Magazine Domenica 11 maggio 2014

Fallo felice. Il manuale erotico di Lou Paget

Fallo Felice, il manuale erotico di Lou Paget

Magazine - Il Kama Lou Tra

Come sono arrivata a condurre i seminari sulla sessualità

Adesso posso sbarazzarmi di  quell’idea  tipo: «Se sei troppo esperta o sai troppe cose... sei una puttana». Mi rendo conto che non potrebbe essere più lontana dalla verità. C’è un enorme potere nel di-sporre della propria sessualità e di se stesse. (partecipante donna al seminario, scrittrice e produttrice, trentanove anni)

Nella sala riunioni di un elegante club privato del centro, dieci, quindici donne dai venti ai cinquant’anni abbassano lo sguardo su una tavola apparecchiata con posate d’argento, tovaglioli di lino e fiori freschi. È sera e le luci sono smorzate, creando così un’atmosfera carica di aspettativa.
«Bene, signore: questa è la prima delle numerose scelte che dovrete fare stasera.» Mi trovo a capo del lungo tavolo rettangolare di mogano.
Alcune donne indossano abiti di sartoria; certe sono più informali, in abiti comodi, e altre lo sono ancora di più, vestite all’ultima moda. Senza una parola, scrutano al centro del tavolo, dove si trova una selezione di quelli che chiamo affettuosamente “supporti didattici” (meglio noti come vibratori).

«Senza essere troppo politically correct, scegliete il colore – bianco, nero o mulatto – e la taglia che preferite: venti, diciassette, quindici centimetri o il modello dirigenziale da dodici centimetri, sempre in auge.»
Odo qualche risatina, sorrido alle novizie e ripeto: «Forza, signore: fatevi avanti e scegliete un supporto didattico».
Una donna alta e magra, sui quarantacinque, prorompe: «Devo sceglierne uno uguale a quello che ho a casa?».

Segue uno scroscio di risa. Le donne si guardano, ridono a crepapelle e non riescono a credere di stare sghignazzando così. Ora so, dopo quasi sei anni che conduco i seminari sulla sessualità in lungo e in largo negli Stati Uniti e in Canada, che questo è il momento in cui il ghiaccio si rompe, in cui le donne che sono venute a imparare qualcosa di più sul sesso e, in particolare, su come diventare brave amanti, cominciano a rilassarsi.

Fallo felice è un complemento riassuntivo di questi seminari e tratta di ciò che ho appreso non solo attraverso le mie ricerche, ma anche dalle tante donne che vi sono intervenute. Lungo le pagine del libro metteranno (insieme ai loro uomini) a vostra disposizione le loro esperienze… da donna a donna. Una volta, una casalinga di Seattle mi disse: «Mi sono resa conto che imparare a fare sesso non riguarda solo la generazione dei miei figli. Dopo la morte di mio marito ho ricominciato a uscire con gli uomini e, alla mia età, DEVO sapere cos’è il sesso sicuro».
Voglio essere assolutamente chiara sullo spirito con cui ho scritto quest’opera. Non è mai stata mia intenzione mettermi a tavolino e creare un libro su come far godere un uomo. Ovviamente l’uomo che avete accanto sarà il principale beneficiario delle informazioni che qui troverete, ma il mio intento è triplo: fornirvi maggior potere come donne, far crescere l’intimità nella vostra relazione amorosa e permettere a voi e al vostro  partner di folleggiare in modi nuovi e appassionanti.

