Magazine Lunedì 4 novembre 2013

Zerocalcare e Gipi @ Lucca Comics 2013: i nuovi fumetti

Lucca Comics 2013
© Michele Lepera
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Magazine - Partecipare al Lucca Comics & Games è sempre un’esperienza: strade affollatissime, stand di libri, fumetti e gadget sparsi per tutta la città. Ma soprattutto è l’occasione, per chi ama fumetti e videogames, di trasformarsi per un giorno nel proprio eroe di sempre. Camminando per strada, non è raro imbattersi in Sailor Moon, Dylan Dog e Dart Fener. Io ho incontrato anche Licia con Mirko dei Bee Hive, Davide Bowie in versione Labyrinth, Mario Bross con funghetti al seguito e zombie di ogni tipo. I travestimenti sono curatissimi e spesso sono realizzati a mano.

Ma il Lucca Comics, che ha animato la città toscana dal 31 ottobre al 3 novembre, è anche l’occasione per acquistare il nuovo fumetto del proprio artista preferito. E spesso i fumettisti sono presenti in fiera per firmare autografi. Peccato che le file per ottenere un disegno sulla copia del libro siano sterminate. I veri appassionati, però, si sacrificano e attendono pazienti il loro turno.

Io non vedevo l’ora di acquistare il nuovo albo a fumetti di Michele Rech, alias Zerocalcare, giovane fumettista romano che oggi è sulla cresta dell’onda grazie alle sue strisce a sfondo autobiografico nate sulle pagine del suo blog e poi diventate libri di successo. Zerocalcare ha presentato al Lucca Comics il nuovo albo, Dodici, che racconta di una Rebibbia – il quartiere dove Michele vive – invasa dagli zombie: «Dicono di me che sono un fumettista generazionale: questa definizione mi sta stretta. In questo senso Dodici è un banco di prova: voglio allontanarmi da questa etichetta, che mi pesa parecchio», spiega Zerocalcare, che parla anche di un nuovo e impegnativo progetto: «Sto preparando una storia che parla di me e della mia famiglia. È un lavoro emotivamente molto impegnativo, che rappresenta la fine di un ciclo».

Al Lucca Comics non poteva mancare Gianni Pacinotti, alias Gipi. Il fumettista ha superato un momento buio, che lo aveva portato ad allontanarsi dalle storie a fumetti: «Il mio nuovo libro, Unastoria, nasce da una situazione complicata: per cinque anni non sono riuscito a disegnare. Non avevo più idee», racconta Gipi, che continua: «Mi sono dedicato al cinema (Gipi ha diretto il film L’ultimo terrestre, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, n.d.r.) e mi sono trasferito a Parigi. Però non ero felice: quella vita fatta di feste e lustrini non faceva per me. Volevo farla finita. Sono finito all’ospedale, nel reparto di psichiatria e lì ho capito che era stata la vanità a mangiarmi il cuore. Credevo che l’amore del pubblico avrebbe colmato il grande buco affettivo che da sempre fa parte di me. Ma quel buco si stava allargando sempre di più».

Poi Gipi ha capito che «tornare a Pisa, tra i miei amici di un tempo, poteva essere la cura alla mia depressione. Ho ricominciato a disegnare. È venuto fuori Unastoria: un libro ostile, che non cerca l’applauso ad ogni costo. Volevo che, leggendolo, risultasse più difficile volermi bene. Ma in questi giorni a Lucca il pubblico è stato molto affettuoso, e ovviamente ne sono felice».

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