Magazine Venerdì 9 agosto 2002

Le notti

Silenzio le luci in Parckinson del grattacielo mi feriscono gli occhi sono le tre le tre di una qualunque mia notte dal portatile nessun segnale un messaggio uno squillo niente di niente i due tipi del piano di sopra sono svegli sbrigati a godere stronza sono dieci minuti che gli dici sto per venire lui non ce la fa più non senti che non ce la fa più perché proprio lei così diversa a volte distante illusioni tante devo dormire finalmente gode la stronza di sopra fortuna non li sento quasi mai io non lo faccio più da quanto da troppo forse non lo farò più e quelle luci fuori non voglio chiudere la finestra soffoco fa caldo sono le tre voglio dormire voglio sognare voglio godere voglio devo alzarmi a bere 'sti cazzo di spazzini l’ultimo bus della notte le sirene della pula vorrei un attimo di silenzio no troppo silenzio no il libro dove ho messo il libro un bicchiere d’acqua un po’ di musica non ci credo è passato solo un quarto d’ora dove sei che stai facendo perché proprio tu dov’è il cuscino il lenzuolo le ciabatte mi devo alzare mi scappa da morire dopo riuscirò a dormire sono ancora svegli e si stanno fumando una sigaretta alle tre e venti e io manco fumo una canna ecco ci vorrebbe una canna io ho il vino in fresco non riesco ad alzarmi nemmeno per pisciare poi dovrei tirare la catena quasi tutti dormono anche i due di sopra anche Alice starà dormendo insieme alla sua mamma il papà non c’è non c’è mai stato e non ci sarà forse più sì un bel bastardo che nemmeno sua madre se lo meritava non ce la facevo allora come non ce la faccio adesso bella questa musica da dove arriverà mi rosicchio qualcosa domani chissà perchè non mi scrive perché non mi chiama perché……

Giovanni Morando
di Donald Datti

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