Magazine Lunedì 5 agosto 2002

In pigiama tra le nuvole

Scappare per fare cabaret. Scappare con pigiama e cappotto nelle notti d’inverno per raccontare storie. Ecco perché in città tutti lo conoscono come Pigiamino, e non come Massimo Caviglio, il suo vero nome. Poeta, scrittore e comico si aggira per le strade di Genova con le sue parole sottobraccio.

«Ho incominciato a scrivere, e a voler recitare in pubblico le mie cose, alla metà degli anni Settanta», mi racconta timido e gentile, «allora non c’erano molti locali che aprivano le porte allo spettacolo. Io avevo scoperto la Cantina Cabaret di Via Trebisonda, e volevo esibirmi lì a tutti i costi. Solo che i miei parenti, una madre e una zia apprensive, non volevano che uscissi per frequentare locali notturni. Per loro erano posti poco raccomandabili da cui tenersi ben lontani. E così, una volta che loro andavano a dormire, io uscivo in pigiama, per non fare troppo rumore».

Un inizio in sordina in un locale dove si esibivano artisti come un Beppe Grillo alle prime armi, e un Antonio Ricci in vena di palcoscenico. «All’inizio non mi facevano nemmeno entrare, a allora io cercavo d’intrattenere il pubblico fuori dalla porta, in strada. Piano, piano però tutti hanno incominciato a conoscermi, e su quel palco ci sono salito anch’io».

Piccole cose tra la realtà e il fantastico, il tragico e il ridicolo, così definisce le sue storie poetiche Pigiamino, con quella sua aria un po’ spaurita di chi nel mondo non si è mai sentito a suo agio. «Oltre a scrivere recito, ma non sono un attore. Interpreto le cose che scrivo a modo mio. A tanti piaccio, altri dicono che sono un esibizionista, ma la mia è solo voglia di comunicare con gli altri, di stare con le persone». E così ecco in azione pigiamino-cubo, con le sue esibizioni folli in discoteca, o nelle feste di piazza, «basta qualche vestito più colorato e sbrindellato per far sorridere. Cerco la libertà, e mi piace quando tutti quanti si sentono un po’ più liberi grazie alle mie piccole follie».

Pérformance e poesia per una vita più leggera in cui non mancano i versi d’amore dedicati a una donna amata, o inventati per tutte le donne del pianeta. «Nei volumi di poesie che ho pubblicato ci sono molte poesie d’amore, e non tutte appartengono alla mia esperienza, molte sono inventate, altre si ispirano a racconti di amici. Non ho mai avuto vergogna di scrivere parole d’amore per chi ho amato. Scrivere una poesia è un modo per tenere con sé chi non si vuole perdere ».

Dopo una vita passata da clandestino del palcoscenico, dopo tante poesie e tante pazzie, oggi Pigiamino dice di condurre una vita più riservata, «sai ormai ho più di cinquant’anni, alla sera dopo una giornata di lavoro sono stanco. La vita notturna è faticosa, non fa più per me».

Ma non c’è da crederci. Se vedete un uomo timido e garbato girare per il centro storico a recitare poesie, non stupitevi di vedere spuntare un pigiama sotto il cappotto. Sarà scappato un’altra volta.

Ecco qui di seguito una poesia che Pigiamino ha scelto per noi di mentelocale.it, e per tutte le donne di Genova. Fa parte del volume Nuvole come nuvole edito per i tipi della Montedit.

HAI UN VOLTO E UN NOME

Hai
un volto
ed un nome
cielo
e mare,
soffio di primavera,
terra,
parola antica
non detta.

Tu non sai
i silenzi,
la speranza
da sola,
ti svegli al mattino,
è già ricominciata
l’attesa.

Schiave
come d’un sogno,
le cose
che, per un attimo,
hanno saputo
la luce
brillano ancora.
Tu libera
a specchiarti
nel sole.

Ed una canzone
nell’aria.

È ancora lontana
la sera.
di Daniela Carucci

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