Concerti Magazine Giovedì 11 luglio 2002

È tutta una questione di panini

TEOREMA: "Il pubblico e la qualità di un concerto crescono linearmente col numero di camioncini porchettari che vendono hot-dog"
COROLLARIO: "Purtroppo anche il prezzo dei panini"

Nessuno meglio di questi sfamaventenni riesce infatti a prevedere quale sarà l'affluenza dei mangianti e l'appetito degli affluenti; vanto massimo per ogni organizzatore è quindi avere davanti ai propri cancelli più camionette dei rivali: davanti allo Zapata ne staziona, in genere, uno, i concerti al Porto Antico oscillano tra due e tre, Renato Zero è riuscito a portarne dodici in piazzale Kennedy. Ieri ne ho contati dieci, tutti pronti ad ingozzare l'orda di barbari che, travestiti da around 18, stavano invadendo l'area dove i gruppi più follacoinvolgenti di questo festival li avrebbero fatti ballare e, forse, riflettere.

I Boogamen, piatto ormai tipico della cucina musicale genovese, sono i primi di quella che sarà una serata tutta in levare. Nonostante il sole sia ancora alto e l'ora quasi mattutina, riescono ad avere la loro buona fetta di pubblico danzante.

Se anche Slackers e King Prawn riescono ad ottenere un buon numero di ginocchia saltellanti al ritmo del loro basso è con il tramonto e l'ingresso dei Punkreas che ponte Parodi comincia a pensare di non farcela sotto il peso di milioni (esagero) di piedi danzanti.

La folla è davvero tanta ed è un attimo per me perdere i miei amici. Vago quindi da solo sperando di ritrovare qualcuno ma evidentemente la geniale idea «se ci perdiamo ci becchiamo lì, sotto il secondo lampione» era venuta a noi come ad altre due o tremila persone. Lì sotto giovani ragazze cercano il grande amore della loro vita conosciuto qualche ora prima. Ma a dire il vero non se lo ricordano tanto bene «Aveva una maglietta degli Ska-P» pensano immerse in un esercito che di quella maglietta ha fatto la sua divisa. Trovo gruppi di amici che si abbracciano e cercano di nascondere la commozione per essersi ritrovati, ho visto una ragazza far annusare un berrettino (degli Ska-P) a un buttafuori ed implorare: «Ti prego, ritrovalo, segui la traccia». Ho sentito almeno venti persone dire «Finalmente! Dove eravate finiti? È un'ora che vi cerco! Vado a fare un giro» e riscomparire tra la folla lasciando gli amici un po' perplessi e nuovamente soli. Un sociologo americano ha calcolato che ad un concerto si passa la metà del tempo a ricercare i propri compari, un buon 20% a chiedersi «ma dovevo proprio venire con loro?» e il restante 30 a perderli nuovamente.

Finito il turno degli Ska-P l'età media sotto il palco subisce un’impennata. Non sono più l'unico maggiorenne (se qualcuno si fa male la responsabilità è mia?), ma passo ad essere il più giovane tra chi segue Giuliano Palma dai tempi dei Casino Royale e chi non ha più quintali di rabbia da scaricare e preferisce le sonorità leggere, sempre in levare, dei Bluebeaters.

MaSa

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