Concerti Magazine Teatro Ariston Mercoledì 19 febbraio 2014

Sanremo 2014. Tra Grillo e Carrà la cronaca della prima serata

Magazine - Ore 00.42: finisce la prima lunghissima serata del Festival di Sanremo 2014.

Ore 00.22: Spazio all'ultima cantante big in gara stasera, Giusy Ferreri, che tra Ti porto a cena con me e L’amore possiede il bene vede passare la prima.

Ore 00.04: Passa L'unica. E sale sul palcoscenico Mr Father and son Yusuf Cat Stevens, cui il passare degli anni pare non aver dato alcun effetto.

Ore 23.39: È l'ora dei Perturbazione. L'unica è una ventata di freschezza in un festival finora musicalmente tutt'altro che frizzante. L’Italia vista dal bar conferma le corde del primo brano, con risvolti sociologici più incisivi nel testo. Massimo Gramellini per annunciare il verdetto del televoto. Ma prima pubblicità e TgUno.

Ore 23.26: Cristiano De Andrè presenta la sua Invisibili, brano di amplissimo respiro sulla sua Genova, sugli ultimi e parzialmente anche su se stesso. Notevolissimo e facile premio della critica (leggi l'analisi del testo del prof. Lorenzo Coveri). Il secondo brano è Il cielo è vuoto, meno d'impatto e più convenzionale. Cristiana Capotondi annuncia il passaggio del secondo brano, con rammarico di De Andrè che avrebbe preferito che ad andare avanti fosse Invisibili.

Ore 23.20: Raffaellissima ricorda i 60 anni della Rai, di cui è stata ed è indubbiamente un simbolo. Poi si congeda duettando (dal vivo) con Littizzetto su Fatalità. O meglio, in quello che doveva essere un duetto: la co-conduttrice se ne va dopo la prima strofa.

Ore 23.10: A due anni esatti dall'incidente dell'Enrica Lexie e nel giorno della presenza al Festival delle mogli dei due fucilieri di marina in attesa di processo in India, Raffaella Carrà lancia un appello affinché Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano giudicati in Italia. Poi Luciana Littizzetto travestita da Raffaella Carrà entra sulle note di Rumore.

Ore 22.56: Spazio al secondo ospite della serata, Raffaella Carrà, che festeggia i suoi settant'anni ballando e cantando (in playback) i brani del suo nuovo disco Replay. La Raffa tira le orecchie a Fazio per il provolamento ai danni della Casta ("certo che le hai fatto un filo..."). La Carrà ha energia da vendere. Fazio taglia corto: i tempi son saltati (brutto segno per la durata della trasmissione) e pure la scaletta. Pubblicità.

Ore 22.42: Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots. Si parte con Tanto ci sei, scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Sontuoso, con tanto di coro gospel e stecche alla Gualazzi d'ordinanza. Libero no gioca la carta del funky, con dj Sir Bob Cornelius Rifo in evidenza. Il prof. Luigi Maldini, che all'ospedale San Raffaele continua il lavoro iniziata da Renato Dulbecco, già presente nel Fazio uno. Lo scienziato annuncia il passaggio di Liberi o no.

Ore 22.28: Continua la gara con Antonella Ruggiero, all'undicesima partecipazione al Festival di Sanremo. La prima canzone è Quando balliamo, brano etereo e sofisticato, tutto giocato sul dialogo degli strumenti ad arco e della voce della cantante, al ritorno con un disco di inediti dopo dieci anni. Da lontano è la seconda canzone, costruita sulle atmosfere dell'organo. Amaurys Perez annuncia il verdetto del televoto: il pubblico da casa preferisce Da lontano.

Ore 22.02: Luciana Littizzetto presenta Laetita Casta. Poi, Fazio sul palcoscenico. Dopo un preambolo con promo (Una donna per amica, con protagonista la modella francese, è nei cinema proprio in questi giorni), spazio all'annunciato tributo al varietà. Fazio canta me ne quitte pas, Casta risponde con Meraviglioso, lui la incalza con Les feuilles mortes, al che Laetitia se ne va. Interviene Luciana Littizzetto. Poi torna Laetita Casta nei panni di Monica Vitti per un breve tributo a Polvere di stelle. Fazio si esime dal fare Alberto Sordi. Segue Paolo Jannacci al pianoforte, con il conduttore che veste i panni di Jannacci per un duetto con la Casta su Silvano. Alla fine, spazio anche per un saluto allo scomparso Enzo Jannacci. Un numero provato a lungo, che alla fine risulta fluido nel susseguirsi dei numeri. Meno nella riuscita dell'amarcord.

Ore 21.59: Fazio vestito da "esistenzialista francese", perché dopo la pubblicità ci sarà "il momento più atteso degli ultimi 15 anni". Laetita Casta.

