Concerti Magazine Martedì 30 luglio 2002

Pop in salsa Chili

Magazine - L’estate non è mai stato il miglior periodo per le uscite discografiche. Quest’anno però qualcuno ha deciso di essere l’eccezione che conferma la regola. Ecco dunque materializzarsi nei negozi, e sulla rete informatica, l’ultimo, acclamato album dei intitolato By the way.
Come ogni disco tanto atteso che si rispetti, anche questo lavoro del gruppo californiano farà sicuramente parlare di sé. Per quale motivo? Ormai siamo abituati a pensare a John Frusciante e compagni in ragione del caratteristico sound fatto di funk, cross over e arpeggi diventati un marchio di fabbrica. Che cosa può indurre a parlare tamto di questo nuovo lavoro? Forse la nuova tinta (blu per l’occasione) sfoggiata dal bassista Flea (foto in basso)?

No, la novità questa volta sta proprio nella musica. By the way rompe con gli schemi di cui sopra. Pur contenendo la bellezza di sedici canzoni, non troverete in tutto il disco, a parte sporadiche eccezioni, le note potenti di basso né il ritmo incalzante a cui ci hanno abituato i Red Hot.
Oltre al singolo omonimo, già in giro per le stazioni radio da qualche settimana, l’album è composto soprattutto da ballads, cori alla Beach Boys, una continua ricerca della melodia e perfino ritmi caraibici. Normale quindi che di questo disco se ne parlerà per un bel po’ tra i fan storici, cercando di capire fino a che punto la svolta musicale sia frutto di una ricerca artistica o di un bisogno di rimpinguare il portafoglio.
In attesa del responso del mercato discografico il ritorno dei Red Hot non può non essere un lieto evento per gli amanti della musica, indipendentemente da quali siano le reali intenzioni che il gruppo ha riposto in questo album. Un lieto evento perché gli RHCP sono carismatici, fuori di testa, genuini fino all’esagerazione, un’interpretazione autentica del ruolo di rockers dannati se si pensa ai seri problemi che i quattro hanno avuto con la droga e l’alcol.

I sedici brani diBy the way sono sedici potenziali singoli, dalla melodica Dosed, al suono latino di Cabron, al ritmo ska di Tear, sedici brani perfetti per prolungare all’infinito un’estate già iniziata.
Insomma abbiamo decisamente sentito la mancanza di questi peperoncini piccanti della California nei tre anni passati dalla pubblicazione del loro precedente disco, il fortunato Californication.
Poco importa quindi se By the way, ad un primo ascolto, lascerà interdetto qualche fan. Fino a che il mondo dello showbiz sarà popolato da musicisti autentici come John Frusciante, Anthony Kieds (foto in alto), Chad Smith e Flea, noi musicofoli potremo dormire sonni tranquilli

Nicola Calabria

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