Magazine Mercoledì 24 luglio 2002

Il Vescoso e Calvino (parte III)



Per anni aveva cercato di coltivare la propria passione di fronte al caminetto, ma ogni volta che gli sembrava di sfiorare nuove Verità, era stato sistematicamente interrotto da visite urgenti, da telefonate importanti.
Frustato dall’impossibilità di studiare nella completa concentrazione e nel silenzio interiore che permette al Testo Sacro di parlare al Cuore dell’Uomo, il vescovo aveva abbandonato la passione.
Deciso razionalmente che il proprio compito consisteva nel limitarsi a divenire il custode della Verità di Fede di quella diocesi. Non permise così ad alcun sacerdote libertà di interpretazioni. Settimanalmente laici, pie donne riferivano quello che avveniva anche nelle parrocchie sperdute, i contenuti delle omelie. Ebbe così un controllo basato sul sospetto, in ogni angolo della diocesi.
Ora era di fronte al libraio.
- Voglio semplicemente curiosare, Jerry. Adesso ho tempo - rispose il vescovo, sorridendo un poco.
- Dall’altra parte, negli scaffali in alto, è il reparto della teologia. Si vende poco ed è riservato ai sacerdoti, ed ai pochi laici che si interessano. È un momento di crisi. - Jerry sospirò ma dopo una breve pausa riprese. - Mi sono arrivate l’altro giorno interpretazioni da parte di studiosi dell’est: polacchi, lettoni. Qualcosa di interessante. Nulla in sapore di eresia. Interpretazioni più che ortodosse, collocazioni storiche del tempo della predicazione- aggiunse Jerry per tranquillizzare il vescovo, che mai aveva digerito la Teologia della Liberazione, e gli altri testi scandalosi che provenivano dal Nord Europa. - La lascio solo, così è più tranquillo.
Il vescovo spulciò lentamente, controllando ogni testo, e lesse le critiche dell’ultima pagina di copertina dei libri, verificò i contenuti di alcuni testi. Ma non trovò nulla che lo interessasse. Anzi fu deluso dal livello di quella libreria, che non possedeva nulla di pregiato, niente per il quale perdere la testa.
Doveva ancora una volta scrivere ai suoi amici di Roma e fare arrivare qualcosa di meritevole. Si impossessò comunque di due testi, uno di autore polacco ed una nuova edizione in greco dei salmi, tanto per avere qualcosa da leggere nel frattempo.
- Quant’è? - domandò alla cassa.
- Nulla - sorrise bonario il libraio - Tutto ciò che c’è in questa modesta libreria è di Sua Eccellenza -. Volutamente Jerry omise del Vescovo subentrante che, fresco di nuova nomina, aveva già visitato quel negozio.
- Nulla è mio o tuo, Jerry. È tutto del Signore. Ci affida le cose solo perché noi possiamo magnificare la sua gloria. E per sopravvivere - aggiunse il vescovo, con un’espressione che regalava simpatia, simpatia che mai aveva assunto durante gli anni di missione pastorale. Il vescovo sbirciò le copertine dei libri in vetrina, romanzi di grido che permettevano al libraio di guadagnare quei pochi soldi necessari per continuare a vivere.
Cosa legge la gente, qual è l’autore che vendi di più?- domandò il vescovo incuriosito.
Calvino, sua eccellenza. Calvino è l’autore che legge di più. Da anni
Un’espressione di scandalo, di dolore, di morte colpì il viso rotondo del vescovo, il corpo tremò, rabbrividirono le ossa, il sangue fu sul punto di rapprendersi nelle vene.
I fedeli stanno tradendo il messaggio d’amore del Cristo? Vergine Purissima - il sospiro asmatico ed il tono funereo della voce manifestarono che quell’uomo era prossimo a crollare al suono -. Dopo il fascino del Comunismo, questi tempi ci regalano anche il tradimento? Lutero e Calvino sono i padroni della libreria di questa diocesi? Da quando?
- No, sua Eccellenza - Jerry si forzò di non ridere - I ragazzi, le mamme, gli amici non leggono quel Calvino. L’autore è un contemporaneo. Si chiama Italo ed è di Sanremo. I suoi romanzi sono divenuti persino libri di testo a scuola. È uno scrittore che poi non è mai volgare - aggiunse il libraio, per far contento il vescovo.
Meno male, meno male. Mi sembrava- sospirò il vescovo prima di uscire nella sera.

di Donald Datti

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