Magazine Lunedì 11 novembre 2013

Chiuso per lutto di Gianni Simoni. La recensione

Duomo di Brescia

Magazine - Con Chiuso per lutto (Tea 2013, pp. 266, 13 Eur), il terzo romanzo pubblicato dalla Tea dall’inizio del 2013, Gianni Simoni, inchinandosi alle tante richieste dei fan, riporta di buon grado sulla scena letteraria l’accoppiata vincente Petri e Miceli, rispettivamente giudice in pensione e commissario di polizia, per il settimo, dico settimo, episodio della godibilissima saga investigativa bresciana.

Nel suo ritorno all’ambientazione nel territorio che gli è più congeniale, la Brescia che l’ha visto giudice istruttore dal 1974 al 1985, Simoni ci mette a diretto contatto dell’ambiente provinciale cittadino per costruire un giallo dal taglio indubbiamente anomalo.

Per oltre novanta pagine infatti si permette, stravolgendo tutte le regole del thriller, di farci testimoni del pigro vagabondare dell’ex giudice Petri per strade e stradine del centro e del suo gustoso divagare di fronte a tizianesche forme femminili, nella forse inconscia ricerca di proibite emozioni sentimentali. O magari di far ingelosire la moglie, Anna, in realtà il suo unico vero amore?

Ma poi il giallo imbocca gloriosamente la pista, comincia a rullare, si avvia, dando compiuto senso alla lunga premessa dell’inizio e decolla. Pochi cenni solo per incuriosire.

In quello che avrebbe dovuto essere il suo primo giorno di pensione, una lettera del Ministero informa il commissario Miceli che, per un errore di calcolo, dovrà restare in forza alla Questura, dietro alla scrivania ancora un anno. Superato lo choc iniziale, l’idea non gli dispiace troppo ma nel frattempo, Grazia Bruni, è stata nominata nuovo commissario.
La posizione, troppo stretta per due persone in una città di provincia, li costringe a un divertente balletto di seggiole e di uffici e a operare fianco a fianco con la Bruni come capo e lui in veste di spalla o commissario aggiunto.

Ma non c’è tempo da perdere e il lavoro non aspetta. Detto fatto, dovranno affrontare e sbrogliare due casi di omicidio. Un macellaio di successo, con moglie giovane e procace, e un vecchio professore, che sopravvive in decorosa povertà, sono stati assassinati nelle loro case con inaudita violenza. E il giudice Petri, che li conosceva entrambi, si troverà suo malgrado coinvolto personalmente nelle indagini.

E se all’inizio tutto sembrava facile, lineare, con le soluzioni a portata di mano, ben presto tutto si ingarbuglierà di nuovo pericolosamente. Le piste dei due delitti si sovrappongono, sembrano diventare una sola, finché le tracce si confondono definitivamente e la giustizia è costretta a fare un passo indietro.

E non servirà a nulla che Petri conosca la verità.

Un romanzo vestito di giallo o un giallo vestito di romanzo. Difficile da dire ma secondo me la storia ha una marcia in più. Trama molto piacevole che si fa leggere e con personaggi ormai collaudati. Forse anche per questo i libri di Simoni funzionano sempre.

di Patrizia Debicke van der Noot

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