Ore 21.44: tocca a Frankie Hi-Nrg, "padre del hip hop italiano" (Fazio). Si parte con Un uomo è vivo, racconto del vuoto lasciato da una persona attraverso la descrizione dei suoi oggetti. Potere alla parola, la sintesi del prof. Lorenzo Coveri. Il secondo brano è Pedala, musicalmente più briosa grazie all'incalzante chitarra in levare e all'apporto dei fiati. E c'è anche un sostrato politico, perché "se è libero il pignone lo sceglie la corona". Il televoto sceglie la seconda, Pedala. Il verdetto è annunciato dalle olimpioniche Tania Cagnotto e Francesca Dallapè.

Ore 21.28: inizia la gara con Arisa. Il primo brano è Lentamente (Il primo che passa), scritta a quattro mani con Cristina Donà. Canzone piuttosto resistibile, soprattutto nel testo (Leggi il commento ai testi del linguista della Crusca Lorenzo Coveri). Il secondo brano è Controvento, brano musicalmente dal respiro maggiore, ma dalle linee melodiche più spezzate. Il pubblico del televoto sceglie Controvento con il 64% dei voti. Il verdetto lo annuncia Tito Stagno.

Ore 21.19: È il momento di Lucianina Littizzetto, introdotta dal corpo di ballo che danza sulle note della sigla iniziale. Anche Luciana è vestita da ballerina di varietà, con tanto di Vincenzo Mollica dal balconcino. Poi, letterina a San Remo, sulla falsariga di quella dell'anno scorso. Con tanto di siparietto irresistibile: "indovina cosa fa rima con Gualazzi?" E di fronte al diniego di Fazio, lei rincara: "Vuoi che la faccia con Baglioni". Si ridacchia su binari piuttosto logori.

Ore 21.13: Fazio legge la lettera degli operai. Un storia di crisi come tante - purtroppo - nell'Italia della manifattura che arranca. Poi, pubblicità.

Ore 21.05: Fazio si siede in platea al fianco di Dori Ghezzi. Il palcoscenico è per Luciano Ligabue che canta Creuza de ma, capolavoro in dialetto genovese del 1984 nato dalla collaborazione tra Faber e Mauro Pagani. E proprio Pagani, direttore musicale del Festival, accompagna il Liga al bouzuki. Il rocker della Bassa non è a proprio agio con il vernacolo ligure: sforza, s'impegna, ma è legnoso e inevitabilmente anche il sentimento sta altrove. Un brano rischioso, anche considerando la presenza in gara del figlio di Fabrizio, Cristiano. Ma mettiamo le mani avanti: chi scrive è ligure e l'accento foresto salta all'orecchio.

Ore 21.02: Fazio: vorrei che il nostro lavoro fosse un momento di spensieratezza non per smettere di pensare, ma per trasmettere dei messaggi. Il nostro in questo momento è far sentire la bellezza del nostro paese attraverso grandi artisti. Cominciamo da questa frase: grandi artisti. Oggi è il 18 febbraio, è il compleanno di Fabrizio De Andrè.

Ore 20.56: Il discorso di Fazio è interrotto da due persone che minacciano di buttarsi dalla balconata dell'Ariston. Chiede di far leggere una lettera. Fazio fa accendere le luci in sala. Si fa consegnare la lettera e i due - dopo una schermaglia con la sicurezza - accettano di rientrare.

Ore 20.51: La sigla dell'Eurovisione dà l'inizio al 64esimo Festival della Canzone italiana. A sipario calato e dipinto, spicca la teatralità della scenografia di Emanuela Trixie Zitkowsky. Sipario che s'inceppa e non sale. Fabio Fazio in scena, parte raccontando del deragliamento del treno tra Andora e Cervo. Preso come spunto per spiegare la necessità di "Riparare l'Italia e quelle migliaia di ferite che rappresentano la nostra sconfitta e la nostra malattia." L'auspicio è che la "grande opera di riparazione e di cura" diventi "la più grande opera di questo paese." Perché, spiega Fazio, è questa la bellezza che va tutelata.

Ore 20.37: Al via il dopofestival di Pif, che "presenta Sanremo", Letteralmente: al via un gustoso videoclip che presenta la città di Sanremo, i suoi cittadini e il teatro Ariston. Con lo stile Pif. Divertente e fresco. Un ottimo prefestival.

Ore 20.30: con precisione Svizzera, parte il collegamento dalla terrazza su corso Matteotti del Teatro Ariston con Vincenzo Mollica, Laetitia Casta, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. L'incursione di Beppe Grillo di pochi minuti prima - durissima contro la Rai - ha lasciato il segno: un Fazio teso ripete l'auspicio di buonsenso già enunciato in conferenza stampa dal direttore di RaiUno Giancarlo Leone: Grillo è uomo di spettacolo e sa che gli spettacoli altrui non vanno interrotti. Vedremo se il leader del MoVimento 5 Stelle riuscirà a inceppare un meccanismo complesso come il Festival a cui - come ricorda Fazio - hanno lavorato per mesi centinaia di persone.

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