Magazine Venerdì 3 gennaio 2014

«Sono l'amante di un uomo sposato. E mi sento in colpa»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Salve,
sono una ragazza di 23 anni. Circa a febbraio/marzo 2013 mi sono lasciata con un ragazzo dopo due anni; verso la fine della nostra storia, quando le cose tra noi erano piuttosto incrinate ho iniziato a vedermi alla sera, dopo lavoro (studio all'università e nei weekend lavoro come cameriera), con un mio collega (E.), di 36 anni sposato, con un bimbo di 2 e una bimba (a quell'epoca) in arrivo.

Abbiamo iniziato a vederci e sfogarci l'uno con l'altra, a parlare della nostra vita, dei problemi.. Lui mi diceva che con la moglie non andavano più le cose da un po', da quando era nato il bimbo (due anni prima, data coincidente con il loro matrimonio).
Nonostante tutto a gennaio sua moglie è rimasta incinta. Una sera, tra noi due, un bacio.

Nello stesso periodo io e il mio ragazzo ci lasciamo. Io ed E. iniziamo ad affezionarci l'uno all'altro in maniera anche importante, lui dice di aver capito di non amare più la moglie tant'è che ora se n'è andato di casa, senza avere un reale posto dove stare.

La moglie gli pose determinate condizioni, nonostante avesse saputo della nostra "storia": se rimani qui devi cancellarla dalla tua vita! Ma lui non ha alcuna intenzione di eliminarmi dalla sua vita per far star bene lei. Vuole stare con me.

Io non so che fare! È una situazione estremamente difficile, più grande di me. Sensi di colpa, pensieri, rimorsi. Ho sbagliato? Certe volte ho pensato di sì, mi son sentita spesso una "rovina famiglia", cosa che sono per la moglie (a detta sua).ù

Ma da ciò che mi dice lui i problemi c'erano già prima tra loro ed io l'ho aiutato a prendere una decisione.
Ho bisogno d'aiuto
,
Giax

Buongiorno Giax,
Lei chiede aiuto ed io sarei ben contento di poterla aiutare. E per farlo avrei bisogno di capire un po meglio quale  tipo di aiuto si aspetta. Ma non avendo altro che quello che lei mi scrive, pensavo di aiutarla a capire meglio cosa sta vivendo riorganizzando la sua mail e spostando, nel testo, la posizione di alcune sue frasi.

Adesso vorrei riproporgliele come le ho ricostruite seguendo la mia interpretazione. Lei dice di sentirsi in una «situazione estremamente difficile, più grande di me» e vi aggiunge «sensi di colpa, pensieri, rimorsi», per finire con «non so che fare» e la paura di avere «sbagliato».

Ma, a costo di essere ripetitivo: non ho ben compreso come mai lei abbia  paura di aver  sbagliato. Sbagliato cosa? Non mi sembra che nella sua condotta ci sia qualcosa di così grave e allo stesso tempo non credo proprio di essere, io, nella posizione di poter dire, agli altri cosa è  giusto e cosa sbagliato.
Quello che, invece credo di poter fare, è di riuscire a fare notare le incongruenze e gli aspetti poco chiari nelle storie che mi raccontano.

Quindi, senza nessuna pretesa di avere la bacchetta da direttore d'Orchestra, sa cosa ci trovo di stonato in tutta questa soria? Quel nonostante tutto che non spiega mica poi cosi tanto bene il come mai la moglie del suo lui sia rimasta incinta in un momento così, critico (?) della sua vita coniugale.

Capisco le incomprensioni, capisco le confusioni e capisco che non sia facile far andare sempre tutto bene. Ma proprio perché, le cose tra il suddetto lui e sua moglie, in quel periodo, le cose non andavano per niente bene, mi è difficile pensare che questo non trascurabile evento sia avvenuto casualmente. E dunque questo nonostante tutto mi lascia molto perplesso.

Ma, ovviamente, tutto questo non riguarda certamente lei, anche se la riguarderà nel momento in cui dovrà decidere quanto potersi fidare di un lui dai comportamenti così difficili da definire come affidabili.

Adesso non so lei cosa ne pensa, ma io ho messo  insieme tutti questi pensieri e mi sono ritrovato a riflettere sulla sua storia che dovrebbe seguire questo filo.
Lei ha 23 anni, si trova a interrogarsi su che relazione avere o non avere con un uomo che sicuramente le piace e che è più grande di lei di 13 anni (che, vista la sua età, non sono molti ma neppure pochi).
Un uomo che, a 36 anni (che, in senso assoluto, non sono tanti ma neppure pochi) lascia una moglie e due figli perché, «non la amo più» (frase che oramai più che un motivo è diventato quasi un trito cliché) ma nulla dice su che cosa intende fare rispetto alla relazione con i suo i  due figli, piccoli, (di cui uno arrivato "nonostante tutto" ), di cui, comunque, è il padre ne dice che cosa intende fare della sua vita visto che se ne va via di casa «senza sapere realmente dove stare».

A questo punto io non sarei preoccupato di capire dove lei può avere, eventualmente, sbagliato.
Non sarei preoccupato perché, in realtà, a leggere quello che scive lei, di colpe, non ne ha. A parte quella di essere una, immagino, splendida ventitreenne, affascinata da un bel trentaseienne così intraprendente e dalla vita così intrigantemente tormentata da averla affascinata.

Piuttosto sarei preoccupato, e forse anche lo sta già pensando, di quali sbagli potrebbe fare in futuro, nel portare avanti questa storia.
Perché è noto che i belli e tormentati sono così tanto attraenti quanto pericolosi. E l'amore, spesso, gioca strani scherzi.
Tant'e' che in inglese si dice to fall in love... dove fall significa cadere e già questo aiuta a capire perché, a volte, cadendo nell'amore, ci si fa male.

Ecco, dopo aver scritto tutto questo, mi viene in mente che siamo tornati al punto di partenza. Lei parla di sensi di colpa e di rimorsi e di sbagli che, sempre che lei non abbia dimenticato di raccontare qualche altro dettaglio nel suo racconto non hanno motivo di essere.
E dunque l'unico aiuto che le posso dare è quello di ricordarle che, al massimo, lei può prendersi le sue responsabilità ma non dovrebbe farsi carico delle responsabilità altrui.
E la sua responsabilità in questa storia è che lei  deve ricordarsi che ha 23 anni e una lunga vita davanti a sé, fatta di tentativi, che poi lei chiamerà esperienze. E saranno queste esperienze che  costruiranno la storia la sua vita, sia che siano andati bene o male. La faranno diventare una persona piu grande e matura ed ha ancora molto tempo e molte risorse per fare, disfare e rifare ancora, prima di capire come stanno  le cose (ammesso che qualcuno, prima o poi, arrivi a saperlo davvero).

Forse non ha bisogno di nessun aiuto, se non di sapere che c'è chi condivide la sua stessa tutubanza ed indecisione. Lei si trova davanti a una scelta difficile. Una situazione di fronte alla quale tutti sanno dare buoni consigli ma in cui, poi, nessuno può vantare di aver dato un altrettanto buon esempio, né, sinceramente, pensare di essere cosi tanto superiore da darle delle soluzioni davvero sagge.

Da parte mia, a questo punto, l'unica cosa che mi viene da dirle (e mi sento un vecchio moralista nel dirlo) è che spero solo che, in questa situazione, non si ritrovi, anche lei, incinta «nonostante tutto» e poi, magari, anche lasciata.
Perché, si sa: l'amore viene, l'amore va!
Per il resto ho buoni motivi per augurarle, davvero, Buon Anno Nuovo.

di Marco Ventura

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