Concerti Magazine Venerdì 12 luglio 2002

Goa Boa: terza giornata

E' stata la giornata del ritmo, del tambureggiare allegro dei neuroni e del sincopato battito del cuore.
Sarebbe bello sapere da fonti certe che le giornate del GoaBoa hanno un tema: credo che più o meno "inconsciamente" gli organizzatori abbiano stilato il programma delle esibizioni secondo un certo fil rouge!
Ecco perchè parlo di una giornata dedicata all'adrenalina più sana capace di entrare in circolo dopo un solo accordo di bassochitarrabatteria. Tutti gli artisti presenti in scaletta avevano in comune una chiara propensione alla promozione del ballo, in qualsivoglia forma!

E' quello che ho potuto constatare fin dal mio concitato arrivo a Ponte Parodi, grazie ai genovesi The Dynamics, ultima scoperta, nonchè produzione, del riccioluto singer delle Voci Atroci. Una formazione funky accattivante e coinvolgente, soprattutto per il sapiente uso della sezione ritmica. La voce del cantante, persa tra ammiccamenti al repertorio acid jazz e veri e propri miagolii, conferisce una nota di colore in più ai già vivaci pezzi. Bravi guaglioni, capaci di animare la piccola folla assiepata sul piazzale senza che questa conoscesse un solo loro brano: sono bastati pochi accordi di basso per risvegliare gli animi.

Ecco arrivare Tricarico: porta con se due retine di plastica in cui sono contenute alcune palline di gomma. Si riveleranno essere piccoli omaggi per il pubblico, feticista come non mai: coppiette in lite per accaparrarsi una delle palline autografate, da non credersi. Il milanese un po' naif sfodera i singoli che ce lo hanno fatto conoscere, e tutti si ritrovano a canticchiare "Io sono Francesco", inveendo- forse ricordando trascorsi poco felici sui banchi di scuola- contro la maestra insensibile della canzone.
Tricarico ha gli occhi azzurri, una voce profondissima e un sorriso che non ti aspetteresti mai così aperto e tranquillo, dopo aver visto i suoi videoclip nei quali ha sempre un'espressione imbronciata. Le sue doti vocali non sono eccezionali, ma i testi delle sue canzoni, semplici, un po' surreali, fatti di colori, di emozioni genuine, di stelle, di pesche, di baci e di carezze, di tanti tanti soli (come nei disegni dei bambini, dove sono immancabili gli uccellini a forma di "v" e le casette col tetto a punta, avete presente?) sono decisamente carine, supportate da una buona sezione musicale. Tra i membri della sua crew ho visto aggirarsi il batterista degli Snaporaz: chi di voi li ricorda al concerto tenutosi all'Acquasola un anno fa, alzi il mouse!

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