Magazine Martedì 20 maggio 2014

La metamorfosi di Dylan Dog. Ecco come cambierà la serie a fumetti

La metamorfosi di Dylan Dog. Ecco come cambierà la serie a fumetti

Magazine - Ogni eroe invecchia mentre il mondo intorno a lui cambia diventando sempre più giovane ed esigente. Spesso l'aurea scintillante di chi ha assaporato la vetta per lungo tempo va incontro all'ossidazione, e comincia a splendere di meno.
È il naturale volgere delle cose direbbe qualcuno. Ma se questo vale in maniera quasi universale per gli idoli pop in carne ed ossa, stupisce sempre quando a perdere colpi è un eroe immutabile del mondo del fumetto, nato, cresciuto e invecchiato senza perdere mai un capello e senza nemmeno mettere su un po' di pancetta come l'oscuro personaggio della Sergio Bonelli Editore Dylan Dog.

Sembra infatti che negli ultimi anni, l'indagatore dell'incubo, icona del fumetto italiano degli anni ’90, abbia perso un po' di smalto e di conseguenza molti aficionados hanno abbandonato nelle edicole la famosa serie a fumetti  facendone calare le vendite. Questa condizione ha convinto la Sergio Bonelli  e lo stesso papà di Dylan Dog, Tiziano Sclavi, a correre ai ripari affidando la direzione artistica dell'Old Boy a Roberto Recchioni, uno degli sceneggiatori italiani più in voga del momento, e forse il più vicino empaticamente all'indagatore dell'incubo.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Roberto per chiedergli qualche indiscrezione in più su questa versione di Dylan Dog. Lo sceneggiatore romano non ha avuto remore a raccontarci che cosa succederà prossimamente al mondo dell'indagatore dell'incubo. E queste sono le sue anticipazioni.

Come è nata la decisione di fare un restyling di Dylan Dog?
«Tiziano Sclavi sentiva di aver perso un po’ il contatto con il suo personaggio, che negli anni si è trasformato allontanandosi dalle sue origini. Dylan è lentamente diventato il paladino di ogni causa, un personaggio corretto e a tratti moralista. Questo lo ha reso agli occhi del pubblico più vecchio e meno coinvolgente del giovane trentacinquenne pieno di dubbi e senza certezze che lo aveva reso speciale. Sclavi ha deciso di nominarmi curatore del fumetto dopo essere rimasto molto soddisfatto da diverse mie sceneggiature scritte sia per Dylan Dog che per altri soggetti esterni al mondo Bonelli. Io ho accettato con piacere l'incarico, e intendo ridare alla serie quelle sfumature che ne hanno sancito il successo». 

Le storie avranno un taglio più simile alla tua Mater Morbi quindi?
«No ogni autore è chiamato a esprimersi seguendo la sua visione dell'universo di Dylan Dog, e lo farà con la sua voce e con le sue inclinazioni. Vogliamo cominciare a ri -stupire il lettore ponendogli delle domande e coinvolgendolo di più nel mondo dell'indagatore dell'incubo».

Quali saranno i cambiamenti più evidenti per i lettori abituali?
«Beh il cambiamento è già cominciato, diciamo che siamo nella fase uno del restyling, dove stiamo apportando dei piccoli cambiamenti a storie che erano già in programma prima di questo progetto di rielaborazione. Queste sceneggiature sono state revisionate con il fine di renderle più aderenti al futuro corso editoriale della testata che coinciderà con la fase due del processo di revisione, quella più significativa e che vedrà la luce nell'ottobre del 2014. Un elemento che testimonia questo processo di cambiamento è quello delle ultime copertine di Dylan Dog che sono state tutte firmate da Angelo Stano. Nella seconda fase proporremo ai lettori dei cambiamenti più marcati ad esempio le storie avranno uno stile diverso rispetto a quelle scritte finora, inoltre l'ispettore Bloch andrà in pensione ma non uscirà dalla serie, e avrà un ruolo più corposo. Saranno poi inseriti dei nuovi personaggi come il sostituto di Bloch  a Scotland Yard che non nutrirà molte simpatie per Dylan, e un nuovo temibile avversario».

Le storie saranno collegate tra di loro o manterranno la propria singolarità come adesso?
«Sarà una via di mezzo. Gli albi avranno vita propria e potranno essere letti separatamente e in maniera non consecutiva come adesso. Storia dopo storia però verranno inseriti degli elementi narrativi che a un lettore fedele e attento sapranno raccontare più in profondità la vita del personaggio. Questa caratteristica sarà comunque abbastanza blanda e per fare un esempio televisivo il nuovo Dylan Dog avrà una struttura narrativa simile a quella del dottor House e non a quella di Lost».

A chi ti sei ispirato quando hai deciso di fare lo sceneggiatore?
«A Tiziano Sclavi ovviamente, a Frank Miller a Stephen King e a Elmore Leonard».

di Andrea Carozzi

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