Magazine Mercoledì 11 dicembre 2013

«Sono fuori corso e agli esami mi blocco». La Posta del cuore

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Magazine - Gentile Dott.ssa,
sono una studentessa di Economia al primo anno fuori corso. Sono sempre stata una studentessa modello, ho sempre studiato ottenendo ottimi risultati anche in materie di cui non mi sono mai interessata.

I veri problemi sono cominciati durante il quinto anno delle superiori: non so perché, non studiavo e mi presentavo alle interrogazioni quasi impreparata, ma riuscivo a cavarmela con un po' di abilità e fortuna. Fu un periodo di totale blocco, tant'è che mi presentai all'Esame di Maturità sapendo solo la metà di tutto il programma.
Ormai non riuscivo a toccare più un libro e decisi che non ero pronta per iscrivermi all'università. Ma, essendo sempre stata una studentessa modello, i miei genitori non vollero sentire ragioni e fui iscritta a Economia senza che lo volessi.

I primi anni sono stati un inferno e lo sono anche adesso: mi tengo incollata ai libri, ma le nozioni non mi entrano in testa, mi sconcentro, ecc. Inoltre, una settimana prima dell'esame di turno, mi sento male per non essermi impegnata al 100% e rimando l'esame (sempre!). Quindi ecco del perché dei pochi voti registrati sul libretto (oltre al fatto che gli anni scorsi ne ho rifiutati un bel po' perché erani inferiori a 25).

L'economia in sè mi piace, ci sono materie che non mi entusiasmano ma il corso in generale è accettabile e comunque mi permetterà di fare il lavoro che desidero. Però, nonostante questo, non riesco ad affrontare gli studi come vorrei.
I risultati sono buoni, ma sono molto lenta nello studio e la mia concentrazione è davvero pessima.

Sono bloccata da troppo tempo e ho paura di rimanere parcheggiata in università per anni. Ho pensato spesso di ritirarmi, ma sono sempre stata una ragazza che non ha portato a termine i propri progetti e ho sempre abbandonato i miei hobbies (non so cosa voglia dire la parola "costanza"); quindi non vorrei deludere nuovamente me stessa abbandonando anche questo "progetto".

Adesso mi mancano 4 giorni per un esame: nella prima metà dell'esame ho preso 30 e non ero molto preparata, ma questa volta non ho proprio studiato, sono rimasta incollata al libro senza acquisire una nozione. Non so proprio cosa fare.
Mi vergogno a frequentare corsi di studenti del primo/secondo anno, quando alcuni dei miei compagni si sono laureati a novembre.

Francesca

Cara Francesca,
davvero non posso aiutarti, perché non mi dici niente di te, mi parli solo del tuo problema. Ma senza descrivere il contesto: che altro fai? hai un ragazzo? hai degli amici? com'è la relazione con la tua famiglia? sei figlia unica o hai fratelli/sorelle? se sì, sono più giovani o più grandi? com'è il loro rendimento scolastico?
Se credi puoi riscrivere parlando meglio di te.

Qualcosa tuttavia posso dirti: innanzitutto che non sei l'unica a avere questo problema, sono tantissimi gli studenti nella tua situazione, ma loro -in passato- mi hanno descritto la situazione generale e la loro vita e sono riuscita a scovare le radici del problema. Questa è la buona notizia.

La cattiva è che questa storia dura da troppi anni e nasconde un problema che ormai deve essersi radicato abbastanza profondamente. Dato che l'incostanza, come del resto la pigrizia, non esistono ma sono i sintomi di altri problemi, ti consiglio di cercare un buon professionista -e cercalo mon molta attenzione, con questo argomento non si scherza- che ti aiuti a cercare in te stessa (e anche in chi ti circonda, questa storia dell'iscrizione coatta all'università non mi è piaciuta) l'origine di un problema che quasi sicuramente non è grave di per sé, ma può compromettere tutto il tuo futuro.

Fatti coraggio e mettiti in gioco per davvero. Spesso è la paura a manifestarsi in questo modo.

Ciao e, coraggio!

di Antonella Viale

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