Magazine Lunedì 10 giugno 2002

Gallo da combattimento

Magazine - Don Andrea Gallo abbiamo imparato a conoscerlo tutti. È il prete dei tossici, delle prostitute, degli immigrati, degli ultimi. Recentemente è diventato anche il prete no-global, dopo essere stato, all’inizio della sua vicenda pubblica, il prete comunista. Tutte definizioni che con il passare degli anni hanno accompagnato questo uomo di chiesa un po’ anomalo, uno che dice di predicare “con una mano ai Vangeli e con una ai giornali, un piede in chiesa e uno nella strada”.

Adesso Don Gallo è anche Un prete da marciapiede, stando al titolo del libro-intervista che Bruno Viani, giornalista del Secolo XIX, dedica al religioso. Non si tratta di un interessamento episodico: Viani nel 1999 ha vinto il Premio Saint Vincent di giornalismo per una serie di articoli sulla , e questo libro ne è la conseguenza naturale.

Un libro-intervista, si diceva. Don Gallo racconta la sua vita, dall’infanzia a Sampierdarena, all’adesione avventata e giovanile (aveva 15 anni) al fascismo e quella, immediatamente successiva, alla lotta partigiana. Poi la vocazione, nata sui campi di pallone, la missione in Brasile, il ritorno a Genova. Si racconta senza protagonismi, con quel senso di necessità di chi sa che fa quello che deve: niente di più, niente di meno.

Per i suoi ragazzi è un eroe, per la Curia è spesso un problema, per Dario Fo, che firma la prefazione al libro, addirittura un santo. Già, perché Fo avvicina Don Gallo a San Francesco, per la vocazione a “stare con i disperati”. Ma lui si schermisce, “assomiglio troppo a quelli che aiuto per potermi definire santo. È già tanto difficile essere umano e questo già mi basta”, dice. Un libro bello, godibile, che ci fa capire chi è veramente Don Gallo, aldilà di certi facili sensazionalismi televisivi, che tendono a ridurlo a personaggio.

Don Gallo. Un prete da marciapiede
Bruno Viani
De Ferrari Editore
10.33 euro

di Donald Datti

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