Magazine Martedì 25 marzo 2014

«Mi sento come Kevin Spacey in American Beauty»

Kevin Spacey e Mena Suvari in American Beauty

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Cara Antonella,
ho 30 anni e una grande insoddisfazione addosso.
Rispetto ai miei coetanei dovrei ritenermi contento e soddisfatto eppure non lo sono per nulla.

Ho una casa tutta mia (che mi hanno comprato i miei) e un discreto lavoro che di 'sti tempi dovrebbe farmi stare bene. Però non lo sono. Mi sembra che la mia vita stia andando troppo lontano da quello che avevo immaginato da bambino: ho studiato quello che hanno voluto i miei, ho scelto le ragazze che a loro sono sempre andate bene e non ho mai fatto colpi di testa, né l'erasmus né droghe, né brividi di altro tipo.

Per quanto riguarda il lavoro i miei hanno avuto ragione: lo studio mi ha dato una professione e uno stipendio buono (non vivo nella città dei miei: mi sono trasferito per lavoro) e una posizione che difficilmente avrei avuto studiando cose più creative e vicine a quello che sentivo.
Però mi sembra di aver perso qualcosa dei miei vent'anni e non vorrei farlo anche dei trenta.

Sto con una ragazza che non so se amo (ci sto da tre anni), bella educata e interessante ma che ogni volta che fa discorsi su figli, famiglia, matrimonio (e ultimamente lo fa sempre più spesso) inizia a darmi sui nervi.
Io non me la sento di chiudere con la mia giovinezza, mi sento in gabbia e non so che fare. Naturalmente lei ai miei piace tantissimo e non vedono l'ora.
Io vorrei rompere tutto, ma non posso: troppi legami (anche economici) e ho troppo da perdere. Vorrei avere più coraggio.

Che faccio? Mi sento come il protagonista di American Beauty, anche se sono troppo giovane per ridurmi così.

Grazie del consiglio,
Kevin Spacey

Te lo dirò, Kevin Spacey,
ma lo sai già. Non stai cercando aiuto ma, lo hai scritto, di trovare il coraggio. Prima di tutto di affrancarti dalla famiglia.
La ragazza è un problema urgente, ma non il principale.

Nella mail continui a sottolineare la tua dipendenza dalla famiglia che, per altro, ti ha indotto a scelte che trovi giuste. E anch'io, perché si può vivere serenamente, persino felici, senza avere trascorso un periodo più o meno lungo a rovinarsi di alcol, canne, coca o quant'altro. Si vive felici anche senza l'Erasmus, ma l'esperienza ti avrebbe giovato.

Ti dirò una verità dura da digerire: se non hai fatto ciò che desideravi, vuol dire che non lo hai desiderato abbastanza. Quindi va bene così.

A trent'anni sei un adulto, non puoi recuperare ciò che non hai voluto avere, le sciocchezze vanno fatte nei tempi giusti. Ma non sei ancora sicuro di voler crescere, ti sembra di non aver fatto (quasi) nulla da solo, ma sempre con l'appoggio, la spinta, la pressione, l'aiuto anche materiale della famiglia.
E qui hai ragione: come potresti diventare da un giorno all'altro, per esempio, padre, quando tu per primo devi ancora crescere? Che vuol dire anche acquisire, senza imporla, cominciando a darla per scontata, l'autorevolezza di un uomo adulto e indipendente.

Quindi devi fare esattamente l'opposto di ciò che vorresti, progredire, non regredire. Trovare la giusta distanza, dopo l'inevitabile distacco, per amare di più e meglio.

Ora ti dirò ciò che desideri invece: a 30 anni gli uomini vogliono riprendersi cose perdute, alle donne squilla l'orologio biologico. Loro crescono un po' prima. Inutile dilazionare, fermati con questa storia, perché non puoi costruire un nucleo famigliare con zero entusiasmo e ancor meno passione, insieme a una donna per cui provi dell'affetto e basta. Quindi, compatibilmente con gli interessi comuni che saggiamente non hai messo in piazza, ma che non posso valutare, scontenta tutti e fermati.

Puoi tentare la mossa non proprio pulita del periodo di pausa, perché dopo un'incursione nel vasto mondo potresti accorgerti che forse stavi meglio prima. Ma credo che dovresti essere onesto, se non coraggioso, e chiudere con questa storia per non accumulare frustrazioni e sofferenze più avanti. Visto che provi dell'affetto per la tua ragazza, fallo per lei, per non rendervi infelici nel giro di poco.

E prova a consolarti con questo celebre incipit di Paul Nizan: «Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno dire che è l'età più bella della vita. Tutto rappresenta una minaccia per il giovane: l'amore, le idee, la perdita della famiglia, l'ingresso tra i grandi. È duro prendere il proprio posto nel mondo. Ma a cosa somigliava il nostro mondo? Sembrava il caos che i Greci mettevano all'origine dell'universo. Solo che noi credevamo di vederci l'inizio della fine, della vera fine e non di quella che è l'inizio di un inizio».

Ciao, fidati di te,

di Antonella Viale

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