Magazine Venerdì 11 ottobre 2013

Eiaculazione precoce: come si risolve? Lo psicologo risponde

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Magazine - Buongiorno,
ho 37 anni le scrivo perché ormai da 8 anni io e mio marito (43) abbiamo problemi sessuali. Lui soffre di eiaculazione precoce da sempre, almeno da quando stiamo insieme (prima dice di no).

In un primo momento (il primo anno) addirittura era disfunzione erettile: tutto ok nei preliminari, ma al momento della penetrazione niente, si bloccava e non la manteneva. Io sono stata molto paziente in ogni modo gli ho parlato,gli ho scritto lettere, ho chiesto spiegazioni…sempre e solo io ho affrontato l’argomento, gli ho prenotato una visita dall’andrologo e successivi esami (dopo 5/6anni).

Lui niente, non dice niente, non parla, non sa perché non affronta l’argomento …niente di niente.

Io lo amo ma non ce la faccio più. Non tanto per la questione fisica, ma quello che meno capisco e tollero è il suo atteggiamento: perché non cerca di risolvere la situazione? La sua non è una malattia degenerativa incurabile!!!

Il suo totale silenzio sull’argomento mi porta a pensare qualsiasi cosa, davvero qualsiasi! Ormai la mia credo sia un'ossessione. L'unica risposta che riesco a darmi è che possa essere omosessuale senza saperlo (o forse sì).

Comunque dopo 8 anni l’altro giorno sono arrivata al punto, avendole provate veramente tutte, di minacciarlo! Gli ho detto che forse era meglio prenderci una pausa e che tornasse da sua madre.

Forse sono riuscita a svegliarlo; pare che abbia trovato un centro e che si sia deciso a parlare con qualcuno.

Aiuto!
Disperata

Buongiorno,
Bene, spero che la sua minaccia sia servita e spero, soprattutto, che suo marito abbia trovato uno specialista che lo abbia convinto a farsi seguire per questa sua problematica.
Io, ovviamente, propenderei per un collega psicologo-psicoterapeuta-sessuologo, visto che, da quello che lei scrive, il problema di suo marito ha ben più che una sola componente, quella della disfunzione sessuale.

Come anche lei sottolinea, accanto al problema più evidente vi è anche una seconda componente più intrapsichica, ovvero la sua difficoltà ad affrontare e risolvere il problema sessuale. E poi vi è la componente relazionale, ovvero il fatto che lei ha dovuto arrivare alle minacce per indurre un cambiamento.
Come vede anche lei, sono ben tre, almeno, le componenti di un problema che credo si siano intrecciate a tal punto da richiedere un intervento altrettanto complesso e delicato. È proprio per questo non credo che la spiegazione possa essere cosi semplice come spesso desideriamo.

A questo proposito le ricordo che i maschi, generalmente, sono molto poco abituati ad avere confidenza con il proprio corpo e le sue manifestazioni. E questo atteggiamento è ancora più marcato nel campo della sessualità, che rimane uno tra gli argomenti preferiti di cui discutere al bar con gli amici, ma che, ad un livello appena appena più approfondito viene accuratamente eluso e negato.

In questo suo marito è in buona (se così si può definire) compagnia, nel senso che molto spesso gli uomini sono molto reticenti rispetto alle proprie problematiche riguardanti le performance sessuali.

L'ipotesi più accreditata è che, se da un lato la virilità è un fondamento dell'identità maschile, allo stesso tempo molti uomini sentono di non aver alcun controllo su di essa e dunque, quando qualcosa non funziona non solo si sentono spiazzati, ma ne risente anche la propria autostima; di conseguenza temono di non essere in grado di fare nulla per porre rimedio alla situazione.

Quindi non trovano niente di meglio che fare finta di niente. Così è sempre più frequente che la spinta ad affrontare il problema provenga proprio dalle compagne piuttosto che dagli stessi uomini che fanno finta che tutto vada bene così.

In altre parole le confermo che lei, alla fine, ha fatto bene a forzare la situazione. Andare a parlare con uno specialista dei propri reali o presunti problemi e intraprendere una adeguata terapia è sicuramente la cosa migliore da fare in queste situazioni. E visto che è un campo in cui sono piuttosto competente (mi occupo di sessuologia da quasi trent'anni) sono anche fiducioso sul fatto che questo possa essere davvero d’aiuto per entrambi.

Saluti,

di Marco Ventura

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