Magazine Martedì 21 gennaio 2014

«Il mio ragazzo mi vuole madre. Io voglio partire». La Posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
le racconto la mia storia perché avrei bisogno di un punto di vista oggettivo. Bene partiamo dall'inizio, sto insieme a Cristian da 4 anni e mezzo. Tutti e due siamo Italo argentini, solo che la mia famiglia vive qui in Italia e la sua in Argentina, ci siamo conosciuti mentre io lavoravo in un bar e lui faceva la stagione al mare, è stata una burrasca di passione, di emozioni intense mai provate prima.
Così passò l'estate, 4 mesi volarono, ma lui doveva ritornare in Argentina ed io ero disperata. Partì ad ottobre e decisi di seguirlo: a gennaio lo raggiunsi. Siamo stati a casa sua.

Tutto procede benissimo, a maggio torniamo in Italia e io decido di fare la stagione con lui per stare insieme, trovo lavoro, alloggio e tutto va bene, almeno credevo. Un pomeriggio arriva dove lavoravo e mi dice che ha bisogno di una pausa, che ha dubbi ecc ecc.
Non le dico l'estate che ho passato, tra pianti riconciliazioni, litigi, gelosie una vera odissea.

È l'ultimo giorno di lavoro per me e ormai mi ero messa il cuore in pace, volevo voltare pagina... arriva lui coi fiori e, piangendo, mi dice che mi ama, che vuole riprovare, che ha avuto paura. Decidiamo di riprovare, continuiamo a fare avanti indietro tra Argentina e Italia, sempre restando più tempo con la sua famiglia che con la mia.

Lui laggiù ha amici, famiglia, hobby, una piccola impresa, mentre io mi sento sempre più sola. Non riesco a fare amicizie vere e proprie, sono solo amici suoi, sono tutti disponibili ma io mi sento in più o sono io che mi isolo non so. Lui poi in questi anni mi confessa che nella pausa sì è baciato con un'altra (c'era bisogno di dirmelo?), io dal canto mio gli son stata sempre fedele.

Lui è estroverso, possessivo, geloso, pieno di energie, siamo gli opposti come si dice! Fin quando, la scorsa estate, inizio ad avere dubbi, ne parlo con lui, gli dico che quest'anno invece di andare 6 mesi a casa sua potremmo fare un'esperienza diversa, che ne so andare in Australia qualche mese, siamo giovani lui ha 24 anni io 28, non abbiamo grossi problemi o impegni che ci impediscano di farlo.
Mi dice che probabilmente sono stressata dalla stagione al mare, che quando finirò di lavorare mi passerà, la stagione è finita ma i miei dubbi continuano, tanto che ho deciso di non prendere l' aereo per l'Argentina e di rimanere dai miei genitori, per riuscire a capire qualcosa. Lui ovviamente si è arrabbiato, mi ha detto di andare, sono 3 mesi che non ci vediamo.

A volte mi dico cosa hai fatto? Altre volte mi dico era quello che dovevi fare!
Sono nel caos ma sopravvivo, riesco ad andare avanti, a fare progetti per me stessa, e questo è quello che mi fa andare avanti. Io in fondo volevo fare una nostra vita insieme e non seguirlo come un cagnolino. Lui non capisce o non vuole capire. Mi dice che non ho pazienza, che tutto quello che devo fare è aspettare (?), che un giorno non servirà che lavori, ma farò la mamma e la casalinga.
Ma se, nel frattempo, mentre aspetto, lui decide di lasciarmi, rimango con un pugno di mosche, mentre lui invece ha continuato a fare la sua vita e i suoi progetti, in cui io non sono inclusa ma solo "aggregata", così mi ha detto qualche giorno fa: io mi sono aggregata alla sua strada.

Non voglio essere aggregata ma protagonista, e forse si è arrabbiato perché mi sono ribellata. Deve sapere che sono una persona calma, tranquilla, disponibile, voglio accontentare tutti, ma mi sono accorta che più ti fai in quattro per gli altri, meno ti ringrazieranno, anzi, in cambio vorranno sempre di più, ho deciso che è tempo anche di pensare ai miei progetti, di fermarmi a riflettere
La ringrazio se vorrà leggere la storia di una ribelle! Un abbraccio!
N.

Cara N,
in effetti ho poco da aggiungere. Non so se la vostra storia sia davvero alla fine, magari Cristian si renderà conto che la vostra è una situazione di diseguaglianza e, invece di litigare, cercherà una soluzione isieme a te.
Ma devi tenere conto del fatto che, se tu non hai niente da perdere a tentare la sorte in un terzo continente, per lui è diverso: nel suo paese non ha solo la famiglia -che mi pare ti pesi un po'- o gli amici, ha una piccola impresa. E magari ci tiene, magari le parentesi italiane per lui sono soltanto viaggi obbligati, per riuscire a portare avanti il suo progetto a cui mi pare tu non dia abbastanza peso.

Allora quello che ti consiglio è di cercare di interessarti alla sua attività argentina, di cercare di lavorare con lui, collaborare al successo del progetto, che è una cosa che potrebbe riavvicinarvi e ti lascerebbe meno tempo per intristirti.

O, in alternativa, potresti cercare lavoro là e farti una cerchia di amicizie indipendente dalle sue. Lo so che è difficile integrarsi in gruppi consolidati da anni di ricordi comuni.

Insomma, potresti dimostrare che non ti aggreghi, ma che sei in grado di avere una vita indipendente.
O ancora, da ribelle, puoi partire tu per l'Australia e cercare di costruire qualcosa di più solido di un avvenire di lavori stagionali.

Se davvero hai un sogno, realizzalo, in Argentina o in Australia, non lasciati scoraggiare. E non essere tanto pessimista: la gente di sicuro è incattivita dalla crisi, ma non tutti sono ingrati come pensi, devi concederti il tempo di trovare le persone giuste.
Buona fortuna ribelle!
Antonella

di Antonella Viale

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