Per quanto la biologia ci conceda una conoscenza di base su come fare sesso, è anche vero che non sempre nasciamo ottime amanti. Impariamo a essere ottime amanti. Ho sempre pensato che se vale la pena di fare qualcosa, allora vale la pena di farla bene. Non credete anche voi che, quando siamo brave a fare qualcosa, ci divertiamo di più nel farlo? Ciò vale anche per il sesso. Il sesso non dovrebbe essere un’esperienza da consumare, bensì un’esperienza da gustare dall’inizio alla fine. E perché questo accada, dovete sapere cosa state facendo.
Credo anche che tutte le donne abbiano il diritto di essere sessualmente competenti. Vi renderete conto che sapere cosa fare con il corpo del vostro uomo potrà darvi tanto potere quanto piacere. Contrariamente a quel che ci hanno fatto credere in passato, non c’è mai stato e non ci sarà mai niente di poco femminile nell’essere esperte in camera da letto. La verità è che essere “sveglie” in fatto di sesso non è meno connaturato alla donna della maternità, e imparare a essere ottime amanti aiuta a eccellere in tutti i campi della femminilità.

Per questa ragione e su richiesta delle partecipanti ai seminari ho deciso di scrivere questo libro che insegni alle donne l’arte del sesso, e con questo spero di fornirvi strumenti straordinari che vi permettano di soddisfare il vostro amante al di là delle sue aspettative più ardite.
In genere, il primo ambito in cui impariamo qualcosa sul sesso è in compagnia delle amiche, ed è anche sicuramente il primo in cui ne ridiamo. La maggior parte di noi ha un vivo ricordo di quando stavamo sulle spine, in un silenzio pieno di disagio, mentre mamma faticava per raccontarci i fatti della vita o di come sprofondavamo nei recessi della sedia durante la lezione di scienze, pregando che l’insegnante ci risparmiasse l’umiliazione di farci ripetere ad alta voce. Nello stesso tempo ricordiamo quei meravigliosi venerdì sera quando, ammantate
del nostro pigiama, sedevamo in cerchio con cinque o sei amiche del cuore e ascoltavamo a tutt’orecchie quelle che avevano sorelle più grandi e raccontavano storie incredibili su ciò che
avevano visto e sentito stando attaccate al buco della serratura. Assimilavamo i loro aneddoti come se fossero vangelo, prestan-do molta più fede alle loro parole che a quelle della mamma o degli insegnanti. Magari ridacchiavamo o fingevamo di essere sconvolte, ma nel nostro intimo non vedevamo l’ora di cimentarci nel sesso in prima persona. Una cosa è certa: il sesso ci appariva come un’avventura elettrizzante, mitica.

Anni dopo, finalmente pronte a prendere parte alla nostra eccitante avventura, sapevamo poco di più su come procedere di quel che riuscivamo a ricordare delle lunghe favole, narrate
anni prima dalle sorelle maggiori. Magari eravamo più abituate all’idea di fare sesso, ma non sapevamo mica tanto cosa fare. A complicare ulteriormente la faccenda c’era la sensazione che non esistesse un luogo dove reperire qualche informazione su come imparare a farlo e tantomeno su come diventare brave. Né le nostri madri né gli insegnanti di scienze ci avevano mai parlato dei “come”, durante le loro chiacchiere sull’educazione sessuale. Non è il caso di prendersela con le mamme; scommetto che, pur non ignorando la tecnica, erano comunque troppo imbarazzate per scendere in particolari con le figlie. Inoltre, dubito che un insegnante che discuta di tecniche sessuali riesca a durare molto in una scuola.
Se quando eravamo ragazze parlare di sesso era sconcertante e  complicato, crescendo la situazione non faceva che peggiorare. Da giovani, non sapere cosa fare è spiacevole e talvolta diventa motivo di vergogna, ma non è nulla paragonato al senso d’inadeguatezza che ci assale quando ci tocca fare domande in materia avendo già superato l’età in cui dovremmo sapere.

