Magazine Sabato 7 settembre 2013

Patrizia Debicke: «Vi racconto il Vaticano di Giulio II»

Patrizia Debicke

Magazine - Io e Patrizia Debicke ci scriviamo almeno una volta alla settimana. Sono decine le mail che ci siamo scambiate negli ultimi mesi. L'oggetto del carteggio sono gli articoli che trovate pubblicati qui. Parlano di libri, di storia e di tanto altro.
Patrizia mi pare di conoscerla eppure non ci siamo mai viste.

Digitando il suo numero di cellulare, mi chiedo che voce abbia questa lettrice vorace, capace di sfornare anche due recensioni a settimana, ora alle prese con incombenze da scrittrice: il 15 settembre esce infatti in libreria e in ebook la sua ultima fatica, La Sentinella del Papa (Todaro Editore, 2013, pagg. 251, 16 Eur).

 «Si tratta di un romanzo storico che ruota intorno alla figura di Giuliano della Rovere che una volta eletto pontefice diventa Giulio II - mi spiega con lo stesso tono divertito di quando la leggo sul desktop - È passato alla storia come il Papa guerriero e non dobbiamo stupirci: non era un santo, ma aveva una capacità politica senza pari. Lo sai che è stato lui ad inventare le Guardie Svizzere?».

Non lo so, me lo spiega: «il 22 gennaio 1506 oltre un centinaio di guardie svizzere arriva a Roma dopo una lunga marcia a piedi fin dal passo del Gottardo». Si tratta a tutti gli effetti di mercenari che Giulio II intende impiegare alle sue dirette dipendenze. A guidarli è il capitano Kaspar von Silenen. «Di lui si hanno notizie certe  - ammette l'autrice - mentre il mio Julius Aloysius von Hertenstein è un personaggio totalmente inventato».

«È un luogotenente - prosegue - abile nell'immergersi in una serie di delitti e misteri ed ugualmente capace di entrare in contatto con il pontefice e con molti altre personalità dell'epoca, da Vannozza Cattanei, l'amante di papa Alessandro VI a cui diede quattro figli, a Niccolò Macchiavelli». Personalità che hanno segnato il Cinquecento.

Un secolo, quello dei Borgia, di Martin Lutero e di Copernico che Debicke padroneggia, tant'è che uno dei suoi romanzi più apprezzati, L'uomo dagli occhi glauchi (Corbaccio, 2010) prende il nome da una tela di Tiziano datata 1545.

Ma torniamo a von Hertenstein: «Le sue avventure nella mia testa si sviluppano in una trilogia per raccontare un'etica oscura, violenta come quella in cui vive che pure mi pare dirci ancora molto di noi».

Ecco, parliamo di noi: «Oggi una figura come quella di Giulio II sembra riprovevole - sospira - ha avuto una figlia illegittima, Felice della Rovere, ha promosso guerre e intrighi, ma, senza di lui, Roma non avrebbe i capolavori di Raffaello o la volta della Cappella Sistina di Michelangelo».

E se dovessimo immaginare un novello Giulio II? «Bella domanda. Te l'immagini la Merkel con la tiara? - ride di gusto - Direi che, dalla sua, aveva il carisma e il potere assoluto, due elementi che oggi non vanno insieme, almeno nelle democrazie occidentali».

di Lorenza Delucchi

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