Magazine Martedì 18 febbraio 2014

«Mi innamoro di uomini adulti per staccarmi dalla famiglia». La Posta del Cuore

Jeremy Irons e Dominique Swain nel film Lolita

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Magazine - Cara Antonella

Non so come potreste ritenermi, ma voglio spiegarvi bene la mia situazione dal principio. A 16 anni avevo un fidanzato che è durato un anno. È stata un’esperienza straziante perché ai miei non andava bene come ragazzo (anche se neanche lo conoscevano), mentre lui, a lungo andare, si è stancato.

Ora ho quasi 23 anni e durante questi anni non ho più avuto fidanzati, se non un uomo L. con più di 10 anni di me. Ho sempre puntato su uomini più grandi di me e credo che tutto ciò sia legato al fatto che mi manca una persona che mi faccia da padre come si dovrebbe.

Ho un padre che viene interpellato solo per cose burocratiche e serie, ma se si tratta di aprire il cuore, apriti cielo. Con il tempo sono diventata come lui e ho paura di fidarmi della gente. Questo amico è stato ed è molto importante per me, ma, a causa del suo passato burrascoso, non si è mai sbilanciato molto nei miei confronti.

Perciò ho deciso di guardare altrove, anche se rimarrà importante. Guardandomi in giro, ho conosciuto un ragazzo E. di 36 anni che, oggettivamente, è da sposare. Ormai ci conosciamo da 2-3 anni e abbiamo una sorta di impegno l’uno con l’altro.
Il problema è che vive lontano. Sarebbe una storia a distanza, anche se prima vorremmo approfondire la conoscenza. Per fare ciò l’unica soluzione sarebbe quella di andare a stare da lui, magari per qualche giorno o settimana, quando ho tempo (lui mi ha dato la massima disponibilità, mi aiuterebbe anche a livello finanziario, siccome non lavoro, e mi ha offerto anche di trovarmi qualche lavoretto per farmi fare esperienza, ma devo ancora terminare gli ultimi mesi di università), e poi i miei non me lo permetterebbero mai.

Lui, giustamente, si è stufato di non poter vivere insieme, ma ho una paura assurda. Quindi mi ritrovo sempre tra due fuochi: devo scegliere tra lui o i miei. Non saprei neanche che dire ai miei perché sanno dell’esistenza sia di E. sia di L., ma non sanno che E. abita lontano, è un avvocato (cosa che mio papà non sopporterebbe mai) e che L. ho deciso di metterlo da parte.

Sono confusa perché tengo molto ad E., ma non vorrei tirare troppo la corda, né non so se sarei ancora capace di sopportare un periodo nero come quello che ho vissuto con il primo fidanzato. Secondo lei che dovrei fare per far tacere i miei pensieri una volta per tutte? Grazie mille per l'aiuto.

Anna

Anna mia, che casino!

Soprattutto perché non hai spiegato bene per niente: non scrivi come hai conosciuto il misterioso E., se lo hai mai visto (ma immagino di sì) e come fai a sapere che sia affidabile; non entri nel merito del passato burrascoso di L. e non dici perché tuo padre detesti gli avvocati.

Sono comunque riuscita a capire che il problema non sono tanto gli uomini, quanto l'eccesso di dipendenza dalla famiglia. Fammi 'sto favore, laureati visto che mancano pochi mesi, il lavoretto cercatelo da sola, comincia a distaccarti dalla famiglia, perché questi genitori che sanno le cose, ti lasciano fare, ma quando devi decidere tirano le briglie e ti riportano a casa, mi fanno abbastanza impressione.

L'indipendenza viene prima di qualsiasi cosa: se te ne andrai di casa per fare l'esperimento con E. e lui dovesse mollarti dopo un po', che faresti? oh, sì, alla fine immagino che i tuoi ti riprenderebbero in casa, ma a che prezzo? Con un minimo di indipendenza economica non saresti obbligata a accettare le scelte che fanno per te (né potresti usarle come alibi per non decidere).
 
Conosci E. da 2/3 anni (ma sono due o sono tre?), dici che avete preso una specie di impegno, allora che cosa sono pochi mesi? fallo aspettare e lavora per te stessa.
Questo padre così poco presente, così poco affettuoso e così autoritario, dovrebbe averti insegnato almeno che, invece di cercarne un migliore (sei fuori tempo massimo anagraficamente), devi metterti in condizione di trattare alla pari e di amare, riamata, non di cercare una dipendenza più soft.

di Antonella Viale

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