Concerti Magazine Mercoledì 4 settembre 2002

MCR come Modena City Ramblers

Eccoli qui i , finalmente in concerto a Genova giovedì 5 alle 21.00 alla Festa dell’Unità di Piazzale Kennedy.
Finalmente perché avrebbero dovuto suonare l’anno scorso proprio il giorno della morte di Carlo Giuliani, finalmente perché la loro musica porta rabbia e denuncia, ma anche tanta voglia di ricominciare nel modo giusto.

È la seguitissima band modenese nata nei primi anni novanta da un gruppo di amici amanti dell’Irlanda e della sua musica e che, nel tempo, ha saputo dirigersi verso una vera e propria integrazione culturale e musicale.
Stefano Cisco Bellotti, Massimo Ghiacci e compagnia hanno continuato a viaggiare - dopo l’Irlanda, sono andati in Messico e in America Latina - e a contaminare la loro patchanka celtica con la musica dei popoli e culture che hanno incontrato.

I Modena sono sempre stati molto aperti alle collaborazioni. Li abbiamo sentiti esplorare il folk irlandese con Bob Geldof ed i Chieftains, poi cantare canzoni scritte da Luis Sepulveda e Paco Ignacio Taibo II, raccontare storie tra sorrisi e amarezza con Paolo Rossi.
Dalla verde Irlanda dei primi album (Riportando tutto a casa, 1994 e La grande famiglia 1996), ai ritmi latini e nordafricani dei loro ultimi dischi (Terra e libertà, 1997, Cent’anni di Solitudine, 1998, Fuori Campo 1999), hanno sempre mantenuto quella loro ispirazione multietnica e un po’ on the road che fa divertire e riflettere al tempo stesso.
Così se le prime canzoni legano una ricerca quasi filologica delle melodie irish ai testi e alle canzoni dei partigiani in dialetto modenese, le ultime sanno di tequila ma parlano anche delle ingiustizie e dei soprusi subiti dai popoli delle Americhe.

In Radio Rebelde, registrato a Napoli, il loro melting pot si arricchisce delle eco partenopee.
E non è poco: la voce di Marcello Colasurdo, interprete delle antiche “fronne” napoletane, arriva dal passato e si inserisce sulla base ritmica irlandese, Daniele Sepe degli “Spaccanapoli” ha arrangiato i fiati di alcune canzoni, in altre si sente la voce del tunisino Marzouk Mejri.

C’è tutto lo spazio per divertirsi e ballare con i loro violini indiavolati con canzoni come Quarant’anni, Bella Ciao, Delinqueint ed Modna, ma anche per riflettere con le loro ballate: Amhed l’ambulante (scritta da Stefano Benni), Macondo Express e La strada.
Appuntamento al Teatro Tenda, alle 21.00, ingresso 10 €.

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