Magazine Venerdì 21 marzo 2014

Biblioteca Apostolica Vaticana, online i manoscritti di 2000 anni fa

Una delle sale della Biblioteca Vaticana

Magazine - Aperta previa richiesta soltanto a docenti universitari, ricercatori professionisti ed «eccezionalmente» a studenti e laureandi, la Biblioteca Apostolica Vaticana rappresenta uno dei luoghi meno accessibili nella ricerca internazionale. Misure d'accesso molto restrittive necessarie per tutelare un patrimonio millenario unico, che rende tangibile il peso della storia soltanto a scorrerne i cataloghi: dal Papiro Bodmer con la trascrizione dei Vangeli agli archivi familiari dei Barberini, dalle stampe medievali fino alle sterminate acquisizioni librarie, la Biblioteca Vaticana conserva un patrimonio immenso anche nei numeri, se si pensa anche che i manoscritti sono 80.000 e gli incunaboli 8.900.

Ecco, da qualche tempo la Biblioteca Apostolica Vaticana ha avviato un ambiziosissimo progetto di digitalizzazione dei propri fondi, che grazie alla tecnologia e al generoso contributo di privati sovvenzionatori ha già iniziato a rendere consultabili gratuitamente su internet documenti altrimenti inaccessibili.
Un esempio? Provate a leggere il manoscritto del In Cantica Canticorum. Risale alla prima metà del nono secolo e ora è consegnato all'eternità digitale sul sito della Biblioteca.

Ora, il processo di digitalizzazione dei documenti vive una nuova fase, grazie all'accordo siglato giovedì 20 marzo 2014 nel Vestibolo del Salone Sistino tra la Biblioteca Vaticana e la società giapponese NTT DATA.
Gli specialisti del Sol Levante digitalizzeranno altri tremila manoscritti nell'arco
di quattro anni, nell'ambito del più vasto progetto che riguarda l'intero patrimonio conservato presso la Biblioteca.

Lo scopo dei dirigenti della Biblioteca Apostolica Vaticana è infatti quello di digitalizzare tutti gli 82mila manoscritti conservati presso la Biblioteca. Un lavoro titanico: il progetto prevede infatti di scansionare, archiviare e rendere disponibili online circa 41 milioni di pagine, pari a 43 peta byte (cioè 43 milioni di miliardi di byte).

Il progetto, senza dubbio estremamente oneroso per le casse vaticane, sarà in parte sostenuto dalle donazioni dei privati, che dopo aver versato il proprio contributo potranno vedere il proprio nome abbinato alla pagina del manoscritto. Un sistema da tempo in uso anche presso gli Archivi di Stato italiani per la salvaguardia e il restauro dei manoscritti, che ha vissuto però fortune alterne.
Le donazioni sono possibili attraverso un'apposita pagina sul sito della Biblioteca Vaticana.

L'attenzione del Vaticano per il proprio patrimonio librario passa non soltanto per gli interventi conservativi, ma anche per la promozione su larga scala dei propri fondi: non a caso tra poco più di due mesi, la Santa Sede sarà ospite d'onore al Salone del Libro di Torino. E si tratterà della prima volta del Vaticano a una fiera libraria.

di Matteo Paoletti

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