Concerti Magazine Venerdì 30 agosto 2002

Weekend con Afterhour e Edoardo Vianello

Lassù qualcuno è impazzito.
Ma anche
Lassù qualcuno ci ama.
Due (quasi) citazioni cinematografiche per fotografare ua situazione al limite della schizofrenia nell’offerta musicale di questa fine estate 2002. Parlare nello stesso articolo degli e di . Un po’ come mettere assieme Charlie Manson e Charlie Brown, la gazosa e l’arsenico, Mike Tyson e Don Lurio. Eppure le cronache riportano che lunedì 2 settembre in giro per la Liguria ci sarà il concerto della band milanese (alla Festa dell’Unità di Genova, alle 21) e quello del menestrello dell’abbronzatura anni ‘60 (a Diano Marina, al campo sportivo, ore 21.30).

Di una cosa possiamo essere sicuri: nessuno sarà in difficoltà nell’operare le sue scelte. Nel senso che non me lo vedo uno a fare ambarabàciccìcoccò per decidere tra Musica contabile, Non si esce vivi dagli anni 80 e il revival di Sei diventata nera e de Il peperone. Magari papà andrà a sgranchirsi le zampe con un po’ di twist, hully gully e surf e il figlio si catapulterà a sudare e a prendersi qualche sputo dal profeta al vetriolo Manuel Agnelli (nella foto). Il quale, per inciso, dichiara di preferire il padre al figlio; stando a quello che dice in Sui giovani d’oggi ci scatarro su (“come pararsi il culo è un vero sballo sabato in barca a vela lunedì al Leonkavallo l’alternativo è il tuo papà”).

Ma allora abbiamo sbagliato tutto: il vero alternativo è chi va ad ascoltare Vianello che canta Abbronzatissima original version (e non quella remixata e rappeggiata che sta facendo la fortuna del Brusco), chi si scatena sui Watussi e su Guarda come dondolo!? Vuoi vedere che l’Hully Gully in 10 è più trendy del grunge aggressivo, dell’anima distorta, delle visioni apocalittiche degli After?

Insomma, siamo su due pianeti completamente differenti, e se Vianello ci rassicura con un messaggio semplice semplice: divertitevi, divertitevi, divertitevi (anche se chi si è divertito ai tempi di La tremarella e di Pinne fucile ed occhiali adesso comincia probabilmente ad avere difficoltà a ricordarselo), Manuel Agnelli ci inquieta con stilettate che vanno sottopelle e fanno scorrere qualche brivido (“il mio ruolo è il pensiero malvagio che ti porta via con sé”). Ma non preoccupatevi, come direbbe il saggio
Sono solo canzonette
Ma anche
It’s only rock’n’roll but I like it.

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