Magazine Lunedì 17 febbraio 2014

La carovana del sale di Elena Dak. La recensione

Uno scatto di Elena Dak dal suo viaggio nel deserto del Sahara con la Carovana del sale
© elenadak.it

Magazine - Un mitico percorso millenario, una donna in viaggio con i tuareg… e non ci sono mai donne nelle carovane del sale. La carovana del sale di Elena Dak (Corbaccio, Exploits 180 pp., 18.60 Eur) è un racconto coinvolgente segnato dall’emozione, dalla bellezza e dalla fatica.

Mi pare giusto cominciare con un piccolo estratto del diario di Elena Dak.
«Scrivevo nel mio diario il 18/10/2005: …Oggi giornata molto lunga. L’alba è sempre magica: mille zampe di dromedari si muovono all’unisono e su esse galleggia un mare di paglia. È tramontato il sole, è passato un certo tempo senza luce e poi è salita la luna. Noi sempre in marcia. Osservo le mille zampe che producono un unico, armonioso brusio, belle, nere e sottili contro la luna. È dura ma si tratta di una fatica degna. Si comincia con la luna e ci si ferma con la luna solo un po’ più in là».

E mi pare giusto presentare Elena Dak, al secolo Elena Dacome, nata a Venezia nel 1970. Una danzatrice prestata all’avventura. Dopo gli studi classici infatti va a Roma per seguire questa sua inclinazione, ma poi torna a Venezia, sperimenta altre strade e finalmente a 28 anni la scoperta della sua vera vita: viaggiare e scrivere per raccontare le sue esperienze, incoraggiata anche dalla passione per la fotografia.

Dal 1998 Elena ha un nuovo lavoro, una professione che la vede in veste di guida in Africa, in Medioriente e Asia. Da allora collabora con Kel12, un operatore di turismo per viaggiatori molto speciali, ma sempre alla scoperta delle genti e dei loro luoghi, che la spinge a sperimentare e a mettersi alla prova.
Ha al suo attivo una monografia fotografica sul monte Civetta (BL), tante serate di racconti e foto dedicate al viaggio (le sue foto sono state pubblicate, fra l'altro, sui cataloghi di Kel12) e diversi articoli scritti per la rivista Africa dei Padri Bianchi. E, soprattutto due libri, La Carovana del Sale e Sana'a e la notte.

Durante i suoi tanti viaggi Elena Dak aveva coltivato a lungo il sogno di partecipare alla mitica carovana del sale: l’annuale traversata del Tenerè che i tuareg nigerini compiono da millenni in dromedario verso oasi e saline del nord, dove rifornirsi dei generi da commerciare.
Ed eccola nel 2005 partire – unica donna – al seguito di 30 «uomini blu» con 300 dromedari…

Ogni anno, tra l’autunno e l’inverno, i tuareg dell’Aïr, nel nord del Niger, attraversano il Ténéré verso le saline e le oasi di Bilma e di Fachi con centinaia di dromedari, le navi del deserto dalle grosse zampe, i Camelus dromedarius con una gobba sola introdotti in Africa in epoca romana, per andare a rifornirsi di sale, in grandi saline del Sahara, antico retaggio di quando il continente era sommerso dalle acque, e di datteri che poi trasporteranno nei paesi del Sud per scambiarli soprattutto con miglio, il cereale base per la loro alimentazione.

Nonostante molti di questi trasporti avvengano oggi con autocarri, alcuni itinerari, che attraversano dune di sabbia sono praticabili solo dalle leggendarie carovane del sale, che da sempre ripercorrono gli stessi tragitti, con gli stessi rituali.

Da tempo Elena Dak sognava di partecipare a quella straordinaria avventura. Agli inizi del 2005 il caso o il destino, se si preferisce, le fece conoscere, in un viaggio di lavoro, Ihalem, il figlio di un Capo Carovana. Fu lui a convincere lo splendido tuareg Mahmoud, suo padre, a concederle il privilegio di unirsi alla sua prossima carovana del sale.

Un viaggio straordinario, che il calore bruciante del deserto fa somigliare a una dantesca discesa all’Inferno. Dopo nove mesi di intensi allenamenti per essere in grado di affrontare l’impresa, in autunno Elena Dak raggiunge la capanna della famiglia del suo “Virgilio” tra i monti dell'Air. La preparazione alla partenza, scandita dagli stessi gesti compiuti nei secoli dai tuareg, accompagnati dal battere incessante dei pestelli nei mortai, poi il via. Lei, tre uomini, e dieci dromedari. Una piccola troupe destinata a riunirsi giorno dopo giorno per strada con tante altre fino alle porte del deserto e, dal pozzo di Bishnaw formare la Grande Carovana del sale diretta a est. Una carovana fatta di trecento dromedari, 30 Touareg ed Elena Dak.

Così cominciò la sua grande e meravigliosa avventura ai confini di un mondo. Un racconto che incuriosisce, affascina, coinvolge e dove talvolta la realtà pare volersi perdere nella fantasia.

di Patrizia Debicke van der Noot

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