Magazine Sabato 8 marzo 2014

Sole a Tehran di Fereshteh Sari. La recensione

Fereshteh Sari

Magazine - Esce oggi, sabato 8 marzo, Sole a Tehran (Editipress, Firenze, 204 pp., 15 Eur), il nuovo romanzo della scrittrice iraniana Fereshteh Sari.
In un arco temporale di circa trent’anni le voci narranti e protagoniste, Setareh e Nilufar, percorrono le vicende che dalla Rivoluzione islamica in Iran di fine anni Settanta conducono al presente, da quando erano studentesse universitarie a donne adulte.

Pur nella fiction il ritratto di Sari è molto lucido. Sottolinea, infatti, i limiti dei gruppi di giovani di Sinistra che non furono in grado di mostrare compattezza e obiettivi comuni favorendo così l’ascesa della Repubblica islamica d’Iran guidata dall’ayatollah Khomeini e basata sulla sharia, la legge islamica. Proprio lo scorso febbraio ne sono sono festeggiati i trentacinque anni.

Le vicende storiche e personali dei due personaggi arrivano fino al 2009 quando Setareh e Nilufar sono madri. I loro figli, pur lontani dagli eventi trascorsi, negli anni della controversa tornata elettorale di Ahamadinejad si ritroveranno a fare i conti con un passato che ha lasciato i segni.

Anna Vanzan, la traduttrice di Sole a Tehran, conosce bene la condizione dell’Iran contemporaneo da studiosa, docente universitaria e autrice di saggi come Figlie di Shahrazàd (Bruno Mondadori) in cui delinea il percorso della scrittura femminile iraniana dalla fine del Diciannovesimo secolo a oggi.

Tra i suoi interventi critici c’è Le donne di Allah. Viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori), un libro che mette in luce la forte identità delle donne musulmane, un’identità che passa proprio dall’appartenenza alla religione islamica. A proposito dell’Iran il senso della tradizione ha fatto sì che molte donne sostenessero la rivoluzione per impedire l’apertura all’Occidente proposta dal governo dello Shah. Grazie alla rivendicazione dei diritti femminili oggi il paese mostra tra le donne un elevato tasso di alfabetizzazione e favorisce l’accesso all’istruzione.

Di questi giorni è la notizia di un allentamento della censura sui i social network sostenuta dal ministro della cultura Ali Jannati del governo moderato di Rohani. Come si legge nelle dichiarazioni sul sito di Repubblica l’uso dei social è illegale in Iran, una condizione oggi che non si ritiene più accettabile.
Buoni auspici, dunque, che lasciano sperare in un futuro ridimensionamento della cultura che ci si augura possa passare anche attraverso la letteratura.

La stessa autrice di Sole a Tehran non pubblica nel proprio paese rischiando di andare incontro alle tante restrizioni. Tra queste come non ricordare il caso notissimo ai più di Leggere Lolita a Tehran di Azar Nafisi, docente universitaria espulsa dall’università per non aver indossato il velo e che oggi abita negli Stati Uniti. Il suo bestseller denuncia i limiti a cui il sapere venne sottoposto negli anni della Rivoluzione islamica.

di Martina Pagano

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

L'ape Maia Le olimpiadi di miele Di Alexs Stadermann, Noel Cleary Animazione Australia, Germania, 2018 Guarda la scheda del film