Magazine Martedì 3 dicembre 2013

«Il mio ragazzo pensa ancora alla sua ex»

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Magazine - Caro dottore,

le scrivo come tante e anche se dentro di me penso di avere già la risposta, ho bisogno di un suo consiglio.

Dunque, il mio ragazzo mi ha chiesto una pausa perché non è più sicuro di amarmi. Questo succedeva tre settimane fa.
Ha pianto tanto prima di andarsene, mi ha ridato la chiave di casa mia, dicendo che non sa più cosa prova per me, se mi ama, o se mi vuole solo bene. Io all'inizio, gli ho detto di prendersi del tempo, di chiarirsi le idee, perché io sono convinta che lui mi ama e che ha solo bisogno di capirlo anche lui.

Alla sera però, l'ho chiamato e ho parlato per un'ora mentre lui mi ascoltava, solo alla fine mi ha ringraziato per le mie parole e mi ha detto che ho ragione su tutto. Ho provato a fargli capire come mi sento io.

È la seconda volta che chiede un po' di tempo per schiarirsi le idee; la prima volta era successo due settimane prima, quando mi ha detto che pensa ancora alla sua ex - donna sposata con due bambini, con la quale ha avuto l'anno scorso una specie di avventura - e che vuole capire se prova ancora qualcosa per lei.
La incontra, vanno di nuovo a letto insieme e capiscono che in realtà si vogliono solo bene, ma che lui ama me e lei ama il suo marito. E così si lasciano decidendo di sentirsi qualche volta.

Torna da me, mi racconta tutta la verità. Io non sapevo nulla dell'accaduto. Decido di andare avanti con la nostra storia e di lasciare il passato alle spalle.

Tornando alla telefonata: gli spiego che non voglio accanto a me una persona insicura e che non può cambiare idea da un giorno all'altro. Prima mi dice che io sono la donna della sua vita, mi riempie di messaggi, di telefonate, di mail e il giorno dopo mi dice esattamente il contrario. Si deve decidere; se vuole me, deve capire che sarà per sempre, altrimenti che non torni. Ma qualsiasi decisione prenda, voglio che me lo dica in faccia, da persona adulta.

Durante queste tre settimane, gli ho mandato solamente un sms per chiedergli se viene ancora a fare una visita che aveva prenotato prima. Un sms normale. Gli chiedo «come va?» per educazione e lui mi risponde che fisicamente sta bene, che mentalmente sta facendo chiarezza, ma che ha bisogno ancora di un po' di tempo.

Mi chiede come sto io, io gli rispondo sempre con un sms che sto bene, che mi godo le belle giornate vicino al mare. Lui risponde di nuovo e dice che è contento che io stia bene e mi chiede scusa per il male che mi sta facendo. Io non rispondo più e dal sabato scorso nessun segno di vita.

Penso che il suo «ancora un po' di tempo» si sta allungando un po' troppo e poi, come faccio a credere che sta davvero facendo chiarezza nella sua mente, o se parla di nuovo con quella donna per tornare insieme a lei?

Penso di averle raccontato come stanno davvero le cose e ripeto, anche se un'idea di cosa devo fare ce l'ho, avrei bisogno di un suo parere.

Grazie mille,
Carli



Buongiorno Carli,

Come forse saprà già questa cosa del periodo di pausa non mi ha mai convinto. E, nella mia esperienza, ho avuto modo di dover prendere atto del fatto che chiedere una pausa  è solo un modo molto soft (ma anche molto subdolo) per nascondere agli altri e forse anche a se stessi, che quello che ci interessa realmente è di tenere in piedi due situazioni senza doversi impegnare troppo.

Una versione molto melensa del tenere ilpiede in due scarpe (o piu di due). E mi scuso se dicendo cosi posso apparire riduttivo, ma a volte la spiegazione più semplice è anche la più  illuminante. Non nel senso che sia davvero la più giusta (e non conoscendo le persone coinvolte sarebbe poco serio), ma che sia la prima da tenere in considerazione (sino a prova contraria).

E dovrei anche precisare che questa mia opinione si riferisce non tanto alla richiesta di avere tempo per pensarci, esigenza più che lecita nei casi di scelte impegnative, quanto sulla dimensione temporale di questa richiesta.

Mi spiego meglio; se una grande azienda le offrisse un interessante posto di lavoro e lei, per accettare o rifiutare, chiedesse un po di tempo per pensarci, quanto tempo le verrebbe concesso? Due giorni? Tre? Quattro? Non credo molti di piu. Non certamente un mese.

E sicuramente non un tempo indefinito.

E questo per almeno due motivi: il primo è che mentre uno pensa, l'altro che fa? Dovrebbe restare congelato in trepidante attesa? O è autorizzato a sperimentare nuove alternative? E perche mai uno dovrebbe essere costretto a vivere  uno di questi due ruoli a tempo indefinito? 
Il secondo motivo, non meno importante, è che se una persona non riesce a decidere in due o tre giorni vuol dire che, in realta, le proposte non sono cosi tanto interessanti da superare l'impasse. Assolutamente lecito.

Credo che ognuno debba fare chiarezza dentro di sè e prendersi tutto iltempo necessario. Ma, per tornare all'esempio di prima, se lei non risponde entro qualche giorno l'azienda assume un altra persona. Chiaro?

Ovviamente non stiamo parlando di lavoro e di assunzioni in azienda. Stiamo parlando di affetti, di sentimenti, di speranze e desideri, ma a pensarci bene la dinamica e la tempistica sono molto simili.

Ma proprio perche parliamo di persone, di affetti, di sentimenti, di speranze e di desideri, la pausa di riflessione non può essere né imposta ne accettata cosi superficialmente. E bisogna considerarla in tutte e due le sue componenti.  

Ovvero non è tanto di quanto tempo ha bisogno lui per chiarirsi le idee su di lei (o sulla propria vita), ma di quanto ha tempo si da lei per decidere se ha davvero un senso il pensare di avere un futuro con una persona che, presumibilmente, ha una serie di ottime qualità e che allo stesso tempo è, come lei racconta, inaffidabile, sfuggente e infedele.

Adesso mi dica lei: quanto tempo dà a lui per dimostrarle di essere un compagno affidabile, convinto e fedele? E sopratutto, quanto tempo di attesa dà a sè stessa prima di stufarsi di essere in stand-by?

E, la prego, cerchi di fare in modo che questo suo tempo non sia tutta la sua vita.

Saluti

di Marco Ventura

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