Magazine Lunedì 24 febbraio 2014

Splendore, il nuovo libro di Margaret Mazzantini

La scrittrice Margaret Mazzantini

Magazine - Lo stile letterario di Margaret Mazzantini viene esaltato in questo suo ultimo libro, Splendore (Mondadori, 2013. 309 pp, 17 Euro). La verve narrativa della scrittrice è da sempre composta da un lirismo poetico che rende spesso neobarocchi i sentimenti descritti.

In questo caso i sentimenti del personaggio omosessuale, Guido, spaziano in un barocco decadente, oscuro e a tratti volgare. Sentimenti descritti, infarciti di rimandi poetici con iperboli spiazzanti eppure pregnanti, che alla fine coinvolgono il lettore profondamente.

Lo Splendore di Margaret Mazzantini è uno splendore cupo, viscerale. È lo splendore intimo in cui si respirano sentimenti che oscillano tra il sentirsi merda e abitante del paradiso.
Lo splendore che può esistere in una miseria dettata da convenzioni sociali e da sentimenti frustranti. Lo splendore di pensieri molto intimi legati ad una omosessualità che accompagna la vita del protagonista Guido.

Pensieri oscillanti tra la vita piena di relazioni, anche appaganti e la storia d'amore vissuta come trasgressione, vero atto d'autentico piacere.

In fondo nel racconto di Guido c'è tutta insieme l'anamnesi della cultura borghese e ricca della sua provenienza, forse tratto vissuto dall'autrice, che rivela proprio in questa sua immedesimazione l'arte della sua scrittura, quella capacità di far vivere molte vite al lettore.

In questo romanzo Mazzantini si supera. Dopo averci fatto conoscere l'intimità maschile in un rapporto d'amore nascosto (con il libro Non ti muovere) e il desiderio di maternità di una donna persa nell'amore (Venuto al mondo), con questo libro fa vivere e conoscere un amore omosessuale. Una prova letteraria davvero intensa.

Guido, il protagonista di Splendore racconta la sua formazione, l'uscita dalla crisalide angusta rappresentata da una famiglia ricca, ma misera di amore, che fa i conti invece con chi invece è parte di una famiglia povera, ma consolidata nelle tradizioni dei loro sentimenti.

La storia prende l'avvio da un condominio romano negli anni Settanta. È Guido che racconta attraverso il flusso continuo dei suoi pensieri, delle sue riflessioni, che annichiliscono anche i dialoghi. Infatti i dialoghi sono ridotti a poche interpunzioni e la crescita di Guido - attraverso le varie fasi quali l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta - sono passaggi che rimbalzano tra sordido pessimismo, buona creanza, tragedia e rispettabilità borghese.

Sì, Guido è il ricco figlio di famiglia che in quel condominio abita al quarto piano mentre il giovane Costantino, di cui si innamorerà è il figlio del portiere: quello che abita nello scantinato avvolto da odori di cavoli e muffa. Una miseria sentimentale contro una povertà economica.

Un romanzo che è la storia di una intera vita. Con l'amore che sboccia come prova di identificazione: ricerca di senso e propria verità. 

di Giorgio Boratto

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