Magazine Mercoledì 30 ottobre 2013

Attratta (e abbandonata) da uno sconosciuto. La posta del cuore

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Magazine - Cara Antonella,
una storia assurda la mia.. ora cercherò di sintetizzare: sono sposata e ho un figlio. Un matrimonio credo riuscito, mio marito è un uomo onesto e responsabile, passionale e allegro. Il contrario di me insomma...

Ciò nonostante ho permesso e alimentato per un anno una situazione ambigua e strana con un uomo che prendeva il treno nei miei stessi orari. È cominciata da qualche sguardo, e poi sempre di più, con la vicinanza fisica di questa persona.
Quasi tutti i giorni l'avevo di fianco, nel più totale silenzio. Mi ha sfiorato un paio di volte, il braccio contro il mio. Ho percepito turbamento nei suoi sguardi, a volte occhi nei miei per 40 secondi...interminabili.

Ci sono caduta dentro, precipitando in uno stato di alienazione. Ho fatto una ricerca, avevo visto il suo nome su una busta che aveva in mano, e ho scoperto la sua identità, sposato con figli, lavoro ecc. Un giorno lui mi si è seduto di fianco e ha aperto il suo libro per l'ennesima volta, senza guardarmi in faccia.. Beh, non ho retto l'ennesimo silenzio, questo suo esserci per finta, non voler sapere niente di me.
Avevo le lacrime agli occhi e gli ho piantato in mano un mio biglietto da visita, con nome e telefono. Su avevo scritto per XXXX (il suo nome).
Poi l'ho guardato e sono scesa una stazione prima della mia.

Il giorno dopo è venuto dicendo: «ci presentiamo da persone normali», chiedendo «come fai a sapere chi sono?» Io ho risposto sinceramente e poi ho detto che dopo un anno che prendiamo il treno "insieme", si forse me l'ero sentita di provocarlo, per farlo parlare...

Lui ha risposto, che no, non se n'era accorto, che era un tipo distratto.... bla bla bla.. abbiamo parlato per 2 volte, due viaggi... L'ultima conversazione l'ha conclusa dicendo «ci vediamo in treno». E poi è scappato, cambiando addirittura stazione. E poi l'ho incontrato per caso, per errore e l'ho salutato, solo un ciao. E lui non ha risposto. E poi l'ho incontrato sul treno e non ho più salutato. E non ho più osato guardarlo. E lui uguale, tira dritto, scappa e distoglie lo sguardo.

Tutto bene dirai, uno sconosciuto qualunque che non ti voleva nemmeno conoscere. Fine della storia Tranne che per quella in(spiegabile) sensazione di aver perso qualcosa.
Di essere stata rifiutata in tutti i sensi, anche quello umano e relazionale, non solo sessuale. E per quella domanda che da 5 mesi non mi ha dormire di notte: «ma tu cosa volevi da me?» Domanda che per rispetto del suo silenzio e della sua fuga non posso porre che nelle mie immaginarie conversazioni con lui, mai esistite.
E mi rispondo «niente», non volevi niente, un niente che mi fa piangere,

Evvelina

Cara Evvelina,
in Francia le chiamano allumeuse -sì, solo al femminile- e sono quelle donne che accendono ma si guardano bene dallo spegnere, scappano prima, le provocatrici. In Italia l'unico temine simile è parecchio volgare, ma ci siamo capite.
Hai trovato un allumeur. Non escludo che tu abbia troppa fantasia, ma preferisco crederti, anche perché ho visto comportamente vagamente sadici come questo in altre occasioni, virtuali in genere: uomini che si sotttraggono all'incontro dopo settimane o anche mesi di chat roventi o magari romantiche. Per dirti che non sei l'unica vittima di comportamenti malsani.

Ti ha provocata e poi respinta perché gli piace così, gli dà soddisfazione umiliare le persone, si vendica di qualcosa, non lo so, non ho mai cercato di approfondire e non mi è mai capitato di conversare con uno di questi mostri dilettanti.

Quindi ricomincia a dormire. Non ha respinto te, è uno che respinge con metodo. Non sei una persona, ma uno strumento. E certo che se uno è un professionista dell'umiliazione, sa lasciare il segno. Che schifo di vita deve avere. Mentre tu ne hai una quasi soddisfacente.

Allora ti consiglio di asciugare le lacrime dopo avere riflettuto bene su quello che ti ho scritto, recuperare la dignità che stai perdendo per via di una fantasia che ti ha tenuta occupata e persino allegra per qualche mese. Poi rispondi sul serio all'ultima domanda che ti sei posta.

Può darsi che davvero tu non volessi niente, può darsi di no. Ma di certo volevi evadere. Da cosa? dalla routine? da un marito che descrivi come passionale e allegro oltre che onesto e responsabile?
Su Evvelina, forse hai un'età in cui volevi semplicemente dimostrati di essere sempre capace di sedurre. Bene, hai sedotto tuo marito a suo tempo, riesci a tenerlo con te: non ti basta?
Non sei fatta per le evasioni, cerca delle distrazioni più pericolose e smetti di pensare all'omuncolo. È come se gli dessi soddisfazione anche se non può saperlo.

Ciao,

di Antonella Viale

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