Magazine Martedì 2 luglio 2002

Una pizza con Lawrence e Alejandro

Ma chi lo avrebbe detto che in una calda sera di giugno, mi sarei trovato faccia a faccia con Ferlinghetti (nella foto) e Jodorowsky?

È dagli anni '70 che ammiravo questi due artisti; il primo per le sue liriche scorrevoli, per le sue poesie che seppur tradotte conservano la musicalità dei grandi del novecento; l'altro mi aveva impressionato con due film, La Montagna Sacra e El Topo: erano tanto carichi di simbologie e mistero da perdercisi dentro... Uno 83 anni, l'altro 73, conservano una vitalità da far invidia ai ventenni che devono affrontare il terzo millennio: loro, come artisti, bisogna dirlo, ci sono già stati.

La sera precedente (il 29 giugno) li avevo ascoltati duettare al (un evento che sta crescendo sempre più), e ieri (domenica 30 giugno), dopo aver ascoltato, con emozione, , eccoli di nuovo in una trattoria del centro storico.

Eccomeli davanti a mangiare una pizza. Un'altra grande emozione. Allora posso dire che Genova è proprio il centro del mondo; basta un desiderio espresso anche tanti anni fa; basta aspettare, ed ecco che sotto casa si realizza il sogno. Quasi per caso. Quasi... bisogna dire "quasi" per pudore, per non sembrare noi il centro di un altro centro che consuma un destino piccolo piccolo: il nostro.

Grazie Genova: non c'è niente per caso.


Giorgio Boratto
di Donald Datti

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