Magazine Martedì 22 ottobre 2013

«Lei vuole sposarsi, io no». La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Cara Antonella,
ho 40 anni, non ho figli, ho un discreto lavoro e una compagna con un rapporto che funzionava alla grande e da qualche tempo ha iniziato a incepparsi. Ti spiego.
Stiamo insieme dalla fine dell'università (ormai son 15 anni) e le cose sono sempre andate bene: conviviamo praticamente da subito e abbiamo condiviso un percorso molto simile.

Abbiamo scelto di non avere figli e di non sposarci. Questa seconda scelta è dovuta a una precisa volontà politica e la militanza ha sempre avuto un peso rilevante nelle nostre vite.

Insomma, il problema grosso, adesso, è che da un po' di tempo la mia compagna ha iniziato a farmi pressioni perché ci sposiamo. Non un matrimonio civile (sul quale avevamo trovato un accordo), ma una vera e propria funzione religiosa, con abito bianco, fiori, prete e tutto il resto.

Ora, questa cosa la trovo un po' ridicola per più ragioni e molto distante da noi e da lei, da quello che siamo e dal nostro modo di vivere.
Mi sembra una parata costosa e poco sensata.
Ne abbiamo parlato più volte e dice che le sembra di aver perso qualcosa andando subito a convivere e che vuole ricominciare tra noi con un passaggio significativo.

Io sono d'accordo, ma quello che non mi va è la funzione religiosa e tutto l'apparato. Lei però non vuole recedere. Io neppure.
Cosa faccio? Vale la pena rompere per una cosa così?
Grazie per l'aiuto,
Giap

Caro Giap,
ho idea che tu non mi abbia detto tutto. La parola sospetta è in fondo alla mail: ricominciare. Ricominciare che cosa? Forse gli screzi non sono inziati soltanto con la proposta di matrimonio?

Vabbè, facciamo conto che i miei dubbi siano infondati: visto quanto sono ancora lontane normative precise sulle coppie di fatto, il matrimonio è una scelta che fanno in tanti e che è assolutamente ragionevole, non solo per i beni in comune, le questioni di successione ecc, ma anche per la banale assistenza di un compagno malato, per esempio. E credo che questo tu lo sappia benissimo. Purtroppo siamo costretti a ritenere il matrimonio una sicurezza. Facciamocene una ragione. In caso di illuminazione -non divina all'apparenza- del Governo potrete sempre divorziare.

La funzione religiosa non ha senso se, come mi pare di capire, non siete credenti. Allora che cosa c'è sotto? Questo devi capire.
Ricominciare con un'azione simbolica è possibile spendendo la stessa cifra con un viaggio di nozze clamoroso in luoghi lontani che abbiano un significato coerente con il vostro vissuto. Mi sembra una controproposta accettabile.
Non la fosse indaga, cerca di capire dove sta il problema, perché di sicuro non è quello dell'abito bianco.

Indaga anche dentro di te e vedi di capire se le scelte che avete fatto sono state davvero sempre condivise.
Sai, a volte l'orologio biologico suona in ritardo: avete mai riaffrontato l'argomento figli? E davvero all'inizio è stata una scelta condivisa? Alla vosta età oggi è normale avere figli.

In sintesi: vi siete messi insieme quindici anni fa, nel frattempo siete cresciuti e cambiati, sei sicuro che lo abbiate fatto sempre insieme e in armonia?
Non sarà invece il caso di rivedere la vostra relazione e capire se per caso non ti sia sfuggito qualcosa di enorme?

Insomma dovresti ascoltare e non ribattere, farle dire le sue ragioni e approfondire. Di sicuro siete dei dialettici, allora parlate. Sereni però, con la volontà di capire.
Desolata di averti risposto con domande, ma non c'è altra strada.

Buona fortuna e soprattutto buon lavoro,

di Antonella Viale

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