Magazine Giovedì 13 marzo 2014

«Amo un uomo sposato. Ma lui ha scelto la famiglia»

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Magazine - Sono stata 15 mesi con un uomo sposato. Entrambi eravamo innamorati veramente, ma la moglie è venuta a sapere tutto e lo ha detto ai figli. Lo ha ricattato, lasciando i figli da soli e dicendo di volersi togliere la vita. È quindi intervenuta la sua famiglia, dicendo che, nel caso lui avesse cambiato strada, la porta di casa sarebbe stata chiusa, e che avrebbe dovuto restare per i suoi figli.
Così mi ha lasciato, con tanto dolore e il rammarico di non aver saputo gestire la situazione con me. Mi manca e ogni tanto mi chiama manifestandomi la sua grande sofferenza e le sue difficoltà. Non so come devo fare. Aiuto, sto male!

Robi

Cara Robi,
mi spiace che lei stia male, ma a volte viviamo storie impossibili e starci male è inevitabile. Gli esseri umani  sono complicati e questo, a volte, è fantastico. Altre volte, purtroppo, è fonte di disperazione. È una storia che si ripete. Capita, infatti, di desiderare intensamente persone che non ci corrispondono, o di essere fortemente attratti da aspetti della loro personalità che, ahimé, ci fanno male.

Oppure desideriamo contemporaneamente cose, persone o situazioni troppo diverse tra loro. Per questo esaudire quei desideri tutti assieme diventa impossibile.
Come le dicevo, siamo complicati. E non siamo onnipotenti. E non riusciamo ad avere sempre quello che desideriamo. Forse perché quello che desideriamo è una nostra creazione della mente (o del cuore),  mentre la realtà è diversa.

Ma questa è filosofia, invece lei sta male e chiede aiuto.
Che fare? Innanzi tutto cerchi di calmarsi. E scoprirà che, anche se non ottiene ciò che vuole, può vivere lo stesso. Sì, certo, sarà doloroso e forse anche un po' triste, ma si sopravvive. Dunque non c'è da disperarsi: se anche non possiamo avere l'oggetto del nostro amore, non finisce tutto (questo è un tipico residuo del pensiero magico dei bambini piccoli).

All'inizio è faticoso. Poi, col tempo, si scopre che anche la tristezza passa. Perché ci si rende conto che, oltre a sopravvivere, è possibile vivere. A quel punto si è pronti a ricominciare.

Le consiglio di parlarne, scriverne, pensarci. Ma sempre con l'idea di consolare e tranquillizzare la piccola bambina impaurita che è dentro di lei.
La vita continua e noi siamo complicati. Si riesce sempre a trovare un modo nuovo per viverla. Sorridendo.

di Marco Ventura

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