiente, almeno all’apparenza, che non ispira protettività ma ammirazione. Anche questa è una conquista. Di più non posso dirti Alessia, perché non so chi sei, mi hai parlato della tua storia e non di te. Se vuoi riscrivermi e vuoi una risposta privata, ricorda di mettere in calce il tuo indirizzo perché a me non arriva con la posta. Auguri.

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di Antonella Viale

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