Magazine Venerdì 16 maggio 2014

Orfani, fumetto da libreria e opera pop

Particolare della copertina di Orfani
© Bonelli / Bao

Magazine - La bellezza di affrontare un progetto Bonelli consiste nel fatto che abbiamo il proverbiale senno di poi: possiamo valorizzare gli aspetti più spettacolari della storia sapendo di essere in grado di amplificarne la spettacolarità nell’edizione “libraria”.

Ci prendiamo, in un certo senso, meno libertà, ma per contro lavoriamo con maggiore propositività sull’impianto di corredo, il materiale aggiuntivo. Lo scopo è sempre quello di rendere meno impermanente, meno effimera, una delle grandi storie uscite dalla redazione di Via Buonarroti.

Sono le parole con le quali Michele Foschini parla dell’edizione di Orfani edita da Bao Publishing e da qualche giorno sugli scaffali delle librerie tradizionali e di quelle online.
Per chi non avesse ancora avuto modo di scoprirlo, Orfani è una delle produzioni più ambiziose prodotte dalla Sergio Bonelli Editore.
Due serie da dodici numeri, interamente a colori, che raccontano di un gruppo di ragazzi diventati adulti in un campo di addestramento militare.
La trama si sviluppa su due livelli temporali: il passato, un futuro prossimo, nel quale un attacco su vasta scala porta la Terra all’apocalisse, ed un futuro remoto nel quale gli Orfani, un gruppo di ragazzi sopravvissuti e diventati macchine da guerra sbarcano sul pianeta da cui è arrivato l’attacco per la resa dei conti.

Dialoghi serrati – sintetici come nei migliori action movie – e scene di battaglia che riportano ad effetti pirotecnici degni del miglior cinema di genere, sono la ricetta preparata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari.

Così come all’esordio in edicola fu Roberto a raccontare la genesi di questa serie – una serie di fantascienza sospesa tra fanteria dello spazio e il signore delle mosche – con l’arrivo nelle librerie del primo volume (oltre 300 pagine per 27 euro) che raccoglie i primi tre albi, abbiamo contattato il responsabile grafico di questa serie, Emiliano Mammucari.

«L’edizione da libreria – racconta Emiliano con orgoglio - sembra finta per quanto è bella. Stilizzata, pulita, perfetta. So che non dovrei dirlo io, ma non credo che in Italia sia mai stato fatto un volume del genere».

Basta sfogliare il volume, dalla copertina – in due formati una realizzata da Emiliano, l’altra da Massimo Carnevale – per comprendere quanto questa edizione amplifichi quanto fatto mensilmente; l’effetto è simile al concerto nato da disco già goduto in casa.

L’idea dei due ideatori di Orfani è di trasformare un evento a scadenza – una storia uscita in edicola e che una volta persa diventa difficile da recuperare – in una presenza costante; il Conte di Montecristo – ad esempio – uscì in fascicoli prima di diventare un romanzo fruibile da chiunque in qualunque momento; ecco, questo è quello che in Bonelli, stanno cercando di fare con le loro storie migliori.

«Abbiamo iniziato a lavorare a Orfani cinque anni fa – racconta Emiliano -, e volevamo fare qualcosa che arrivasse a un pubblico nuovo. Abbiamo smontato e rimontato il giocattolo, pulito, asciugato, stilizzato per farlo diventare un possibile punto di partenza. Vedere, per la prima volta, tanti ragazzi di quindici anni che in metropolitana leggevano e commentavano il primo numero della serie è stato un'emozione fortissima.

«A distanza di otto mesi esce l'edizione Bao, ed è sorprendente come la storia arrivi in maniera del tutto naturale a un pubblico completamente diverso».

L’edizione originale – racconta - era focalizzata su lettori di Bonelli tradizionali con il coinvolgimento, attraverso la collaborazione con la catena Gamestop, di quel pubblico appassionato delle storie raccontate attraverso i videogiochi.

«Sto scoprendo che i lettori da edicola e quelli da libreria hanno punti di vista differenti. E ancora: il pubblico da libreria di varia cerca cose diverse rispetto a quello delle fumetterie. Il lettore della serie da edicola ad esempio vuole scosse di adrenalina: colpi di scena e strutture narrative imprevedibili. Quello da libreria è più attento alle sfumature dei caratteri e ai rapporti tra i personaggi. Per il lettore da fumetteria, abituato a fare distinguo, Orfani è una lettura esotica: non riesce a collocarlo tra gli italiani, non è un paperback americano e non è un graphic novel».

In momenti di crisi dell’editoria ci si può rassegnare su prodotti dozzinali oppure decidere di svoltare. È tempo dell’apocalisse, di grandi cambiamenti oppure più semplicemente, come dicono gli orientali con una massima sospesa tra augurio e maledizione, viviamo tempi interessanti, « sono tempi di trasformazioni convulse. Da un lato stiamo assistendo al lento declino del mondo della carta stampata, dall'altro il fumetto ha raggiunto livelli di popolarità mai visti, contaminando e rivitalizzando gli altri media. I fumetti diventano film, serie TV, videogiochi. Le tavole originali di molti fumetti sono battute da Christie's.

«Le grandi case editrici mondiali – aggiunge - si adeguano, trasformandosi progressivamente da produttrici di carta stampata a responsabili di proprietà intellettuali, dove il fumetto, per le sue caratteristiche di immediatezza, è solo il primo dei linguaggi usati».

Quando si parla di Orfani come di opera Pop non ci si limita quindi ad usare un’etichetta, ma si racconta molto dei suoi autori, istruiti, appassionati, curiosi, che hanno letto mille libri, giocato a mille giochi, visto mille film e che soprattutto ne sono rimasti contaminati come l’uva che respira il mondo attorno prima di diventare vino.

Orfani è la destinazione di un viaggio iniziato pensando ad una serie dedicata ad un veterinario di unicorni: «più precisamente - mi corregge Emiliano - un medico che curava i mostri grazie al patto con un demone. Poi siamo passati attraverso una serie su nipoti di ex-supereroi che scappano da un ospizio. Durante una fase della lavorazione gli Orfani sono stati anche agenti segreti in spolverino nazista». I dettagli forniti da Emiliano confermano la grande mole di lavoro alle spalle di un prodotto simile.

«Penso che un fumetto moderno vada né più né meno come prima: cercando di fuggire dai cliché, dai generi, dalle sovrastrutture, per raccontare inquietudini autentiche. Orfani è una storia che parla del Mediterraneo, di casa nostra. Della paura che abbiamo tutti per l'immediato domani».

Il volume edito da Bao Pubblishing è solo il primo dei quattro – tutti con doppia copertina - che proporranno la prima serie in formato libro. Lo stesso verrà fatto con la seconda serie per completare una raccolta da mettere in bella mostra in libreria.

Mentre Orfani rinasce, in edicola siamo prossimi all’epilogo – è di questi giorni l’uscita del numero otto – di una serie in crescita continua e che non ha risparmiato soprese. Guardare alla nuova edizione con la consapevolezza di ciò che attende i lettori profani al fumetto tradizionale è un’ottima occasione per consigliarlo ai lettori a cui piace saltare da un colpo di scena all’altro, a quelli che adorano disegni pirotecnici e anche chi adora personaggi di spessore che – raccontati su due livelli – sanno appassionare ed inchiodare alla sedia una tavola dopo l’altra.

di Francesco Cascione

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