Magazine Giovedì 19 settembre 2013

«Riuscirò mai a trovare quello giusto per me?» Lo psicologo risponde

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Magazine - Salve,
sono le parole del testo della canzone di Noemi che ogni volta mi ripeto: «Avere l'impressione di restare sempre al punto di partenza...». Sì, mi sento sempre in questa posizione. Le spiego.

Sono una ragazza di 34 anni, mi sono frequentata per circa 8 anni con una persona di 10 anni più grande di me, un uomo sensibile, profondo, che arriva all'anima delle persone e soprattutto delle donne, ne ha avute tante.
Quando ci siamo frequentati tra noi non c'era attrazione sessuale, perché poi «lui non voleva impegnarsi», ma con il tempo ha scoperto che io non ero una persona qualunque e il mio mondo era pieno di cose che anche insieme a lui ho avuto modo di scoprire.

Dopo anni di alti e bassi ho deciso di chiudere questa storia. Incontro per caso un ragazzo qualche anno più grande di me, bello alto muscoloso, affettuoso, caloroso, ma separato con una figlio.
Aveva le caratteristiche che io volevo in un uomo, solo la sua situazione mi preoccupava, ma dopo un po' ho ceduto e mi sono lasciata trasportare dal sentimento e dalla sua passione nei miei confronti. Gli sono stata vicina in alcuni momenti difficili della sua vita precedente.

Dopo un po' decidiamo di andare a convivere visto che viaggia e non vive nello stesso posto dove vivo e lavoro io. I primi mesi sono stati pieni di passione, accortezze, mi sentivo protetta dal mio uomo... Poi più passava il tempo e più lo sentivo lontano da me: pochi rapporti sessuali, poco affetto, pochi baci, poche chiamate, minime e con poche parole, le solite...

Mi sono iniziata a ribellare, e mi sono sentita dire «che gli stavo troppo col fiato sul collo. Che lui stava in una fase delicata della sua vita, che ero invadente, egocentrica» e che io non gli sapevo stare vicina.
Siamo arrivati al punto che sono andata via di casa. Ora continuo a chiedermi cosa faccio che puntualmente mi ritrovo sempre al punto di partenza!?

Il mio difetto è bassa autostima, dovuta alla mia famiglia che mi ha fatto crescere con responsabilità verso la famiglia, do tutta me stessa senza remore e senza limiti, pur di farmi amare... e forse troppo amore allontana le persone da me!
Riuscirò mai a incontrare un uomo che mi stia a fianco?
Grazie

Buongiorno.
«Riuscirò mai a incontrare una persona che mi stia a fianco?» Bella domanda: credo che in molti, sia uomini sia donne, se la stiano ponendo in questo momento. E ho la sensazione che, sempre in molti, ne dubitino.
Chissa perché in tanti si pongono la stessa domanda e in tanti si danno la stessa risposta. Forse un motivo potrebbe essere che ci confrontiamo con una domanda che è  troppo semplice rispetto al problema e per giunta anche mal formulata.

Quindi mi scuso se non risponderò direttamente a lei ma userò la sua mail per rispondere in modo generalizzato a tutti quelli che, piu' o meno, si pongono domande simili. E non sono soddisfatti di come vanno le loro storie di coppia.

Perché stare in coppia, a lungo e con soddisfazione, al giorno d'oggi non è facile. Forse perché non è chiaro a noi stessi cosa chiediamo e cosa ci aspettiamo da una relazione di coppia?
In altre parole, non potrebbe essere che noi non otteniamo quello che vogliamo perché in realtà non sappiamo, davvero, cosa vogliamo e sopratutto di quante cose, diverse e a volte antitetiche, abbiamo bisogno?
Una per tutte? Beh, noi rivendichiamo il diritto alla nostra identità e alla nostra autonomia e allo stesso tempo aneliamo ad avere un forte legame di coppia che, come dice la parola stessa, è una diminuzione della libertà individuale e personale. Una bella ambiguità eh?

Ma siccome questi discorsi sono difficili o non ci piacciono o non siamo preparati ad affrontarli, facciamo finta che non esistano e invece che analizzare la situazione attuale ci illudiamo che tutto si risolva con uno slogan (e per di più con uno slogan ormai tremendamente obsoleto).

Così ci si tormenta nel dubbio: sarò mai in grado di trovare un uomo che mi stia a fianco?
Ma Lei, per esempio, cosa intendeva esattamente? Ha davvero così bisogno di un uomo ombra che le stia al fianco? Perché, detta così, sembra che lei sappia esattamente dove andare e le serva soltanto una spalla, di compagnia.
Non crede? Facciamo una prova: provi a dire la stessa cosa ma invertendo le posizioni, ovvero: «cerco un uomo per stare al suo fianco». Suona diverso, no?
E dunque, nello specifico della sua coppia ideale, chi dovrebbe stare al fianco di chi? E perche? Ovvero, stare assieme, con obiettivo di fare cosa, di preciso?

Sì, lo so, sembrano domande aziendali e poco vicine quello che noi crediamo dovrebbe essere un rapporto tra due persone.
E invece, proprio perche stiamo parlando di persone e di rapporti tra persone, avere un approccio un po' più schematico può essere più d'aiuto di quanto non si voglia ammettere. Almeno all'inizio.
Giusto per evitari eccessivi fraintendimenti o inutili frustrazioni. Perché non è semplice «andare d'accordo», in un mondo che è sempre più complicato proprio perché siamo persone. Persone complesse. Abbiamo molte esigenze. Cambiamo spesso l'umore. Vogliamo essere liberi ma abbiamo paura di restare soli. Cerchiamo la passione, l'intensità dei sentimenti e l'ebbrezza del momento, ma allo stesso tempo vogliamo garantita la stabilità, che poi ci spaventa, quando rasenta la quotidianità e la noia.

Insomma vogliamo cosi tante cose, tanto che poi viviamo la frustrazione quando ci sembra di non riuscire a ottenerle tutte. Cosa che avviene puntualmente. Considerando che molte cose che desideriamo sono l 'esatto 'opposto di altre, che pure desideriamo, fortemente. E da questo non se ne esce. Non se ne esce se non ci prestiamo la dovuta attenzione e se non ci ricordiamo quale era il nostro obiettivo iniziale o pricipale. Obiettivo che spesso non abbiamo neanche noi chiaro in testa.
Un bell'intreccio, eh?

Quindi come vede, per avere risposte soddisfacenti, dovremmo prima imparare a fare domande più precise.
Lei racconta di avere iniziato una relazione che è durata otto anni, ma tralascia di dire perché l'ha cominciata. Tralascia di dire, soprattutto, perché l'ha conclusa. Poi ha incontrato un ragazzo che aveva tutte (ne cita cinque di cui tre fisiche) le caratteristiche che lei «cerca in un uomo» (per farci cosa?) e dopo un periodo emozionalmente intenso, si decide a convivere con lui, per poi «scoprire» che la convivenza ha regole molto diverse dalla passione e che i tradizionali ruoli maschili e femminili hanno subito delle profonde trasformazioni.

Credo che in tutto questo la sua autostima, peraltro sempre importante, c'entri marginalmente.
Forse quello di cui difetta (ma questo è un problema che condivide con molti) è di aggiornare al terzo millennio la sua visione di quello che è la vita di coppia, prendendo atto che le relazioni e gli obiettivi personali si sono evoluti e complicati molto e molto più velocemente rispetto ai tempi, recenti, dei nostri genitori e delle loro tradizioni. Forse sin troppo velocemente.

Ma non si può recriminare.
Bisogna aggiornarsi.
Buon futuro.

Saluti,

di Marco Ventura

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