Magazine Martedì 13 agosto 2002

Invidia (parte III)



Sono trascorsi alcuni anni da quella gara, anni nei quali mi sono dibattuto tra lavori precari mal pagati, amori infelici e frustrazioni varie, anni nei quali non ho più visto Roberto. Ma quando scorgo quella figura alta ed elegante entrare nel bar capisco che il mio odio e la mia invidia non sono diminuiti, anzi forse sono stati amplificati dai miei fallimenti e dalla mia mediocrità, dalla mia solitudine e dalla mia frustrazione.
Lui mi guarda e mi riconosce, poi si avvicina e mi abbraccia.
-Quanto tempo…- dice commosso, mentre io annuisco senza entusiasmo.
Mi racconta la sua vita, e io ascolto in silenzio i suoi successi, confrontandoli con i miei fallimenti.
-E tu cosa fai?- mi chiede mostrando un eccessivo interesse.
Ordino un’altra birra, e lo guardo cercando di non far trasparire l’odio che mi divora.
-Inizio un nuovo lavoro la settimana prossima- dico mentendo. -Sto anche cambiando casa.
Lui annuisce e mi chiede ulteriori dettagli sul mio lavoro, allora insisto nella menzogna, finendo per crederci io stesso.
-Hai anche iniziato a scrivere gialli…- dice con tono casuale.
Abbasso la mano che stava portando la bottiglietta di Ceres alla bocca.
-Come lo sai?
Lui sorride e guarda la finestra. Ha smesso di piovere.
-Ho visto il tuo nome tra i finalisti di un premio…
-Sì, ho partecipato a un concorso di letteratura gialla, e sono entrato in finale. Il primo premio l’ha vinto un certo Bob Montale.
-Ho partecipato anche io…- aggiunge quasi sussurrando.
Guardo la schiuma della birra dentro la bottiglia.
-Non sarai mica… Bob Montale?- dico, alzando lentamente gli occhi verso di lui.
-Sì- risponde senza guardarmi.
Restiamo in silenzio, entrambi con gli occhi fissi alla finestra.
-Bene… sono contento per te- mento mentre l’invidia mi aggroviglia lo stomaco. -Ma perché usi uno pseudonimo?
-La mia famiglia non approva molto che io scriva gialli…- dice sorridendo. -Per loro i gialli non sono vera letteratura…
Annuisco, mentre cerco una scusa per liberarmi di lui.
-La premiazione è domenica prossima. Io ho una casa da quelle parti- aggiunge.
Lo so, penso, andavi a sciare tutti gli inverni.
-Perché non passi il fine settimana da me?- dice porgendomi un biglietto da visita.
Io finisco la birra e poso la bottiglietta sul tavolo. -No, avevo già deciso di non andare… domenica sarò impegnato a organizzarmi per il nuovo lavoro…
Lui mi guarda con un’espressione che non mi piace. C’è un’ombra di pietà nel suo sguardo. -Perché non dici la verità?
-Non capisco, Roberto- ribatto.
-So tutto. Non hai un lavoro, hai lasciato la casa in cui vivevi, e sei tornato a stare da tua madre.
-Come fai a sapere tutte queste cose?- dico, poi vedo una donna che entra nel bar e si avvicina al nostro tavolo.
È Stefania, la mia ex-fidanzata. Sorride a Roberto, poi mi guarda con la stessa espressione che aveva lui poco fa.
-Ciao- mi dice, e allora capisco.
Mi alzo e mi dirigo verso l’uscita, ignorando i loro inviti a restare.

di Donald Datti

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Un altro me Di Claudio Casazza Documentario Italia, 2016 Guarda la scheda del film