Magazine Lunedì 13 gennaio 2014

Il Premio Nobel Günther Grass dice addio alla scrittura

Günther Grass
© Günther Grass / Facebook

Magazine - «Adesso ho 86 anni, non credo che scriverò ancora un romanzo». Con queste parole, raccontate al cronista della bavarese Passauer Neue Presse, il Premio Nobel per la Letteratura Günther Grass annuncia l'addio alla scrittura.
Nel numero del quotidiano in edicola oggi, il romanziere tedesco afferma di vedersi costretto a salutare la scrittura per sopraggiunti limiti di età, preferendo dedicarsi nell'estrema fase del proprio tramonto alla grafica e al disegno ad acquerello, antica passione che - spiega al quotidiano tedesco - «fece spuntare i miei primi testi».

Una passione certamente meno impegnativa rispetto alla scrittura per l'anziano Grass, che alla Passauer Neue Presse spiega come preferisca non addentrarsi nella stesura di un nuovo romanzo - che lo occuperebbe tra i cinque e sei anni - senza avere la certezza di poterlo riuscire a concludere. Piuttosto che consegnare alla storia bozze inedite e materiali grezzi destinati inevitabilmente a trovare la via della pubblicazione postuma, il Nobel preferisce abbandonare del tutto la penna.

Il testamento letterario dell'autore nato a Danzica nel 1927, che con le pagine autobiografiche de Il tamburo di latta è stato in grado di ritrarre il passaggio della Germania dal Nazismo alla divisione post bellica, resterà dunque Camera oscura, pubblicato cinque anni fa. Un romanzo che insieme alla raccolta di poesie Eintagsfliegen, data alle stampe lo scorso anno in occasione del di lui ottantacinquesimo compleanno, segna la più recente pubblicazione dello scrittore tedesco.

Come già Philip Roth, che aveva annunciato l'addio alla scrittura attraverso un periodico importante, ma dalla tutto sommato scarsa circolazione, anche Günther Grass sceglie di comunicare al mondo la volontà di appendere la penna al chiodo attraverso le pagine di un quotidiano locale, rinunciando alle reboanti platee e alle eventuali polemiche che negli ultimi anni ne hanno accompagnato ogni uscita pubblica.

Nel 2006 infatti Grass confesso di aver militato da volontario nelle SS naziste, arruolandosi giovanissimo - poco più che bambino - tra le file scelte del Reich più estremo, ortodosso e sanguinario. La confessione pubblica, giunta a 78 anni attraverso un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung per «togliersi un peso dalla coscienza», scatenò un vespaio di polemiche e gettò moltissime ombre sull'intera vita di uno scrittore che - fin dall'immediato dopoguerra - diventò un simbolo del pacifismo e uno strenuo oppositore della riunificazione delle due Germanie, nonché un attivo promotore del dialogo tra la nuova Germania e Israele.

di Matteo Paoletti

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