Magazine Martedì 12 novembre 2013

Studio o lavoro? I dubbi di un universitario alla Posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
ti scrivo in quanto leggendo alcuni post, ho visto che hai saputo consigliare bene altre persone che come me, purtroppo si trovavano in una situazione di confusione. Ti racconto la mia vicenda.
La mia famiglia possiede un'azienda bene avviata anche se con diversi problemi dovuti oltre che all'economia in generale anche a cattive azioni da persone (tra cui anche parenti).

Mi ritengo una persona abbastanza intelligente in quanto la scuola per me non ha mai rappresentato un enorme sacrificio poiché mi piaceva abbastanza studiare e ottenevo voti che, anche se non eccellenti, comunque mi bastavano (media del 6-7)

Già al tempo dell'esame mi è capitato una cosa che non mi era mai capitata... non riuscivo a studiare o meglio a ricordare (come mi capita adesso) ciò che io avevo elaborato tanto è vero che alla prima prova mi bloccai e dovetti farla poi in meno di un 'ora e mezza.
Con tutto ciò mi sono diplomato.

A dirti la verità sono stato sempre stato innamorato dell'azienda di famiglia poiché ci sono cresciuto all'interno o forse anche a causa del male che abbiamo ricevuto e che fin da piccolo ho avuto la convinzione di riscattare sia l'azienda sia la mia famiglia nei confronti del popolo e di queste persone fino a ridurle nel modo in cui loro ci avevano ridotto all'epoca.

Finito il diploma io avevo una mezza idea di continuare gli studi in quanto comunque sono consapevole che una maggiore cultura aiuta sempre nella vita, ma comunque resta ferma nella mia testa l'idea di dover riorganizzare la mia azienda e cercare di risolvere qualche problema.
Comunque per fartela breve (un po' anche costretto da mia madre) mi sono iscritto all'università ma come sono lì mi sento male ho la nausea non riesco nemmeno a studiare a casa e cio mi porta a pensare che io non sia adatto a tale mondo.

Non appena invece sono in azienda mi prendono i sensi di colpa poiché penso: è la scelta giusta questa? sto dando comunque collera a mia nonna e mia mamma! cosa fare? Nonostante io mi sia fermato, abbia pensato, abbia parlato con molte persone non riesco a prendere una decisione.
Ti prego aiutami non so cosa fare!!
A presto...
Ciao,

Pablo

Caro Pablo,
questa volta non so se sarò davvero d'aiuto. Perché tu la decisione l'hai già presa e lo sai, ma non sai come affrontare i tuoi.
I tuoi blocchi dipendono quasi sicuramente dal rifiuto degli studi e forse anche dal fatto che nel mondo universitario è più difficile integrarsi, specialmente se sei fuori sede.

Peccato che questa volta mi schiererò con i vecchi, per ragioni a cui forse non hai pensato. Sei arrabbiato. Qual è il confine che separa il riscatto dalla rivincita?
E se parti pensando alla vendetta -parola grossa, lo so- avrai la mente offuscata dal rancore e ti mancherà la lucidità per fare quello che vorresti: cioè cambiare diverse cose.

Tua madre e tua nonna secondo me lo hanno capito e vogliono che tu maturi e prenda le distanze. Sono d'accordo con loro. Lo so che soffri, ma se davvero hai una volontà di riscatto positiva, devi seguire la strada più lunga e faticosa.

Aggiungerò che non spieghi cose importanti: studi a casa o fuori sede? Nel primo caso, che cosa ti impedirebbe di studiare e lavorare insieme? Conosco tanta gente che lo ha fatto.
E poi: quante persone lavorano per voi? Come prenderebbero l'inserimento del figlio dei padroni in un ruolo dirigenziale da subito?

Un tempo, quando le industrie funzionavano, se il figlio del padrone proprio non voleva studiare, iniziava dal basso, faceva la gavetta e poi affiancava i genitori.
Se si laureava, era come se fosse giustificato, ma iniziava sempre con un ruolo subalterno a quello del genitore e imparava tutto il necessario prima di portare il nuovo in azienda.

Pensaci bene su, perché ho la sensazione che ti aspetti cose che invece dovresti prima guadagnarti.
E che tu sia spinto da impulsi emotivi troppo forti. Invece per guidare un'azienda servono freddezza e lucidità.

Coraggio, Pablo, hai davanti un lungo percorso qualunque sia la tua scelta.
Se non altro ora sai quello che vuoi e anche perché dovresti aspettare per ottenerlo.
Ciao,

di Antonella Viale

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