Anch’io, come molte donne, ho sempre provato un certo imbarazzo e persino vergogna perché desideravo saperne di più o migliorare le mie capacità. In fondo, chi è la giovane signora che vuol essere brava a letto? In altre parole, come fa costei ad ammettere  di voler essere brava a letto e rimanere una signora? Per quanto mi riguarda, questo dilemma mi riconduce all’educazione che ho ricevuto: non parlare di sesso, non pensarci e, soprattutto,
non farlo. Con un imprimatur psicologico del genere, come potevo apprendere qualcosa in materia? Gli uomini potevano imparare a essere ottimi amanti facendo varie esperienze e, in questo modo, si guadagnavano onore e gloria. Quanto alle donne, invece, fare esperienza in questo campo fruttava loro una cattiva fama. È così che abbiamo un doppio impasse: da un lato, sotto quello che chiamo “scudo dei no” abbiamo il “non comandare”. Dall’altra parte, ci insegnano che il sesso è una forma di manipolazione da usare per tenere il nostro uomo sotto controllo.
Ho sempre trovato assurde entrambe le cose. Volevo una via di mezzo: conoscenze pratiche e realistiche che mi permettessero di sentirmi sessualmente disinvolta. Io penso che il sesso
debba essere un’espressione e una celebrazione dei miei sentimenti; tutto quel che io  volevo era essere abile facendo sesso con l’uomo che avevo scelto. Non mi sembrava di chiedere troppo.

Dove ci rivolgiamo noi donne, di solito, per diventare sessualmente “sveglie”? Una volta, una ragioniera di Chicago mi disse: «In genere, per noi donne il livello della nostra abilità sessuale corrisponde soltanto a quello del nostro miglior amante… e magari lui risale ai tempi del liceo».
Allora, come fanno le brave ragazze come noi a conoscere il sesso? La fonte più ovvia è rappresentata dall’uomo o dagli uomini della nostra vita, e in particolare da quelli che ci introducono alle nostre prime esperienze. Spesso gli uomini sono sessualmente attivi a un’età più tenera rispetto alle donne; quindi, per i primi rudimenti, siamo nelle loro mani. Purtroppo, in genere non hanno la vocazione all’insegnamento. Siccome puntano alla meta vogliono semplicemente avere un orgasmo. Qualora l’orgasmo fosse fuori questione, l’obiettivo immediatamente successivo è andarci il più vicino possibile. Gli uomini giovani amano vedere quanta strada gli facciamo percorrere; magari sanno come farlo, ma non necessariamente come farlo bene. Quindi, è idealmente in una relazione a lungo
termine, quando (finalmente) ci possiamo sentire abbastanza a nostro agio da porre domande e sperimentare, che impariamo maggiormente.

Un’altra via per raggiungere padronanza del sesso è far pratica con il maggior numero di corpi maschili in modo che, forse, tentativi ed errori ci portino a conquistare un po’ di fiducia nelle nostre capacità. Tuttavia, con quel che oggi sappiamo a proposito delle malattie a trasmissione sessuale, a mio avviso questa non è una scelta assennata. Il pericolo dell’Aids e di altre malattie è in agguato vicino a noi. Se, comunque, siete come la maggior parte
delle donne, intrattenervi con molti uomini potrebbe riuscirvi sgradito e, inoltre, per chi di voi è impegnata in una relazione seria, non è una possibilità da prendere in considerazione.
Quanto a me, deciso che volevo saperne di più, mi misi alla ricerca di una fonte che mi aiutasse a padroneggiare la materia, così come nella vita ne padroneggiavo altre. Come ho già detto, credo fermamente nell’adagio secondo cui qualsiasi cosa si debba fare regolarmente va fatta bene, e tra tutte le cose che una donna dovrebbe voler fare al meglio, amare intimamente un uomo mi sembrava una priorità evidente. All’epoca ero agli inizi della mia prima vera relazione da adulta con un uomo e speravo di rimanere accanto a lui per sempre (non andò così, ma questa è un’altra storia). Con la mia indomita curiosità, mi lanciai in una ricerca di informazioni sul sesso, il che mi sembrava una cosa logica da fare e non calpestava i miei valori. Innanzitutto mi rivolsi ai libri e, in virtù della sua fama, il Kama Sutra  fu la mia prima tappa.

© Biglia Blu

di Linda Lou Paget

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