Concerti Magazine Martedì 18 giugno 2002

Festival Musicale del Mediterraneo

Musica che viaggia attraverso i continenti, che oltrepassa i confini, che fa incontrare popoli e tradizioni. È quella che approderà a Genova dall'1 al 6 luglio per l’undicesima edizione del Festival Musicale del Mediterraneo che quest’anno ha scelto di raccontare in suono le MIGRAZIONI dei popoli. Al Porto Antico con un biglietto d'ingresso a soli 8 euro si potrà vedere passare il mondo.

«Abbiamo scelto il tema delle migrazioni per manifestare il nostro sconcerto circa le nuove norme in materia di immigrazione», dice Davide Ferrrari direttore artistico del festival e tra i fondatori di , «ma anche perché la musica ha da sempre oltrepassato i confini e unito le genti, e noi vogliamo testimoniarlo e creare altre occasioni di scambio».

Un programma tra suoni e popoli migranti che ci conduce attraverso LE VIE DEI GITANI, il 1 luglio, dal deserto del Rajastan dove vivono i MAHARAJA con le loro musiche estatiche, fino a LA TOLEA. Danzatrice che porta in scena la danza gitana flamenca. Passando attraverso il gypsy jazz di TCHAVOLO SCHMITT e MANDINO REINHARDT, nipote del grande Jango Reinhardt.

Ma non mancheranno neanche i SUONI DELLA DIASPORA AFRICANA previsti il 2 luglio che vedono protagonisti i SONA DIABATÈ (Guinea) e gli YELEMBA (Costa D’Avorio) con percussioni e danze africane .

Si parla tanto d’immigrazione, di stranieri che entrano in Europa, ma forse è il caso di pensare al contrario. Cosa hanno creato gli italiani e i genovesi che sono emigrati? E' questo il filo conduttore dell’incontro DA GENOVA A BUENOS AIRES, che si terrà il 3 luglio. Un raccontare in note la storia degli italo-americani nel periodo delle grandi migrazioni insieme agli artisti Beppe Gambetta, Carlo Aonzo e Martino Coppo. E troverà spazio anche il tango dei “portenos”, nativi di Buenos Aires di origini genovesi.

AFRICA, DESERTO e METROPOLI è la traccia su cui si svilupperà il concerto dei TUAREG TINARIWEN, gruppo la cui nascita è intimamente legata alla situazione d’esilio del popolo Tuareg, previsto per il 4 luglio. Musica tradizionale elettrificata che porta in giro poesie che richiamano al risveglio politico delle coscienze e si rifanno alla tematica dell’erranza, della repressione e della rivendicazione politica. E in scena saliranno anche OMAR PÈNE & le SUPER DIAMONO de DAKAR, star dei giovani senegalesi che unisce jazz, blues e reggae.

E c’è spazio anche per le DONNE D’ORIENTE, il 5 luglio, in quest'estate musicale. Donne in esilio lontane dalle proprie terre per forza, donne che si fanno portavoci di una cultura che le ha cresciute e che poi le ha costrette a scappare. Sul palco salirà YUNGCHEN LHAMO, con i canti-preghiera del Tibet dedicati e ispirati al Dalai Lama. E poi sarà la volta di Ani Choying Drolma monaca buddista nepalese, e di Anoushka Shankar figlia del grande maestro di sitar Ravi Shankar.

E per finire la sera del 6 luglio sarà dedicata alla PACE. In collaborazione con Emergency darà spettacolo la cantante afgana MAHWASH accompagnata ENSEMBLE KABUL. Paese multietnico l’Afghanistan offre una grande varietà musicale, con strumenti di origine indiana e araba che creano una sintesi emozionante dal cui repertorio verranno presentati canti d’amore, per le ricorrenze famigliari e di festa. Ma sarà la volta anche dei KLEZROYM con la musica delle comunità ebraiche d’Europa, e dei DOUNIA che ci faranno ascoltare il canto dei territori occupati di Faisel Taher. Vocalità mediorientali in un’inedita amalgama di melodie, armonie e ritmi provenienti da ogni angolo del Mediterraneo.

E per il 7 e l’8 agosto il Festival del Mediterraneo si trasferirà a Camogli con due serate entrambe a ingresso gratuito. In piazza Matteotti, domenica, ci saranno clown africani con la compagnia ADESA. Musicisti, acrobati e danzatori del Ghana, per uno spettacolo di grande coinvolgimento per il pubblico. Mentre il giorno dopo sarà la volta della BANDA DO PELO’ direttamente dal Brasile un gruppo in cui tutti i componenti sono percussionisti, capoeristi, cantanti e ballerini.

Ma non è ancora finita da questa edizione il Festival, infatti, promuove l’iniziativa di premiare i migliori artisti dell’area mediterranea. Per la prima edizione il premio andrà a Paolo Conte che pur non essendo un amante del viaggiare fa migrare le sue musiche, testimoni delle culture di popoli diversi. Il musicista sarà in città in data ancora da definire.

Per ora è tutto qui, anzi non proprio, perché Echo Art porta a Genova non solo la musica ma anche la danza e il teatro del mondo con il Festival delle Arti dal 24 al 30 giugno.
Ma di questo vi parlerò tra qualche giorno.

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