Magazine Venerdì 18 aprile 2014

Morto Gabriel García Márquez, Nobel per la Letteratura

Magazine - «Por siempre Gabriel». Così titola oggi El Espectador, principale quotidiano culturale colombiano, la scomparsa di Gabriel García Márquez, lo scrittore che del paese - e dell'intera latinoamerica - è stato il principale cantore, con quel realismo magico che senza citare luoghi fisici dava loro forma nelle pieghe di pagine memorabili.
Dal suo capolavoro che lo fece conoscere in Europa, Cent'anni di solitudine, a L'amore ai tempi del colera, questa era la cifra stilistica che era valsa a Garcia Marquez il Premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per celebrare la figura di Gabo, come lo scrittore era affettuosamente conosciuto in patria.
Il Premio Nobel per la Letteratura si è arreso alla polmonite, a 87 anni, dopo mesi di degenza presso l'ospedale di Città del Messico.

Giornalista e romanziere, il fenomeno García Márquez esplode in Europa negli anni caldi del post '68, quando Cent'anni di solitudine - scritto quasi interamente a Parigi - s'impone come fenomeno commerciale capace di suggestionare masse di giovani che guardano all'America Latina come luogo dove il socialismo si afferma con formule nuove, vitali. La terra dove la revolucion - democratica o manu militari - diventa possibile. Negli anni in cui la nueva musica chilena suggestiona l'Europa, il capolavoro di García Márquez diventa un bestseller da sei milioni di copie.

Un successo che porta gli editori europei a riscoprire tutta la produzione precedente dello scrittore colombiano, da Foglie morte (1955) a I funerali della Mamà Grande (1962) a La mala ora (1962), cui seguiranno negli anni Ottanta due tra i più grandi bestseller del Premio Nobel, Cronaca di una morte annunciata (1981) e L’amore ai tempi del colera (1986).

Come racconta lui stesso in un'intervista a The Paris Review, Gabriel García Márquez studiò regia a Roma

di Matteo Paoletti

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